Recupero crediti per Piccole e Medie Imprese nel 2021

Raddoppiano nel 2021 le difficoltà per le PMI, un’impresa su 10 rischia il default. Vanno tutelate dagli incassi mancati, in Italia ed all’estero.

Il 2020 si è chiuso con una contrazione dell’export del 9,7%, il peggior risultato dopo la caduta registrata nel 2009. Secondo quanto dichiarato dall’ISTAT, la contrazione, si è estesa a tutti i principali mercati di sbocco: paesi Asean e Opec, Francia e Regno Unito che hanno mostrato flessioni più marcate; all’opposto, è molto contenuto il calo dell’export verso la Cina

recupero crediti pmi italia e estero 2020

Il calo dell’export si è avuto a causa della caduta delle esportazioni di macchinari e apparecchi (-12,6%), prodotti petroliferi raffinati (-42,1%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-20,8%).

In aumento, invece, le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali, botanici (+3,8%), tabacco, bevande e prodotti alimentari, (+1,9%). “Il sole24ore”

La strada della digitalizzazione come spinta per le PMI

Per le PMI italiane la digitalizzazione rappresenta la migliore strada per poter sopravvivere e crescere: una realtà che con la pandemia è diventata ancora più evidente.

Per molte imprese la vendita online è stata la chiave per superare il periodo più difficile riuscendo anche a sbarcare su mercati diversi e scoprire nuove opportunità di business.

L’ecommerce in Italia ha chiuso il 2020 con un +29,2% e le PMI coinvolte in questo processo di transizione sono state più di 70.000, pari quasi ad un terzo dell’intero comparto delle PMI italiane. Le PMI che vendono online mostrano una probabilità dell′84% in più di ottenere fatturati maggiori e, aumentando di circa 2,5 miliardi di euro.

Il principale canale del commercio online su cui investire è certamente quello dell’export. Secondo un’analisi condotta dal Politecnico di Milano il 56% degli imprenditori afferma che l’export legato ai canali digitali produce ancora una quota marginale del fatturato export.

Secondo le stime di Confcommercio, a luglio 2020 il 36% delle Pmi non aveva un sito web, anche se l’89% utilizzava i canali social per promuovere la propria attività. Parlando di digitalizzazione a livello di tecnologie e capitale umano solo il 34% delle imprese si trovava in una situazione più solida, e appena  l’11% aveva avviato un processo di trasformazione digitale.

Dilazionare i pagamenti per stimolare il mercato

Per favorire le vendite le aziende hanno concesso ai propri clienti di dilazionare i pagamenti degli ordini, con le cosiddette vendite a credito. Uno strumento utile per poter stimolare il mercato.

Secondo un’analisi effettuata, nel 2020 il 55% delle aziende italiane ricorre alle vendite a credito: il livello più alto degli ultimi cinque anni. Circa la metà delle aziende ha concesso dilazioni di pagamento ai propri clienti B2B rispetto al periodo di pre-pandemia, fino ad un mese di più.

Data la maggiore incidenza dei ritardi di pagamento da parte dei clienti, il 39% delle imprese ha riferito difficoltà in termini di flusso di cassa che, nel 41% dei casi ha determinato un ritardo nei pagamenti dei propri fornitori. La crisi innescata dalla pandemia ha avuto un impatto devastante sul tessuto imprenditoriale italiano.

Continuano ad aumentare i default tra le imprese italiane, con un incremento de 10% rispetto ai mesi pre-Covid. Contemporaneamente aumenta anche il tasso di insolvenze che dal 4,5% slitta al 5%. Secondo alcune valutazioni, sono stati ipotizzati tre scenari possibili da qui a settembre 2021:

  1. Il tasso di insolvenza arriverà al 7,2% nello scenario migliore, considerando che potenzialmente non ci sarà nessun nuovo lockdown in futuro;
  2. Secondo lo scenario intermedio il tasso di insolvenza raggiungerà il 9,9% con nuovi lockdown più leggeri che coinvolgeranno solo le zone rosse;
  3. Fino al 15,5% nello scenario peggiore con lockdown totale come quello di marzo 2020;

Il 2020 per le PMI si chiuderebbe con ricavi in caduta di 11 punti, tuttavia secondo gli analisti, gli interventi pubblici su CIG e garanzie hanno supportato il sistema, consentendo alla maggioranza delle aziende di chiudere l’anno in pareggio o addirittura in utile. Proteggere il proprio business dal rischio d’insolvenza dei clienti risulta essere ad oggi una scelta obbligata per molte aziende.

L’ombra delle insolvenze sulle piccole-medie imprese

A causa della crisi economica provocata dal nuovo recupero crediti PMI l’ombra delle insolvenze si alza sulle cosiddette PMI. Oltre la metà delle imprese prevede di essere a corto di liquidità entro la fine dell’anno, il 38% segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività.

Oltre il 70% delle imprese dichiara una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: in oltre quattro casi su dieci il fatturato si è più che dimezzato, nel 27,1% si è ridotto tra il 10 e il 50%, nel 3% dei casi meno del 10% e nel restante 8,9% delle imprese il fatturato risulta stabile.

gestione crediti piccole medie imprese internazionale 2021

È bene sottolineare come il 70% delle imprese che si è visto ridurre il fatturato rappresenti il 73,7% dell’occupazione totale. Nel rapporto dedicato al fatturato e gli ordinativi dell’industria del mese di aprile 2020 (pubblicato il 17 giugno 2020) Istat stima che il fatturato dell’industria si sia ridotto del 46,9% rispetto allo stesso mese del 2019 mentre l’indice grezzo degli ordinativi si sia quasi dimezzato (-49,0%).

