Recupero crediti in Cina

L’economia cinese oggi rappresenta la seconda economia mondiale, nonostante ciò il 50% delle transazioni è a rischio di mancato pagamento

Nel 2018, il PIL della Cina ha registrato una cifra corrispondente a 11,8 miliardi di Dollari (US$) e il tasso di crescita è stato del + 6,8%.  La crescita economica è un processo che dura ormai da anni; Negli ultimi trent’anni l’economia cinese ha vissuto un vero e proprio boom economico, che ha permesso al Paese di diventare la seconda economia mondiale, di aumentare il benessere economico e di far uscire dalla povertà milioni di cittadini.

L’apertura verso l’estero e le riforme economiche e sociali intraprese hanno innescato un percorso di crescita costante e con tassi a doppia cifra; tanto per fare un esempio nel 2016, il PIL cinese si è attestato sui 11.2000 miliardi di dollari, secondo solamente a quello degli USA e superiore a quello del Giappone e della Germania.

Di recente la decisione del governo di ridurre i dazi e le riforme regolatorie ha dato uno slancio in più all’economia. Il documento “18 mesi dopo Davos” – che riassume il pensiero e le idee del Presidente cinese – stila un bilancio della svolta riformista e annunciata da Xi Jinping al forum economico mondiale nel gennaio del 2017.

Da tale rapporto è emerso che nell’ultimo anno e mezzo il passo delle riforme è stato il più veloce dai tempi dell’ingresso di Pechino nella WTO (World Trade Organization) nel 2001.

Resta ancora molto da fare, ma focalizzandoci sui progressi, quattro sono le aree individuate dalla European Chamber of Commerce in Cina:

  1. L’attuazione delle norme a difesa dell’ambiente
  2. La semplificazione burocratica (e il taglio dei tempi di attesa da parte delle amministrazioni locali)
  3. Gli incentivi per nuove la ricerca e lo sviluppo sempre più accessibili alle aziende straniere
  4. Gli standard di qualità, la sicurezza e i processi di autorizzazione dei beni di consumo che iniziano ad allinearsi a quelli internazionali.

Soprattutto l’apertura verso il mercato internazionale apre nuove opportunità di business e livella il campo tra le imprese domestiche e quelle straniere.

In merito a questo, tra dicembre 2017 e luglio 2018 è arrivata una considerevole riduzione delle tariffe alle importazioni, in alcuni casi anche oltre il 50% di taglio. Sono state molte le categorie merceologiche interessate il cui denominatore comune è stata la domanda in aumento dei consumatori di fascia medio – alta.

Il settore farmaceutico è però il caso più rilevante. Con 1,2 miliardi di abitanti, l’invecchiamento della popolazione sta facendo esplodere la domanda di cure. Secondo gli esperti, nel 2017 la Cina è stata il secondo consumatore al mondo di medicinali e il suo mercato si aggira intorno ai 120 miliardi di dollari.

Secondo i dati relativi al primo trimestre 2018 – rilasciati dalla Deutsche Bank – le prime venti società farmaceutiche al mondo hanno registrato vendite in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Dal 2018 ai farmaci importati bastano i controlli di qualità della società per passare la dogana, di conseguenza, molti prodotti sono stati esentati da tariffe e l’IVA è stata ridotta dal 17 al 3%.

L’enorme crescita economica va di pari passo con il Rischio creditizio. Infatti, il rischio insito nel Paese è elevato e i Tribunali popolari rendono la causa in Cina oltremodo complicata. Spesso, infatti, non è tanto un problema di affidabilità del cliente cinese quanto di equità ed affidabilità del sistema giudiziario locale.

In Cina, è frequente il non rispetto delle disposizioni contrattuali, ed è noto a tutti la sistematica tendenza alla contraffazione; il sistema giudiziario è piuttosto farraginoso e poco trasparente e quindi è sempre consigliabile seguire una procedura di recupero crediti di tipo extragiudiziale, e lasciare come ultima “spiaggia” la via giudiziale proprio per la difficoltà di attuazione.

In sintesi, parlando di numeri possiamo dire che in Cina ci vogliono 480 giorni per ottenere una sentenza, e il Recovery rate corrisponde al 37,5%.

In caso di mancato pagamento, l’azione inizia con l’invio di una diffida, cui segue una visita diretta da parte del legale presso il debitore che cercherà man mano di incrementare la pressione facendo ragionare il debitore e cercando di convincerlo a saldare il suo debito; la minaccia di avvio della procedura spesso è sufficiente per ottenere il pagamento. Altre volte, invece, si utilizza come leva negoziale, la “minaccia reputazionale”.

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