Il Recupero Crediti in Asia centrale – Uzbekistan

Sebbene la domanda interna resti  solida, molteplici rischi sembrano offuscare le prospettive di crescita nella regione

Per le imprese italiane si rafforzano le opportunità di inserirsi nello sviluppo economico dei Paesi che si trovano lungo le sempre più robuste rotte commerciali tra Asia ed Europa.

I dati di commercio estero dell’ISTAT evidenziano per il 2018 una forte crescita dell’interscambio dell’Italia con  l’Asia Centrale.  

Le imprese nazionali hanno colto le opportunità commerciali derivanti dalla favorevole congiuntura economica della regione e degli importanti  programmi di modernizzazione tecnologica delle due maggiori economie.   

L’export italiano verso il Kazakistan e’ passato da € 629 milioni ad € 1,03 miliardi con una performance positiva del macro comparto dei macchinari e dei beni industriali intermedi. 

Le apparecchiature elettriche hanno registrato una crescita del 318,1%,  i prodotti in metallo  +151,9%  i macchinari ed apparecchiature +54,1%.   

Una testimonianza d’attenzione per l’Asia centrale è stata la recente firma di un nuovo Protocollo di Cooperazione tra Italia e Uzbekistan al termine della sessione del Gruppo di lavoro intergovernativo .

Le recenti riforme dell’Uzbekistan hanno aperto progressivamente i diversi settori  dell’economia e le aziende italiane dei beni strumentali  si sono inserite in alcuni importanti programmi di investimenti capex. 

L’export italiano verso l’Uzbekistan e’  passato da €169 milioni  a €295 milioni  con una performance  brillante delle voci   autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+553%), mobili (+252%), macchinari ed apparecchiature nca (+48,7%). 

L’Uzbekistan è il Paese più popoloso dell’Asia centrale. Nella sua lunga permanenza al potere l’ex Presidente Karimov è riuscito a mantenere un sostanziale equilibrio nei rapporti con i principali protagonisti sulla scena internazionale.

Il mercato uzbeko con i suoi 32 milioni di abitanti e più ancora il mercato potenziale di 200 milioni di consumatori del Centro Asia e della Russia offrono prospettive di sicuro interesse per le società italiane interessate ad esportare i loro prodotti ma anche ad investire. 

Un Paese politicamente stabile e in costante espansione con un PIL previsto in crescita del 5,5 – 6 % nel 2018

L’ Uzbekistan  sta risvegliando grande interesse sia per i suoi programmi di sviluppo portati avanti con determinazione dalla nuova leadership del presidente Shavkat Mirziyayev sia perché la sua posizione geografica al Centro dell’Asia sta diventando strategica a seguito del concretizzarsi dei progetti infrastrutturali della Nuova Via della a Seta – One Belt one Road.

Si tratta di un Paese verso cui l’anno scorso le esportazioni italiane hanno fatto un balzo del 71%.

Un’area regionale dove si incrociano gli interessi geostrategici delle grandi potenze.

Collocata su due tratti della Belt on the Road, l’Asia Centrale è allo stesso tempo partner e corridoio commerciale per la Cina e per l’Europa.

Il pericolo insolvenza

A fronte del rallentamento della crescita del PIL a livello globale, dal 3,2% registrato nel 2018 al 2,7% di quest’anno, si prevede un aumento del 2% nel livello di insolvenze.

Le aziende devono necessariamente valutare in maniera approfondita il rischio d’insolvenza dei clienti cui vendono a credito.

Si tratta di valutazioni complesse, che richiedono un approccio più strategico al credit management, soprattutto da parte di chi è presente con successo sui mercati esteri, come le aziende del Made in Italy.

I Paesi dell’Asia continuano a essere il principale motore di crescita per l’economia mondiale.  

Sebbene la domanda interna resti  solida, molteplici rischi sembrano offuscare le prospettive di crescita nella regione.

Il rallentamento della crescita commerciale in molti Paesi spinge le aziende esportatrici ad aumentare il ricorso al credito commerciale nei rapporti commerciali tra imprese (B2B) per restare competitive e guadagnare quote di mercato.

E’ quanto emerge dai risultati del sondaggio condotto da Atradius nella regione dell’Asia, riportati nell’ultima edizione del Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento tra le aziende che hanno attivo un business in Asia.

Nella regione, il valore delle vendite a credito sul totale delle transazioni commerciali tra imprese passa dal 48,1% dello scorso anno al 55,5% nel 2019.

In generale, vendere a credito implica la possibilità di non essere pagati alla scadenza originaria della fattura.

In Asia, il 29,8% del valore totale delle fatture emesse dalle aziende della regione viene pagato in ritardo. Questa percentuale raggiunge il massimo in India (39,0%) ed il minimo in Giappone (13,2%).

Diviene quindi necessario valutare la solvibilità dell’acquirente, prima di vendere a credito.

Per evitare carenze di liquidità causate dal mancato rispetto delle tempistiche di pagamento dei clienti, il 41% delle aziende ha dovuto a sua volta ritardare il pagamento delle fatture ai propri fornitori.  

Si  prevede un peggioramento dei comportamenti di pagamento e un aumento delle fatture scadute da lungo tempo (oltre 90 giorni di ritardo).

Il livello di rischio, instabilità e volatilità nell’attuale clima economico è in aumento ogni giorno.

Negli ultimi decenni il ricorso alle tecniche alternative di risoluzione delle controversie come per esempio l’ADR (Alternative Dispute Resolution) sta vivendo una fase di forte impiego, rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria.

In vantaggi del recupero crediti stragiudiziale sono:

  • velocità
  • efficacia
  • costi inferiori

Per le imprese, l’ADR può anche costituire uno strumento per mantenere la reputazione commerciale e la fiducia dei clienti, oltre a offrire il vantaggio di un approccio mirato per il recupero crediti all’estero e su misura delle singole controversie.

A livello internazionale si sottolinea che tale sistema va gestito solo da legali specializzati ed in grado di offrire un presidio diretto alla controversia.

Invenium, è  in grado di garantire un servizio di recupero crediti estero in via stragiudiziale con il supporto dei più qualificati professionisti.