Il recupero crediti nel settore dell’arredo nel 2021

I rischi nei ritardi di pagamento sono elevati e da tenere sotto controllo.

La pandemia da COVID-19 ha costretto l’economia globale ad affrontare un fenomeno tanto grave quanto inatteso. Per guidare il rilancio, le aziende del settore arredo hanno posto in essere una serie di iniziative legate a innovazione, sostenibilità ambientale, rinnovamento dell’immagine aziendale e piani per affrontare nuovi mercati e settori.

L’Italia occupa la seconda posizione in Europa per volume delle esportazioni di mobili e illuminazione, con una quota del 16,5% (11,3 miliardi di euro) sul totale esportato dall’Unione (68,4 miliardi), preceduta dalla Ge

rmania con il 19%, pari a circa 13 miliardi di euro, e davanti alla Polonia con il 15,7%, pari a 10,7 miliardi.

L’Italia è il primo esportatore europeo verso Paesi extra UE con il 27,9% del totale, davanti alla Germania al 21,5%. Si prevede che la filiera del legno-arredo-illuminazione possa andare incontro nel 2020 ad una contrazione del 10%, con un giro d’affari pari a circa 430 miliardi di euro, quasi pari ai dati del biennio 2015-2016.

Si spera però che la prossima ripresa del 2021 e potrebbe far salire il fatturato a 485 miliardi nel 2022 (all’incirca il livello del 2019) e a 555 miliardi nel 2026, quasi sessanta miliardi sotto il livello atteso prima della pandemia.

In uno scenario meno pessimistico, con caduta della produzione mondiale di mobili nel 2020 nell’ordine del 5%, il valore terminale al 2026 sarebbe attorno ai 570 miliardi di euro, 15 miliardi sopra l’ipotesi peggiorativa, ma sempre 40 miliardi sotto il livello atteso ante Covid-19.

Per le aziende del legno arredo made in Italy, si attende nel 2020 una riduzione della produzione del comparto del 9,4%, influenzata principalmente (per il 60% del totale) dal calo delle esportazioni.

Con gli strumenti adeguati e con le giuste priorità, l’industria del legno-arredo-illuminazione riuscirà a superare anche questa crisi, confermando la propria competitività internazionale.

Uno sguardo al settore Arred

o e Design

Il settore Arredo e Design costituisce uno dei 3 settori strategici della produzione Italiana. Con la forza delle sue 20.000 imprese attive e 130.000 addetti primari, il settore sviluppa 23 miliardi di fatturato con un export che supera il 60%.

Se volessimo considerare l’intera filiera Legno-Arredo allora parleremmo di 75.000 imprese attive con 315.000 addetti per un fatturato di 43 miliardi con un export che supera il 60%.

Si tratta di una filiera che negli anni della crisi ha resistito solo grazie alla forza delle esportazioni.  L’export del design Made in Italy cresce ininterrottamente da vent’anni, il nostro paese ha esportato il 51,3% della produzione per un totale di 10,6 miliardi di euro con uno scarto rispetto all’ anno precedente di +1,6%. Per quanto riguarda il comparto mondiale l’Italia detiene un market share dell’8% circa per un valore di 395 miliardi di dollari, sempre testa a testa con la Germania e davanti alla Polonia.

La Cina, che resta saldamente in prima posizione con il 36% delle quote, ha visto nell’ultimo anno una contrazione del 6% dell’export di arredo, mentre contestualmente le esportazioni italiane aumentavano del 2% in termini reali. L’Italia è leader mondiale nel settore dell’alto di gamma con un market share del 30%, e nelle esportazioni verso i Paesi extra-UE.

Le vere leve della competitività dell’industria italiana del Design rimangono la qualità, l’estro, l’innovazione e la flessibilità, caratteristiche distintive difficilmente replicabili dai concorrenti. Le incertezze che i mercati internazionali stanno vivendo, non sono d’aiuto e i pagamenti che rischiano di essere sempre più in ritardo, potrebbero arrivare alla situazione di insolvenza.

Per un’azienda export tentare di recuperare un credito, in un Paese extra-UE, senza avere un interlocutore legale in loco rappresenta un’impresa veramente ardua. Il fenomeno esiste sia in Italia che sui mercati esteri. I maggiori rischi di mancato pagamento sono soprattutto evidenti nei cosiddetti mercati emergenti o in Paesi, i cui sistemi giudiziali, sono poco “evoluti”.

Nella prima categoria si trovano Paesi come il Brasile, il Venezuela ed il Messico (per il sud America) ma anche la Russia, l’India e la Cina per non parlare della Corea e di tutta l’Area del sud est asiatico. Nella seconda categoria rientrano l’Egitto e tutti i Paesi del Maghreb, gli Emirati Arabi Uniti, e generalmente tutti i Paesi del centro Africa.

Per recuperare crediti nel settore dell’arredo quindi opportuno avvalersi di un operatore professionale, con una presenza capillare a livello internazionale e soprattutto con un track record di successi dimostrabile meglio se, nel medesimo settore.

Recupero crediti nel settore Arredamenti: l’azione di Invenium

Invenium, società di recupero crediti con operatori in tutto il mondo, ha ricevuto recentemente l’incarico da parte di un produttore di arredo ufficio di recuperare un credito in via extragiudiziale nei confronti di un distributore in Corea. La situazione dei pagamenti in questo Paese è piuttosto delicata. È aumentata la percentuale di insolvenza ed è piuttosto complesso utilizzare le consuete armi persuasive e negoziali utilizzate in occidente. D’altro canto è anche pressoché impossibile adire le vie giudiziali: i procedimenti sono esclusivamente in lingua coreana, sono molto costosi, richiedono molto tempo ed il risultato è “imprevedibile”.

Le questioni di recupero crediti in Corea possono però essere, seppure in via extragiudiziale, risolte dagli avvocati attraverso uno scambio epistolare che richiede una grande attenzione ai dettagli ed alla forma. Si perviene in questo modo comunque ad una soluzione che è sempre “auspicata” da entrambe le parti.

Se anche tu hai da recuperare un credito all’estero, nel settore dell’arredo ma non solo:

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