Il recupero crediti per Piccole e Medie Imprese

Le PMI rappresentano la colonna portante del Made in Italy. Vanno tutelate dagli incassi mancati, in Italia ed all’estero.

Il made in Italy viene veicolato nel mondo grazie anche e soprattutto alle piccole imprese. L’internazionalizzazione, unitamente all’innovazione, rappresentano le condizioni per la sopravvivenza delle nostre più piccole realtà imprenditoriali.

Secondo i dati della Conf. Commercio, in Italia il 99,9% delle imprese di qualsiasi settore produttivo, come industria, costruzioni, servizi, sono rappresentate dalle piccole e medie imprese (PMI). Le piccole imprese che esportano, in termini di efficienza, non hanno nulla da invidiare a quelle grandi. Ciò che traina le vendite all’estero di prodotti italiani, sono i settori manifatturieri. In ordine, in testa alla classifica, si posizionano: la farmaceutica, i mezzi di trasporto, gli alimentari e le bevande.

Il peso delle PMI nell’export del Made in Italy

Anche negli anni più duri della crisi, l’export ha continuato a trainare il paese. Nell’ultimo anno l’export è cresciuto del 7,4% superando per la prima volta il 30% di contributo al Pil.

E’ importante puntare ad una maggiore diversificazione geografica, cercando di essere più incisivi nell’aumentare la penetrazione delle aziende esportatrici italiane in alcune aree ad alto potenziale, a cominciare dai paesi del sud-est asiatico dove siamo ancora sottorappresentati.

Il target di incremento delle imprese esportatrici, su base quadriennale, prevede un aumento del 15-20%, ben 30 mila imprese esportatrici in più.

Oggi si viaggia intorno alle 196 mila aziende e si punta molto sul contributo aggiuntivo che potrà arrivare dalle startup attive nelle tecnologie emergenti da coinvolgere, con la partecipazione alle grandi fiere internazionali.

Per il Mezzogiorno, l’obiettivo massimo di quota delle esportazioni da raggiungere, si aggira intorno al 20%, nei prossimi 4 anni.

Oggi il sud esprime meno del 12% nazionale.

L’aumento del perso delle regioni meridionali sarà tra i temi centrali del nuovo corso Ice, insieme a un maggiore coinvolgimento nelle strategie promozionali per le categorie dei coltivatori diretti e degli artigiani.

I numeri attestano che il 66,1% delle imprese esportatrici rientravano nella categoria delle microimprese e il 93,7% erano piccole. In relazione all’export complessivo, le microimprese incidevano per il 6,2% e il totale delle piccole aziende per il 24,5%.

In un Paese la cui spina dorsale economica è costituita da realtà medio piccole, a volte poco strutturate, è fatale che molte realtà fatichino ad affrontare da sole i mercati.

Insolvenza verso le PMI: un rischio concreto

Sviluppare business implica molte sfaccettature tuttavia la principale leva di successo è la salvaguardia dal rischio di mancati incassi. Per un’impresa di piccole o medie dimensioni è importante riuscire a risolvere i problemi legati al recupero crediti in modo efficace ed efficiente, al fine di ricavare un reale vantaggio per il business.
Assunto che le PMI sappiano mettersi in sicurezza da un punto di vista meramente contrattuale, rimangono ad oggi poco presidiate le dinamiche esterne legate al rischio, soprattutto per quanto concerne la capacità della controparte di adempiere con precisione alle proprie obbligazioni.

Ammontano a un milione le PMI che sono costrette a fare i conti con mancati pagamenti a livello internazionale. Ogni anno perdono crediti per circa 6.000 euro.

Grazie al nuovo strumento comunitario (EPO), in caso di mancato pagamento una società può rivolgersi alla magistratura del paese debitore, che dopo aver constatato il rispetto di una serie di condizioni, può emettere un ordine valido in tutto il territorio dell’UE, tranne nel caso di Regno Unito e Danimarca. Tra l’altro da Gennaio 2017 è possibile fare formalmente una richiesta di sequestro conservativo, evitando che il conto corrente del debitore venga prosciugato. Qualora una PMI italiana dovesse trovarsi nella spiacevole situazione di dover recuperare crediti, esistono varie tecniche per procedere con margini di successo alti.

Recupero crediti per PMI: gli strumenti in mano agli imprenditori

Soprattutto per le PMI e laddove gli importi siano contenuti è consigliabile attivare leve negoziali di tipo extragiudiziale. Una delle più utilizzate rientra nel novero dell’ADR, ovvero Alternative Dispute Resolution. Si tratta di una serie di azioni volte ad ottenere una veloce ed efficace risoluzione dei conflitti commerciali. Fondamentale, per attuare questa procedura è il coinvolgimento di una terza parte neutrale che funga da mediatore, come ad esempio una società specializzata nel recupero dei crediti.

    I sistemi ADR sono prettamente due:

  • Modello “aggiudicativo”: Il terzo neutrale fornisce alle parti una valutazione della situazione, vincolante (come nell’arbitrato) o meno (come nell’expertise)
  • Modello “negoziale”: il terzo neutrale è un catalizzatore del negoziato e della comunicazione fra le parti.

In ogni caso, questa formula è in forte crescita perché consente alle PMI di recuperare il proprio credito in tempi decisamente brevi e con un accollo di costi contenuti e spesso legati al risultato conseguito.

 

Le cinque fasi del recupero crediti per PMI sono:

  • Parere legale gratuito: Il legale rappresentante della startup viene contattata da un consulente specializzato e riceverà un parere legale gratuito, verificando se sussistono le condizioni preliminari per il recupero.
  • Indagine patrimoniale sul debitore: Tramite un credit check, viene analizzata la situazione patrimoniale della controparte e vengono suggeriti gli strumenti stragiudiziali o, in alternativa, giudiziali per recuperare il credito nel modo più veloce possibile.
  • Due diligence: Per ogni Startup viene studiata la migliore strategia di recupero, formando un team dedicato, composto da: credit manager, consulenti legali, operatori credit collection, esattori sul territorio e legali per la gestione di accordi transattivi e piani di rientro.
  • Judicial Approach: Laddove il recupero in via extragiudiziale non fosse possibile, viene intrapreso un percorso giudiziale sfruttando il nostro studio legale interno.
  • Recupero del credito: Invenium riesce a garantire, nella maggior parte dei casi, un tasso di successo pari al 55%.

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