Archiviato un 2021 da record nelle relazioni politiche ed economiche tra Francia e Italia, il 2022 si apre all’insegna dell’incertezza. Gli ultimi aggiornamenti da Invenium, da 25 anni società leader nel settore, sulla gestione ed il recupero crediti in Francia nel 2022.

La firma del “Trattato del Quirinale” dello scorso 26 novembre 2021 da parte del presidente francese Emmanuel Macron e del presidente del Consiglio Mario Draghi ha rappresentato l’apice delle relazioni politico-economiche tra i nostri due paesi; al record dell’export italiano in Francia (+15,3% su base annua) si sommava una netta inversione delle difficili relazioni diplomatiche degli ultimi anni. 

Nei primi nove mesi del 2021 l’interscambio commerciale Italia Francia ha raggiunto quota 67 miliardi, con un avanzo commerciale di quasi 11 miliardi per l’Italia. La Francia è per l’Italia il 2° partner commerciale dopo la Germania, oltre che il 1° investitore (85,9 miliardi) e primo datore di lavoro straniero in Italia (più di 2000 filiali controllate, per un totale di circa 200 000 impiegati). 

Il tempo dei festeggiamenti, tuttavia, non si è prolungato a lungo: ad inizio 2022 blocco della supply chain, aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime e guerra in Ucraina hanno peggiorato drasticamente lo scenario. L’inflazione in Francia si attesta a marzo 2022 al 4,5% su base tendenziale, su base mensile i prezzi al consumo registrano un incremento dell’1,4%, il comparto energetico registra rincari del 30%. 

Tale situazione, comune alla maggior parte dei paesi europei, ha spinto la BCE, per voce del vicepresidente De Guindos, ad annunciare la fine del programma di acquisti di debito netto entro luglio 2022, ed il necessario rialzo dei tassi d’interesse (in base alle proiezioni del prossimo incontro della BCE del 9 giugno), con conseguente stretta al credito e maggiore onerosità dello stesso per privati ed imprese, fattore potenzialmente esplosivo in un contesto di già alto indebitamento ed inflazione.

Si accrescono dunque i timori delle imprese nei rapporti commerciali transfrontalieri: il boom delle procedure di liquidazione in Francia nel 2021 (9772 bancarotte solo nel 1° quarter 2021, + 34,6% su base annua), se da una parte sconta l’effetto boomerang per la fine delle misure anticrisi dell’emergenza Covid, dall’altra rappresenta comunque un forte campanello d’allarme per lo stato di salute delle imprese d’oltralpe, destinato inesorabilmente a registrare nuovi picchi nel corso del 2022.

Aggiornamento Novembre 2022

Nel secondo quarter 2022 si è acuita la debolezza della domanda interna in Francia a causa dall’impennata dei prezzi al consumo (ad ottobre +1,3% su base mensile, +7,1% su base annua), determinando una minor crescita economica rispetto alle attese di inizio anno: secondo l’agenzia Insee (agenzia statistica ufficiale francese) il prodotto interno lordo del Paese nel periodo luglio-settembre 2022 è cresciuto solamente dello 0,2%. 

Il perdurare della crisi ucraina ha infatti provocato uno shock da domanda, con crescita repentina dei costi delle materie prime energetiche, nuove barriere nella supply chain e perdita di tradizionali canali di sbocco quali Russia, Ucraina e Bielorussia.

Per ovviare all’emergenza, il presidente Macron, recentemente rieletto nelle elezioni di Aprile, ha annunciato la predisposizione di un maxipiano di resilienza economica e sociale da 100 miliardi di euro, con misure volte nel breve periodo a sostenere famiglie ed imprese e nel lungo periodo ad accelerare la transizione e l’indipendenza energetiche del Paese. 

Tuttavia, difficilmente tali misure potranno dimostrarsi pienamente efficaci senza un intervento a livello europeo e senza una risoluzione politica della crisi in atto. La Francia (come l’Italia e la maggior parte dei paesi europei) è ad oggi ben lontana dall’indipendenza dalle materie prime russe, inoltre le centrali idroelettriche e nucleari hanno subito diminuzioni di rendimento a causa della siccità e delle ondate di calore estivo.

Si rivela dunque di primaria importanza per i nostri esportatori tutelare i propri crediti commerciali con controparti estere, affidandosi fin da subito a professionisti esperti e qualificati.

Siamo operativi in Francia dal 1996 attraverso un team altamente specializzato: per strutturare attività stragiudiziale operiamo principalmente in un’ottica di success fee, in modo da ridurre al minimo l’esborso iniziale che dovrai sostenere per avviare le operazioni di recupero del credito e condividendo con Te il rischio delle stesse. Il nostro modus operandi si basa su un approccio propositivo con il debitore, formalizzando le istanze del cliente, avviando un confronto diretto su eventuali contestazioni e prediligendo sempre la stipula di un accordo stragiudiziale pienamente satisfattivo. Qualora ciò non sia possibile, i nostri legali partner in loco adiranno le vie legali, individuando in sinergia con i nostri credit manager le migliori strategie giudiziali in relazione alle specificità di ogni singola pratica.

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Approfondimento realizzato dal dott. Edoardo Scarzella, del dipartimento legale di Invenium Legaltech.

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