Gestione e cessione crediti verso le ASL

Un record negativo quello derivante dai ritardi accumulati dalle ASL, pari a 71,5 giorni

 

Malgrado il quadro normativo favorevole (Decreto Legislativo 192/2012 che recepisce la direttiva n. 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese e tra Pubbliche Amministrazioni e imprese) e i provvedimenti amministrativi volti a favorire lo sblocco dei debiti, continua ad essere particolarmente gravoso per le aziende farmaceutiche.

Da un’indagine del Sole 24 Ore emergono alcuni dati allarmanti:

  • Il 62% degli enti pubblici paga strutturalmente in ritardo rispetto alla data di scadenza della fattura;
  • Le ASL accumulano un ritardo medio di pagamento pari a 71,5 giorni;
  • Sussiste una grande variabilità tra enti, non sempre riconducibile ad una logica regionale (all’interno della stessa Regione ci sono amministrazioni virtuose e altre che pagano con oltre 600 giorni ritardo).

 

Esistono criticità nate negli anni precedenti a cui si cerca di mettere riparo, problemi strutturali ereditati dalla gestione precedente.

Tutto ciò avviene a danno delle imprese che riforniscono la Sanità Pubblica, che con lunghi ritardi nei pagamenti subiscono una lenta eutanasia economica, con rischio chiusura.

Un record negativo, che stringe in una morsa il distributore e il fornitore che operano da anni in settori con margini già limitati di guadagno, che si annullano poi del tutto a causa dei ritardi accumulati dalle ASL.

L’imprenditore è poi costretto oggi a lavorare in un mercato in cui è sempre più forte la presenza di concorrenti, anche stranieri, con limitate possibilità di crescita ed espansione.

In questi ultimi anni di crisi, gli imprenditori onesti sono divenuti protagonisti delle aule penali, accusati dei reati di omesso versamento di IVA, ritenute, tributi e versamenti INPS, riportando condanne che limitano anche la possibilità di partecipare a procedure di assegnazione e gare.

Se la situazione è diventata insostenibile, è anche perché gli imprenditori per timore di perdere il rapporto con le ASL con cui lavorano, accettano il ricatto della P.A., pazientando mesi e anni prima di veder pagate le fatture per le prestazioni fornite e, comunque, mai ricevendo gli interessi maturati nel tempo.

Il Dottor Mombelli, CEO di Invenium, sostiene che l’attività di recupero del credito verso il comparto vada gestita in modo specifico e rispettando le caratteristiche salienti dei soggetti debitori. In sintesi una ASL non potrà mai essere gestita, in termini di recupero, come un debitore normale.

 Nel caso specifico di crediti vantati verso le amministrazioni sanitarie, Invenium ha maturato un’importante esperienza con la pubblica amministrazione, puntando al contenimento del DSO (dei fornitori) e mirando allo svincolo delle fatture.

In sintesi, i nostri credit manager specializzati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione seguono costantemente la situazione debitoria dell’Ente, riconciliando le partite ed applicando le procedure di gestione e di sollecito offrendo soluzioni altamente personalizzate.

Invenium, in qualità di Advisor per conto di alcuni tra i primi Fondi di Investimento internazionali, ha perfezionato un modus operandi innovativo che permette il deconsolidamento di crediti incagliati e, nella fattispecie è disponibile a valutare ed acquisire:

  • Crediti verso la Pubblica Amministrazione;
  • Crediti in contenzioso – con sentenza definitiva passata in giudicato – verso la Pubblica Amministrazione.

La cessione dei crediti rappresenta una soluzione che consente di rendere immediatamente liquidi ed esigibili i crediti in “bonis” o “incagliati” senza sopportare ingenti investimenti finanziari.

Contattaci per maggiori informazioni e per parlare con un esperto, o visita il sito www.invenium.it