In queste complicate settimane, complici le chiusure da lockdown, il numero di PMI in crisi è cresciuto e continuerà a crescere a vista d’occhio. 

Le imprese sono a secco di liquidità, e poco importa se fino a settembre non è prevista alcuna iscrizione per i mancati pagamenti nella Centrale dei rischi. Il problema sembra essere solo stato rimandato a dopo l’estate. Quella messa sul tavolo dall’esecutivo, insomma, è una moratoria che semplicemente posticipa gli effetti derivanti dal tracollo dei mancati ricavi.

Il DL 18/2020, quello che per intendersi è stato soprannominato ”cura Italia”, e il successivo DL 23/2020, il ”decreto liquidità”, rischiano di essere dei buchi dell’acqua per molte PMI.

Il mondo delle piccole imprese, infatti, ha segnalato criticità e inadeguatezze del sistema bancario, chiamato ad adempiere alle disposizioni contenute nei provvedimenti appena citati.

Per cercare di risolvere la faccenda si sono attivate l’Abi e la Banca d’Italia, con quest’ultima che ha garantito il proprio impegno per ”monitorare l’allineamento degli istituti bancari alle indicazioni normative”.

Un’azienda su dieci in Italia sarebbe a rischio default. Un raddoppio rispetto ai livelli attuali, stima l’agenzia di rating di Cerved, che sulla base della distribuzione attuale dei giudizi espressi su 25 mila aziende, simula l’impatto del Coronavirus in ciascun settore.

Si segnalano, una serie di fattori critici legati alle attività di internazionalizzazione: Nel caso più favorevole, quello in cui la crisi sanitaria si risolva in 3- 6 mesi, la probabilità media di fallimento salirebbe di due punti, passando dal 4,9% al 6,8%, con una parallela contrazione dei margini, dal 6,1% al 4,2%.

Uno scenario che darebbe benefici comparti, riducendo la probabilità di fallimento per farmaceutica (produzione e distribuzione) e servizi di comunicazione e informazione, danneggiando invece tutti gli altri comparti.
Fragilità aggiuntiva ci sarebbe anche per tutto ciò che è legato ai trasporti, alle attività ricreative e al turismo, all’ospitalità e alla ristorazione.

Crisi che non risparmierebbe l’intera area manifatturiera. La fascia di aziende a rischio raddoppierebbe al 15% del totale. Un quadro ancora gestibile, che tuttavia andrebbe a deteriorarsi in modo evidente nell’ipotesi meno probabile stimata dall’agenzia di rating: quella in cui l’emergenza sanitaria prosegua per l’intero 2020.

Recupero crediti per PMI: gli strumenti in mano agli imprenditori

Soprattutto per le PMI e laddove gli importi siano contenuti è consigliabile attivare leve negoziali di tipo extragiudiziale. Una delle più utilizzate rientra nel novero dell’ADR, ovvero Alternative Dispute Resolution. Si tratta di una serie di azioni volte ad ottenere una veloce ed efficace risoluzione dei conflitti commerciali. Fondamentale, per attuare questa procedura è il coinvolgimento di una terza parte neutrale che funga da mediatore, come ad esempio una società specializzata nel recupero dei crediti.

I sistemi ADR sono prettamente due:

  • Modello “aggiudicativo”: Il terzo neutrale fornisce alle parti una valutazione della situazione, vincolante (come nell’arbitrato) o meno (come nell’expertise)
  • Modello “negoziale”: il terzo neutrale è un catalizzatore del negoziato e della comunicazione fra le parti.

In ogni caso, questa formula è in forte crescita perché consente alle PMI di recuperare il proprio credito in tempi decisamente brevi e con un accollo di costi contenuti e spesso legati al risultato conseguito.

recupero crediti pmi italia

Le cinque fasi del recupero crediti per PMI Invenium:

  • Parere legale gratuito: Il legale rappresentante della startup viene contattata da un consulente specializzato e riceverà un parere legale gratuito, verificando se sussistono le condizioni preliminari per il recupero.
  • Indagine patrimoniale sul debitore: Tramite un credit check, viene analizzata la situazione patrimoniale della controparte e vengono suggeriti gli strumenti stragiudiziali o, in alternativa, giudiziali per recuperare il credito nel modo più veloce possibile.
  • Due diligence: Per ogni Startup viene studiata la migliore strategia di recupero, formando un team dedicato, composto da: credit manager, consulenti legali, operatori credit collection, esattori sul territorio e legali per la gestione di accordi transattivi e piani di rientro.
  • Judicial Approach: Laddove il recupero in via extragiudiziale non fosse possibile, viene intrapreso un percorso giudiziale sfruttando il nostro studio legale interno.
  • Recupero del credito: Invenium riesce a garantire, nella maggior parte dei casi, un tasso di successo pari al 55%.

Contattaci qui sotto per maggiori informazioni o per parlare con un nostro esperto! 

[/fusion_builder_column]

    Contattaci

    Azienda
    Privato

    Richiedi un Preventivo

    Compila il form per richiedere un preventivo o per avere maggiori informazioni.

    Ho letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 *

    Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.

     

    [/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]