Focus settore: L’industria della cosmetica e della bellezza

Grazie ai recenti aggiornamenti delle analisi che hanno riguardato soprattutto le vendite online e i canali specializzati, il valore del consumo di cosmetici in Italia nel 2016 è stato misurato in 9.900 milioni di euro, con una crescita rispetto al precedente esercizio dello 0,5%.

Un risultato soddisfacente, se si considerano gli effetti sulla propensione d’acquisto che hanno condizionato i consumatori italiani nei periodi successivi alla crisi mondiale dell’autunno 2008.

Le vendite di cosmetici nel canale farmacia hanno registrato una contrazione a partire dall’estate del 2016. Un segnale da monitorare per comprenderne la natura: o episodico o strutturale.

Le vendite restano superiori ai 1.800 milioni di euro con un indice negativo del -0,1%. I cosmetici venduti nel canale rappresentano il 18,5% del totale, una quota in crescita nel recente passato, a conferma della fiducia che i consumatori riconoscono alla farmacia, ai suoi livelli di specializzazione e cura del servizio, superiori ad altre superfici di distribuzione.

Meglio che in altri canali di vendita, le farmacie rafforzano l’investimento nel prodotto cosmetico e nella specializzazione degli addetti alle vendite, confermato dal nuovo impatto delle promozioni e delle offerte, cui si aggiunge un sempre più stretto legame tre imprese e farmacisti che investono sinergicamente sull’identità della farmacia, sul posizionamento e sui clienti. Anche nel 2016 i cosmetici venduti nel canale erboristeria confermano il trend positivo degli ultimi anni, anche se è evidente il rallentamento della crescita rispetto a pochi esercizi fa.

Il valore delle vendite, superiore ai 430 milioni di euro con una crescita di poco oltre un punto percentuale, conferma comunque la tenuta del canale, che copre il 4,4% del totale dei consumi in Italia, grazie soprattutto alle vendite delle aziende.

cosmetics business

Negli ultimi esercizi, dopo un calo consistente dei valori di mercato, si assiste a una timida ripresa dei consumi di cosmetici nelle profumerie, confermata dal dato di fine 2016 con un valore delle vendite in crescita dello 0,9% pari a 2.018 milioni di euro, il 20,4% del totale consumi in Italia. Resta evidente il calo dei volumi rispetto ai valori.

Le vendite nella grande distribuzione, coerentemente agli andamenti degli ultimi esercizi, coprono il 41% del mercato cosmetico nazionale, segnando contrazioni marginali, -1,0%, con un valore che nel 2016 si approssima ai 4.050 milioni di euro. Le imprese dedicate al canale, anche nel corso del 2016, hanno sviluppato significativi in-vestimenti negli assortimenti e hanno cercato di ottimizzare i posizionamenti dei prezzi.

Il vero fenomeno degli ultimi esercizi sono di fatto le vendite online, per le quali è stata predisposta una rivisitazione in alto delle basi statistiche, con dinamiche in forte crescita, per un valore prossimo ai 230 milioni di euro a fine 2016. In ripresa i consumi di cosmetici nei canali professionali.

Nell’ultimo anno infatti si assiste all’incremento delle frequentazioni e quindi dei consumi, grazie alla rivisitazione dell’offerta nei saloni e anche grazie alle nuove forme di servizio nell’area del benessere, con un valore di poco superiore ai 790 milioni di euro, pari all’8% dei consumi totali.

Più che per i canali tradizionali, sui saloni di estetica e acconciatura hanno pesato i condizionamenti per la congiuntura economica negativa, che ha frenato la frequentazione e spostato i consumi su canali alternativi, fai-da-te e prodotti sostitutivi, con evidente contrazione non solo dei cosmetici legati al servizio in salone, ma anche dei prodotti di rivendita.

Negli ultimi mesi, però, la tendenza sembra arrestata: negli istituti di bellezza la ripresa dei consumi è stata di 2,1%, per un valore di 230 milioni di euro. Il canale dell’estetica è quello che più di tutti ha sofferto dell’incapacità di ridisegnare la sua identità, che nelle attese dei consumatori è sempre più orientata alla qualificazione del servizio, di chi lo pratica e dell’ambiente in cui viene erogato: su queste leve le imprese hanno orientato la ripresa.

 

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