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Le strategie di Gestione e Recupero Crediti verso i Paesi Bassi

Invenium , società leader nella gestione e nel recupero crediti internazionale, presenta il suo aggiornamento sull’economia dei Paesi Bassi, sui rapporti commerciali con il nostro Paese e sulle modalità più adeguate di gestione e recupero crediti per le imprese esportatrici.

Nel 2021 l’export italiano verso i Paesi Bassi è cresciuto addirittura del 32,9%; l’Italia è il 6° mercato di destinazione del loro export, mentre i Paesi Bassi rappresentano il 10° mercato di destinazione del nostro export, con una quota del 2,9%. Nel 2021 l’interscambio commerciale ha raggiunto i 40 miliardi di euro; l’export italiano è rappresentato principalmente da articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (17,8%, per circa 2,7 miliardi), macchinari e apparecchi (12,4%, per circa 1,88 miliardi), prodotti alimentari, bevande e tabacco (9,8%, per circa 1,49 miliardi), metalli di base e prodotti in metallo (8,5%, per circa 1,29 miliardi) e prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (7,4% per circa 1,11 miliardi).

Nonostante le incertezze per la guerra in Ucraina, le più recenti proiezioni stimano per il 2022 la crescita del pil del Paese intorno al 3,5%. Tuttavia, qualora le tensioni geopolitiche si acuissero e le relative conseguenze economiche, soprattutto in termini di alti costi energetici e volatilità sui mercati, si mostrassero più severe e prolungate, la crescita potrebbe attestarsi non oltre il 2,3%, con l’inflazione che potrebbe sfiorare il 10%.

Gli analisti avvertono altresì che il graduale esaurirsi delle misure di supporto attuate da marzo 2020 a seguito dello scoppio della pandemia determinerà nel 2022 sia un incremento del tasso di disoccupazione (dal 3,6% del 2021 al 4,5% stimato per fine 2022) che un incremento nel tasso di insolvenza delle imprese private.

Nei Paesi Bassi vi sono quattro tipologie di insolvenza: la prima quando è stata presentata un’istanza di sospensione del pagamento; la seconda quando un tribunale ha dichiarato la bancarotta; la terza quando viene omologato un accordo di ristrutturazione del debito; la quarta quando, pure in assenza di statuizioni giudiziali, vi è l’incapacità prolungata nel tempo da parte dell’impresa di far fronte alle proprie obbligazioni verso dipendenti e creditori.

Sebbene nei Paesi Bassi il termine per il pagamento delle fatture sia 30 giorni, un terzo delle stesse vengono saldate in ritardo. Ad oggi lo strumento più efficace per le imprese italiane che devono recuperare un credito commerciale nei Paesi Bassi resta la c.d. istanza di fallimento: per avviare la procedura sono sufficienti un debito esigibile ed una richiesta di pagamento, senza necessità di titolo esecutivo. Di fronte al rischio tangibile della liquidazione della propria impresa, il debitore tende infatti a saldare prontamente il suo debito, al contempo il creditore sostiene costi inferiori rispetto all’instaurazione di un giudizio ordinario.

Rotterdam - Erasmus Bridge

Nel periodo gennaio- settembre 2022 i Paesi Bassi sono stati il nostro 4° paese fornitore, con una quota di mercato del 5,6% ed il 9° mercato di destinazione del nostro export, con una quota di mercato del 3%. Gli IDE (investimenti diretti esteri) netti italiani nel paese hanno raggiunto i 35,55 miliardi di euro.

I Paesi Bassi nel 2023 si confermano uno dei migliori paesi in cui investire, grazie al sempre più favorevole clima fiscale (corporate tax al 16,5% sui primi 200.000 € di utili, 25% oltre; sconti fiscali per investimenti in ricerca e sviluppo fino al 40% per le start up) ed in cui esportare, grazie all’eccellente rete infrastrutturale (3° posto mondiale nella classifica di competitività delle infrastrutture), alla vigorosa economia (1° in Europa e 4° al mondo per competitività secondo il World Economic Forum) ed ai tempi certi della giustizia, che garantiscono il corretto funzionamento dei rapporti commerciali ed economici.

Permangono tuttavia tensioni tra i nostri paesi a livello politico: da Forum di Davos il premier olandese Rutte è tornato ad attaccare l’Italia per l’eccessiva spesa per le pensioni (15,6% del Pil a fronte del 5,2% dei Paesi Bassi) e per la proposta di un fondo europeo finanziato con debito comune per finanziare la transizione energetica, rimarcando come siano ancora disponibili parte dei prestiti nell’ambito della “Recovery and Resilience Facility” e molti paesi non li stiano utilizzando al meglio.

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Siamo operativi nei Paesi Bassi dal 1996, grazie ad un team altamente specializzato; strutturiamo l’attività stragiudiziale operando principalmente in un’ottica di success fee, in modo da ridurre al minimo l’esborso iniziale che dovrai sostenere per avviare le operazioni di recupero del credito e condividendo con Te il rischio delle stesse. Il nostro modus operandi si basa su un approccio propositivo con il debitore, formalizzando le istanze del cliente, avviando un confronto diretto su eventuali contestazioni e prediligendo sempre la stipula di un accordo stragiudiziale pienamente satisfattivo. Qualora ciò non sia possibile, i nostri legali partner in loco adiranno le vie legali, individuando in sinergia con i nostri credit manager le migliori strategie giudiziali in relazione alle specificità di ogni singola pratica.

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