L’Italia è il fanalino di coda nella classifica europea dei pagamenti ma anche la meno virtuosa nell’attività di recupero delle insolvenze

Quali azioni vengono intraprese per il recupero dei crediti? Mediazione vs Azione legale. Il comportamento delle Aziende Italiane. Il 50% delle controversie potrebbero essere gestite in via extragiudiziale

In una recente indagine pubblicata nell’European Payment Report del 2016 e che ha coinvolto quasi 9.500 aziende ubicate nei 29 Stati della Ue, si riscontra un divario significativo tra l’Italia e la media degli altri Paesi europei considerati, per quanto concerne i tempi medi di pagamento

In base ai dati forniti dall’Eurostat nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, lo stock di debiti commerciali in rapporto al PIL è in Italia superiore rispetto a quello di tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Il 60% delle piccole e medie imprese dice di aver accettato termini di pagamento più lunghi rispetto alle proprie normali condizioni contrattuali. Il 63% sostiene che i ritardi negli incassi rappresentano una delle cause più rilevanti della fragilità finanziaria della propria Azienda

Nel 2015 la percentuale di perdita sui crediti delle PMI è del 4,2% contro   l’1,6% delle Aziende più grandi. Mediamente le Imprese dichiarano di portare a perdita il 3,8% del fatturato totale a causa dei ritardi e delle insolvenze di pagamento.

Questa discrepanza mostra come le piccole e medie imprese siano particolarmente vulnerabili, in particolare quando il debitore è un soggetto della pubblica amministrazione.

Se, infatti, in Europa il settore pubblico paga i propri fornitori in media dopo 36 giorni, la pubblica amministrazione italiana impiega in media ben 131 giorni.

Un tempo infinito, nonostante la Direttiva europea del 2000, poi riformata nel 2011, preveda termini perentori di pagamenti dei crediti commerciali di 30 giorni.

Il creditore, dal canto suo, ha a disposizione strumenti come il factoring, la cartolarizzazione o la cessione dei crediti, ma lo scenario degli strumenti e delle agevolazioni per l’accesso al credito da parte delle imprese è quanto mai ingarbugliato e stratificato di norme.

Molti altri sono gli elementi di interesse dello studio: in Italia quasi un terzo delle PMI e una su cinque tra le grandi aziende afferma che potrebbe assumere più dipendenti se fosse pagata più velocemente.

Invenium ha condotto un’indagine-intervista su oltre 4000 manager tra CFO, Direttori Amministrativi e Credit Manager ed è emerso un quadro piuttosto significativo.

Intanto, soprattutto le Aziende famigliari italiane tendono a mantenere il più possibile interna la gestione dei crediti “in sofferenza” a volte si tratta di stock piuttosto rilevanti.

Le Aziende di stampo più manageriale invece hanno una procedura interna piuttosto rigida che non consente la necessaria flessibilità nella gestione dei crediti scaduti. In entrambi i casi i crediti “incagliati” vengano rimbalzati tra l’ufficio crediti e l’ufficio legale se non addirittura sulla scrivania del legale “esterno” che, fra tutte le attività professionali, considera quella del recupero, come attività residuale e poco gratificante. Oltre il 75% dei Manager intervistati ritiene che un’attività stragiudiziale immediata sia più efficacie di una lunga attività giudiziale ma, di fatto le posizioni continuano ad essere gestite in modo tradizionale e solo il 10% ha inserito nella policy la mediazione nella risoluzione degli insoluti

Invenium è da sempre impegnata nella gestione “in outsourcing” dei crediti corporate attraverso l’ausilio “spinto” della mediazione. Il limite temporale massimo è di 90/120 giorni e si conclude con un pagamento parziale oppure con un piano di rientro. Viene sempre sottoscritto un verbale che ha valore di riconoscimento di debito ed in qualunque momento può essere usato in sede giudiziale. Con la procedura di ricorso per decreto ingiuntivo   invece, nel caso abituale di opposizione da parte di una delle parti in causa, la durata oscilla tra i 2 e i 4 anni. E poi la sentenza può ovviamente essere impugnata e allora i tempi diventano difficili da ipotizzare e l’escussione del credito diventa una chimera.

L’attuale situazione di crisi diffusa aumenta in modo esponenziale le situazioni di sofferenza che possono essere gestite con la mediazione. Ci aspettiamo nel 2017 di raddoppiare da 10.000 a 20.000 le posizioni gestite in via extragiudiziale. D’altra parte anche secondo il Ministero di Giustizia, almeno il 50%  delle controversie si potrebbero gestire in via extragiudiziale

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