FOCUS SETTORE FIERE: Un vettore importante per il  Made in Italy ma anche un volano di insolvenze internazionali a causa dei mancati pagamenti di molti espositori e di clienti

Le fiere italiane sono molto apprezzate dalle imprese di tutto il mondo. Parola di Kai Hattendorf, CEO di UFI, l’Associazione Internazionale dell’Industria Fieristica.

Nel 2015 il sistema italiano ha attratto 10,5 milioni di visitatori, di cui 1,4 milioni dall’estero.

Presenze attratte non solo dalle grandi fiere, ma anche da tanti eventi di nicchia simbolo del Made in Italy nel mondo.

Ci sono, poi, le grandi alleanze internazionali che amplificano il successo di un evento e l’autorevolezza del settore: è il caso dell’asse tra Parma e Colonia, sfociato in un’alleanza su più fronti tra Fiere di Parma e Koelnmesse.

Quest’asse ha contribuito al successo della 51esima edizione di Cibus Tec, il salone delle tecnologie alimentari che ha chiuso i battenti il 28 ottobre scorso alle Fiere di Parma: 1.200 espositori (+30%) di cui un terzo da 25 Paesi e 35mila operatori (40% esteri) di cui 3mila top buyer stranieri, che hanno fatto balzare in avanti del 20% le presenze rispetto alla scorsa edizione.

Il rinomato Cibus Tec era firmato Koeln Parma Exhibitions (KPE), la nuova società paritetica tra le due fiere.

“Per la prossima edizione”, spiega Thomas Rosolia, AD di Koelnmesse Italia, “insieme a Fiere di Parma faremo in modo che Cibus Tec diventi una tappa obbligata per un maggior numero di espositori e visitatori di tutto il mondo, senza trascurare nuove possibilità sul mercato italiano”.

Lo stesso messaggio giunge da Hannover: “L’Italia è per noi il mercato più importante dopo la Germania, anche perché sono presenti eccellenze imprenditoriali che non si trovano in altri Paesi” conferma Andreas Zuge, direttore generale della Fiera di Hannover, sottolineando che sul piano organizzativo il sistema-Italia può contare su un modello quasi di stampo tedesco.

Un difetto, però, è evidente: c’è ancora troppa competizione e manca un piano nazionale fieristico.

Qualcosa però sta cambiando, e Zuge giudica positivamente alcuni progetti come M&MT, il primo business dedicato a Motion e Mechatronics e The Innovation Alliance, che vedrà per la prima volta insieme Ipack-Ima, Meat-Tech, Plast, Print4All e Intralogistica.

Sull’eccessiva frammentarietà del panorama fieristico italiano concorda Massimiliano Pierini, Managing Director per l’Italia del colosso mondiale Reed Exhibitions, che insieme a Fiera Milano organizza una delle manifestazioni più importanti sul suolo italiano, ovvero MCE (Mostra Convegno Expo-Comfort), evento leader globale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili.

La prossima edizione sarà nel 2018, forte del successo del 2016: 2.018 aziende, di cui il 45% dall’estero in rappresentanza di 55 Paesi e 155.332 visitatori dei quali 39.140 esteri, provenienti da 141 Paesi, in aumento dell’8% rispetto al 2014.

L’Italia è strategica anche nei piani di Messe Frankfurt, che dal 2011 organizza alle Fiere di Parma la manifestazione SPS IPC DRIVES, sorella della SPS tedesca che da 25 anni è la manifestazione di riferimento dell’automazione.

Anche in questo settore, però, ci sono delle problematiche, soprattutto per quanto riguarda il credito: i pagamenti da parte delle Aziende espositrici a volte sono in ritardo e altre volte del tutto assenti. Si tratta spesso di Aziende estere poco conosciute e dal profilo finanziario modesto che sperano di risollevarsi da un evento fieristico. Per non parlare poi dei potenziali clienti incontrati dagli espositori nel corso delle manifestazioni che prospettano business considerevoli senza le adeguate garanzie di pagamento. Da ultimo, gli espositori incontrano alle fiere clienti insolventi che stanno inseguendo, senza successo da tempo immemore senza aver la più pallida idea di come gestire l’incresciosa situazione

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