Recupero crediti Germania e Francia: confronto tra due Paesi e due diversi approcci

 

Dinanzi ad una Germania debole, spicca una Francia resiliente.

Il 30 gennaio, alla vigilia delle prime stime sul PIL dell’intera area, il governo tedesco ha rivisto le proprie stime di crescita per il 2019, portandole dall’1,8% indicato in autunno, all’uno per cento.
Quest’anno si preannuncia, quindi, come il peggiore degli ultimi sei.

L’economia tedesca ha subito nell’ultima metà del 2018 una brusca frenata, in parte legata alle difficoltà delle case automobilistiche.

L’intero anno si è quindi chiuso con un incremento del pil del 1,5%, in netto rallentamento dopo il 2,2% del 2017 e del 2016.

Il rapporto sull’economia, presentato dal ministero, prevede per quest’anno un rapporto debito/pil al di sotto della soglia del 60% per la prima volta dal 2002, e un tasso di disoccupazione in ulteriore calo del 4,9% dal 5,2% del 2018.

A sorpresa è la Francia che resiste meglio alle difficoltà.

Tra ottobre e dicembre, il prodotto interno lordo è però aumentato dello 0,3% trimestrale.

Nel 2018, la crescita del pil è stata pari all’1,5%, in frenata del 2,3% del 2017.

L’aspetto più interessante del dato francese è la netta accelerazione delle esportazioni, in controtendenza con le indicazioni provenienti da altre economie, spesso in sofferenza per la flessione della domanda globale: le vendite all’estero sono aumentate del 2,4% trimestrale, dopo il + 0,2% del periodo precedente.

L’accelerazione è legata in buona parte alle consegne di importanti ordini navali e aereonautici.

La Francia ha quindi battuto, anche se in via marginale, le previsioni che indicavano un meno brillante + 0,2%.

Tuttavia la tenuta della Francia potrebbe quindi essere solo un episodio (anche se nel 2019 la sua attività economica potrebbe risultare più veloce di quella tedesca).

Al contrario, in termini di recuperabilità dei crediti, la Germania vanta un Invenium index pari all’8,4% contro il 7,5% della Francia.

Analizzando la percentuale di successo dell’attività stragiudiziale di Invenium si evince, infatti, che in Germania, per soli 5 punti percentuali, il tasso di recuperabilità è più elevato.

La durata media dell’attività stragiudiziale è la stessa, pari a 20 giorni di attività , mentre i termini prescrittivi sono più lunghi in Francia di due anni.

Come si svolge l’attività di recupero di Invenium in Germania?

In Germania esiste la possibilità concreta di ottenere informazioni patrimoniali aggiornate e approfondite sul debitore attraverso le quali poter decidere l’azione più opportuna da intraprendere per il recupero del credito: si può decidere di procedere per via stragiudiziale, giudiziale, o addirittura di desistere da ogni tentativo.

La legge prevede che ci sia automaticamente la costituzione in mora del debitore qualora quest’ultimo non adempia entro il giorno di calendario prefissato.

Per costituire formalmente il debitore in mora è necessaria un’intimazione dopo il termine di adempimento.

A ciò segue un procedimento ingiuntivo che in Germania rappresenta la via più semplice veloce ed economica per arrivare ad un titolo esecutivo e quindi recuperare il credito insoluto

Come si svolge l’attività di recupero di Invenium in Francia?

La legge francese autorizza il creditore ad intraprendere alcune misure cautelative che spesso possono costringere il debitore a trattare o a pagare.

Tali autorizzazioni vengono rilasciate a condizione che il credito sia fondato e che le circostanze siano suscettibili di facilitare  il recupero stesso.

Come è risaputo anche in Francia come per quasi tutti i Paese della UE, è consentito emettere un’ingiunzione di pagamento.  Deve essere notificata al debitore il quale ha un mese di tempo per pagare o per fare opposizione. I termini di prescrizione sono di 5 anni

Il tribunale convoca le parti per tentare la conciliazione; in difetto, si procede con un’azione ordinaria ovvero con un atto di citazione notificato per mezzo di ufficiale giudiziario. Le parti cristallizzano le proprie posizioni in un memorandum.

Ottenuta una sentenza a favore, il creditore ha poi dieci anni di tempo per avviare la fase esecutiva, mentre il debitore ha due mesi per adempiere spontaneamente all’obbligo imposto dalla sentenza.

 

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