Il recupero crediti nel settore della meccanica

In Italia l’industria 4.0 cresce del 300% ma aumentano le insolvenze a livello internazionale

 

Deludono i risultati pervenuti dall’ultima rilevazione Eurostat circa la produzione industriale italiana, mentre resta positiva l’intera filiera meccanica, con i mezzi di trasporto in crescita del 5% (+6,3% per le auto) e i prodotti in metallo a 3,7%.

Leggermente inferiore rispetto alle attese è il dato per macchinari e attrezzature, in costante accelerazione nei mesi precedenti (+5,7% ad ottobre) e ora in grado di crescere solo del 2,7%, in linea con la performance dell’intero 2017.

La filiera meccanica continua a trainare sempre più in alto le medie di fatturato e gli ordinativi industriali. Il bilancio 2016 risulta parecchio lusinghiero per il settore delle macchine utensili, con una produzione in crescita del 6,4% pari a 5,5 miliardi di euro.

Da inizio 2017 il bilancio è stato di gran lunga positivo. Le consegne sul mercato interno sono salite del 25,7%, una quota di 2,3 miliardi e con prospettive molto interessanti.   Su base semestrale l’indice degli ordini ha segnato un incremento del 9,9%: gli ordini esteri sono cresciuti del 5,6%, gli ordini interni del 24,8% rispetto ai primi sei mesi del 2016.

Progressi rilevanti sono visibili in vari comparti: i macchinari per piastrelle hanno una crescita pari al 60% mentre per le macchine utensili, gli ordini nazionali, tra gennaio e marzo, lievitano di oltre il 22% avvicinando i massimi pre-crisi. Situazione non dissimile per i macchinari da fonderia (+15%/20%).

Nello scatto dei macchinari è visibile, anche, una forte componente domestica, con gli ordini nazionali lievitati a luglio del 18,8% esattamente in linea con la performance oltreconfine.

L’export italiano avrà una crescita moderata nei prossimi quattro anni, a un tasso medio annuo del 3,7%, fino al raggiungimento nel 2019 del valore di 480 miliardi di euro: è quanto emerge dall’ultimo Rapporto Export di SACE (Gruppo Cdp) che stimola le imprese esportatrici a reagire e competere sui mercati internazionali, seppure in un’era ad alta complessità.

Secondo dati Istat, nel primo semestre del 2017, l’export italiano è salito dell’8,9%, rendendo l’Italia terzo partner commerciale europeo.

A fronte di questa crescita esponenziale, tuttavia, occorre però tenere sempre monitorato il proprio portafoglio crediti perché il rischio insolvenza è dietro l’angolo, sempre più diffuso anche a livello internazionale.

Ritardi, insolvenze e rischi di procedure concorsuali rappresentano infatti una tematica sempre più rilevante che richiede un approccio strutturato e non occasionale.

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