Il factoring in Italia: +9,53% nel 2016. 

In Europa soltanto nel primo semestre del 2016 il valore complessivo del factoring ha raggiunto, per la prima volta, la cifra monstre di € 705.000.000.000, un aumento su base annua del 3,14%.

Questa costante crescita conferma la forte posizione del factoring come una delle principali fonti di finanziamento delle Imprese europee. Nel 2016 la crescita dovrebbe essere vicina al 7%.

Tra i paesi più virtuosi troviamo i Paesi Bassi con quasi il +24%, la Polonia con il +18% e la Francia +12%. Svezia e Repubblica Ceca hanno invece visto significativi diminuzioni dei volumi.

I primi cinque Paesi che complessivamente hanno cubato per oltre il 76% dei volumi UE sono stati il regno Unito, Francia, Germania, Spagna e, non poteva mancare certo l’Italia.

In Italia Il mercato italiano del factoring si è reso protagonista negli ultimi mesi del 2016 di un incremento che lo ha portato a chiudere il 2016 con una crescita anno su anno che sfiora la doppia cifra: dalle prime statistiche elaborate da Assifact, l’Associazione Italiana per il Factoring, risulta infatti per il 2016 un volume d’affari complessivo   di oltre 200 miliardi di euro, con un incremento del 9,53% rispetto al 2015.

“Si conferma il ruolo fondamentale del factoring, un business che rappresenta circa il 12% del Pil, -afferma il Segretario Generale di Assifact Alessandro Carretta – nel sostegno finanziario alle imprese italiane protagoniste del ritorno al segno positivo della crescita economica”.

I livelli di sofferenze e di crediti deteriorati si mantengono contenuti e molto più bassi rispetto ad altre forme di finanziamento, nello specifico la quota di sofferenze è pari al 3,20%, sostanzialmente in linea con l’anno precedente e assolutamente fisiologica; mentre la percentuale di crediti deteriorati, pari al 6,67% è risultata inferiore rispetto al 2015.

L’eterogeneità dei crediti in portafoglio, la parcellizzazione territoriale delle imprese rende difficile se non impossibile quel contatto diretto con i debitori ceduti che magari versano in una situazione di tensione di liquidità.

Quando il credito si “incaglia” o diventa “non performing” può essere utile quindi esternalizzarne la gestione, anche per capire le motivazioni che hanno generato la difficoltà dell’impresa e, se del caso, individuare le strategie più opportune per ottenere il recupero del credito vantato.

Invenium, grazie al proprio team di esperti, rappresenta un partner specializzato nella gestione e recupero crediti stragiudiziale anche in ambito internazionale, in grado di fornire soluzioni su misura per l’intero ciclo del credito.

L’attività, svolta nell’assoluto rispetto della compliance e degli standard di qualità si concentra solo sulle posizioni “a rischio” recuperando il credito in modo tradizionale o affiancando i debitori – fortemente indebitati con il sistema – attraverso una ristrutturazione del debito.

I risultati dell’attività, le eventuali criticità riscontrate, le azioni correttive sono prima condivise con le funzioni interessate e poi riportate all’interno di un report indirizzato al management della Società, che tiene conto di diversi aspetti, tra cui il comportamento esdebitativo dei clienti morosi, la performance di pagamento e il monitoraggio della situazione economico-finanziaria della clientela.

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