Internazionalizzazione e giustizia inefficiente

Come affrontare il processo di recupero crediti giudiziale in ambito EU

Per alcune PMI, meno strutturate, l’apertura ai mercati esteri appare come una minaccia.

Per la maggior parte delle Imprese, grazie anche alla “rete” che ha fatto breccia tra i confini geopolitici, è un’enorme opportunità.

In febbraio il nostro export è riuscito a crescere su base annua del 3,9% grazie alle performance dei Paesi aderenti all’EU.

La PMI deve quindi avere un approccio molto flessibile nella sua strategia all’export ed imparare a fare lo slalom tra i diversi Paesi bypassando, di volta in volta, quei Paesi che presentano criticità.

Virtuose quindi quelle Imprese che a seguito della recente robusta frenata delle importazioni in Cina, del Giappone, dell’area OPEC e nord Africa hanno saputo rifocalizzarsi sull’area EU.

In Europa, il commercio continua a tirare con ottime performance in Francia e Germania ed ancora più consistenti le Performance in Austria, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca.

Nonostante l’Istat registri nei primi mesi del 2018 una certa stagnazione nei mercati più remoti, nelle casse delle nostre aziende sono entrati 36,2 miliardi e precisamente 1,4 miliardi in più rispetto all’anno precedente.

In realtà questa attività di switch-on delle esportazioni da un Paese all’altro pone le Imprese sotto il rischio perenne dei mancati incassi, strettamente connessi con l’acquisizione di nuovi clienti.

Le Imprese italiane dovrebbero quindi tenere conto non solo delle condizioni di export nei diversi Paesi dell’EU (rischio/opportunità Paese) ma dovrebbero analizzare anche i diversi Sistemi della Giustizia (rischio/opportunità Tribunali).

Giustizia efficiente e crescita economica, durata dei Procedimenti e numero dei Giudici per Tribunale sono parametri rappresentativi anche ai fini del rischio di recuperare i propri crediti.

Se quindi si ha una ragionevole certezza che, in pochi mesi, si risolva una controversia in Paesi quali: Lussemburgo, Finlandia, Olanda, Danimarca, Germania, Svezia, diventa più preoccupante essere il creditore di aziende nel centro-sud dell’Europa.

A Cipro e a Malta si supera abbondantemente l’anno per avere una sentenza. Sarebbe meglio non dover far causa nemmeno in Grecia, Ungheria e Rep. Slovacca perché anche qui i tempi sono piuttosto lunghi.

E in Italia?

Disarmante è la considerazione del Dr. Mombelli, profondo conoscitore del recupero crediti internazionale.

 Dott. Mombelli : Purtroppo alcuni numeri ci inducono a riflettere su questo giudizio negativo:

  • 391 legali ogni 100.000 abitanti;
  • 11 giudici ogni 100.000 abitanti;
  • 527 giorni per un procedimento civile (2015)

Direi quindi, maglia nera all’Italia in tema di giustizia!

 

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