Il recupero crediti in Grecia

La situazione di difficoltà che sta attraversando la Grecia provoca notevoli ricadute sul commercio internazionale, oggi il numero degli insoluti è superiore alla media mondiale

Per la prima volta da oltre due anni, a fine 2018 la Grecia ha chiuso un trimestre con il segno meno per l’economia, registrando quindi una performance annuale inferiore alle stime della Commissione europea: il Pil del quarto trimestre si è contratto dello 0,1% sui tre mesi precedenti, quando la performance era stata dell’1%.

Su base annuale, quindi, l’espansione si ferma all’1,9% contro il 2% atteso da Bruxelles e il 2,1% pronosticato dal governo.

Sul Pil di fine anno ha pesato un lieve ristagno dei consumi, ma la nota dolente riguarda gli investimenti, scesi del 3,6% (rispetto al Pil, a meno del 13%, sono in fondo alla classifica dell’Eurozona)

Una spinta è arrivata invece dall’interscambio, con le esportazioni salite dell’1,8% a fronte di una diminuzione del 7,8% dell’import.

Secondo vari analisti, va considerato certo in modo positivo il fatto che, dopo la contrazione dell’economia di circa un quarto dai picchi pre-crisi, per due anni consecutivi il Pil è avanzato.

Italia e Grecia intrattengono eccellenti relazioni bilaterali, favorite da un’antica e profonda amicizia cementata dalla vicinanza geografica e culturale.

L’interscambio commerciale è favorito in particolare dal rapporto di complementarità tra i rispettivi sistemi produttivi e dalla vicinanza geografica.

L’Italia è un partner commerciale di importanza strategica per la Grecia. Sulla base di un rapporto ELSTAT del 2017, l’Italia risulta essere il secondo fornitore della Grecia dopo la Germania, mentre sul lato delle importazioni, si classifica al primo posto seguita da Germania e Turchia.

Il grado di penetrazione dei prodotti italiani è di massimo livello. I comparti in cui maggiore è il flusso proveniente dall’Italia sono quelli dell’agro-alimentare, dei prodotti chimici e farmaceutici, a cui si aggiungono i settori dell’abbigliamento e accessori, dei mezzi di trasporto, delle macchine utensili, e dei prodotti in gomma, plastica e carta.

La situazione di estrema difficoltà che sta attraversando la Grecia ha notevoli ricadute sul commercio internazionale.

Dal 2005 ad oggi il numero degli insoluti è in costante crescita e superiore alla media mondiale.

Le procedure burocratiche in Grecia sono un grosso ostacolo da affrontare.

Come recuperare i propri crediti insoluti in Grecia?

Il recupero crediti in Grecia può avvenire attraverso la classica via giudiziale, oppure si può preferire la più rapida, economica e semplice via stragiudiziale.

Per avviare una procedura stragiudiziale in Grecia è necessario che il creditore sia in possesso di un titolo che comprovi il credito; la sentenza emessa dal giudice autorizza poi l’immediata esecuzione.

Se il caso lo richiede, puoi procedere con l’apertura di un procedimento giudiziale per ottenere una condanna al pagamento del debito, un decreto ingiuntivo piuttosto che un’ingiunzione al pagamento o un’insinuazione al passivo. Fino ad importi di 20mila euro, l’organo che si occupa del procedimento è il Giudice di Pace. Da 20mila a 250mila euro, l’organo competente è il Giudice monocratico. Oltre i 250mila euro se ne occupa un collegio giudicante formato da 3 Giudici. Art. 14 CPC

Di recente inoltre la legislazione greca ha introdotto un nuovo istituto denominato procedimento di riabilitazione. È una procedura pre-fallimentare che sta trovando una grande diffusione in Grecia e che, se da una parte mira a salvare l’azienda in crisi, dall’altra crea disagi e tensioni nei confronti dei fornitori.

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