Il recupero crediti esteri nel 2021

Scenario economico italiano e indicazioni per recuperare un credito internazionale nel 2021.

(articolo aggiornato a settembre 2021)

L’economia italiana nel 2021: export, differenze regionali e settori industriali

Nel pieno della pandemia erano solo 23 le aree in crescita ma già a partire dal primo trimestre del 2021, il numero è più che raddoppiato. Si tratta di un valore destinato a crescere dinanzi alle brillanti performance degli ultimi mesi. recupero crediti estero 2021 Nei primi sette mesi dell’anno si è avuto un boom nelle esportazioni di prodotti italiani. L’export dei primi sette mesi del 2021 equivale a circa 300 miliardi di euro e supera non solo i 244 miliardi dello stesso periodo del 2020, ma anche i 286 miliardi dei primi sette mesi del 2019, l’anno d’oro dell’export italiano.

L’aumento delle esportazioni italiane nel primo semestre del 2021 (+22,8%) è stato, tra le altre cose, superiore all’incremento di Germania e Francia, grazie anche alla spinta del Patto per l’Export, con cui sono stati stanziati 5,4 miliardi di euro in 18 mesi. Ragionando per macrosettori, nel confronto con il disastrato 2020, solo un’area resta pesantemente in rosso, rappresentata dai prodotti intermedi della moda, presentando cali a doppia cifra che spesso si allargano prendendo come riferimento il 2019.

All’estremo opposto, a brillare in termini di rimbalzo, guardando ai valori assoluti, sono Pelletteria e Calzature di Firenze (319 milioni recuperati rispetto allo scorso anno), Metalli di Brescia, Oreficeria (ma qui conta parecchio il valore della materia prima) ed Elettrodomestici della Inox Valley. Una ripresa del commercio internazionale, con progressi visibili praticamente in tutte le destinazioni del made in Italy.

L’anno pandemico a cavallo tra il 2020 e il 2021, con la paralisi economica derivante dai prolungati lockdown, non è andato male per tutte le aziende esportatrici di prodotti del made in Italy. Secondo lIstat, tra gennaio e marzo 2021 l’Italia ha esportato beni e servizi per 117,9 miliardi di euro, i «118 miliardi». Il 2019 era stato l’anno «record» delle esportazioni italiane, quando si era registrato il valore più alto in assoluto di esportazioni dal 1988, secondo i dati Eurostat. L’export italiano, nel primo trimestre dei due anni presi in considerazione, è passato da 112,7 miliardi di euro a 117,9 miliardi, con una variazione del 4,6 per cento.

Va precisato che tale performance è inevitabilmente condizionata dalla pandemia, che ha portato al lockdown nazionale nei primi giorni di marzo 2020 e un forte rallentamento del commercio mondiale. Del resto, le esportazioni hanno un ruolo chiave nell’economia italiana, generando almeno un quarto del Prodotto interno lordo (Pil) nazionale (la metà, secondo alcune analisi). Le grandi speranze per la ripresa dell’economia sono dunque fortemente legate all’export.

 

Produzione industriale italiana: i dati di aprile 2020

A soffrire di più sono le micro imprese, quelle con un numero di dipendenti compreso tra uno e nove: quelle che prevedono un livello di liquidità insufficiente infatti superano quota 60%. Aprile si annunciava come il mese più buio per la produzione industriale e così è stato. Secondo le rilevazioni Istat la produzione industriale di aprile cede il 19,1% rispetto al mese precedente, il 42,5% in rapporto allo stesso periodo del 2019.

In questo scenario, recuperare crediti all’estero diventa per le aziende italiane esportatrici un importante asset economico su cui puntare la propria ripartenza post Coronavirus. Un quadro in parte mitigato dalle eccezioni per alcune filiere importanti (alimentari, chimica e farmaceutica). Dal punto di vista settoriale la gara è a chi va meno peggio, nessun comparto infatti registra un segno positivo. recupero crediti internazionale e assicurazione crediti estero 2021 Farmaceutica e alimentari, penalizzati in termini di domanda ma non bloccati nell’offerta, contengono i danni in 7-8 punti percentuali su base annua e anche la chimica riesce a spuntare un -21,5%, ottimo alla luce del resto dell’economia.

Trainata verso il basso in particolare dalla produzione di auto, tracollo che spinge a -74% la produzione di mezzi di trasporto (salvo poche eccezioni il settore è rimasto bloccato nel lockdown) e che si accompagna a produzioni dimezzate per l’intera area della meccanica e della componentistica. Media manifatturiera che nel complesso arretra del 45,6%, peggio del dato complessivo, sostenuto da una parziale tenuta (-13,8%) dell’energia.

Secondo le analisi del centro studi di Confindustria maggio 2020 è stato comunque un mese di rimbalzo, rispetto al periodo precedente. Ripresa che tuttavia non basta a riportare l’attività su livelli standard, lasciando ancora un ampio calo a doppia cifra (quasi il 34% in valori grezzi, poco meno del 30% a parità di giornate lavorative), nel confronto tendenziale.

Prima dello scoppio dell’emergenza si prospettava un tasso di crescita dell’export italiano del 2,8% nel 2030, una stima che al momento non si è in grado di confermare. I parametri economico-finanziari verranno rivalutati a partire dal secondo e terzo trimestre per capire se si riuscirà a ripartire nel 2021.

Una ripresa dipenderà dalla riapertura dei mercati internazionali: man mano che si riavvieranno, dopo aver risolto la fase più acuta dell’epidemia da Covid-19, l’export italiano potrebbe avere una ripartenza. Ciò potrebbe quindi avvenire verso fine anno nei mercati aperti alla commercializzazione dei prodotti o all’allocazione di iniziative produttive. A quel punto, il 2021 avrebbe una buona velocità di riavvio che può consentire anche un rimbalzo significativo.

 

Recupero crediti all’estero: come prevenire i rischi di insolvenza?

È fondamentale prevenire il problema con un’analisi puntuale della clientela ed un monitoraggio costante;  una contrattualistica “a tenuta”, ma anche stimando l’ipotetico rischio di default della controparte e considerando il rischio Paese e Sistema giudiziario.

Uno degli strumenti che il mercato offre all’esportatore per gestire il rischio Export è quello dell’assicurazione del credito commerciale estero: si tratta di un servizio erogato da un numero molto ristretto di operatori. In questo scenario si inserisce la Garanzia Operativa CEC, un nuovo strumento d’intervento strutturato da Invenium che non consiste in una semplice assicurazione dei crediti all’estero, ma costituisce una risposta unitaria a molte domande ed esigenze del piccolo e grande esportatore.

La garanzia operativa CEC (Credit Export Care) è un’innovativo strumento ideato da Invenium, operatore specializzato ed indipendente che ha maturato un’esperienza capillare nella gestione e nel recupero del credito commerciale all’estero, in tutto il mondo.

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