Il recupero crediti nel settore della Moda nel 2021

Quello della moda è uno dei settori più colpiti dalla crisi economica sia in termini di volume d’affari sia in termini di tempi di pagamento più lunghi o insolvenze sistemiche

Per il sistema moda italiano, la seconda manifattura più importante del Paese che conta 67mila aziende con 580mila dipendenti, i risultati del primo trimestre 2020 sono in profondo rosso e pesantemente influenzati dalle conseguenze della pandemia globale di Covid-19.

Il settore della moda italiana si appresta a chiudere un terribile 2020, condizionato da fabbriche chiuse, negozi serrati, assenza di flussi turistici internazionali e mancanza di eventi. Una crisi che si registra anche a livello globale, dove si stima che il mercato del lusso perderà circa il 20% del valore.

Il Centro Studi di Confindustria Moda ha raccolto i segnali di numerose aziende dei settori rappresentati (dall’abbigliamento ai gioielli, dalle calzature alla concia) da cui emerge che il calo della raccolta ordini è stato superiore al 40% nel trimestre gennaio-marzo 2020.

Un crollo che ha avuto “riflessi sia sulla quote di export, in diminuzione del 9%, sia sulla richiesta di ore complessive di Cig autorizzate dall’Inps per i settori aderenti a Confindustria Moda, che ha raggiunto la cifra record di circa 98 milioni.

Le basi che, pur con molta cautela, inducono all’ottimismo sul rilancio non mancano perchè l’industria del bello e ben fatto Made in Italy negli ultimi anni ha costantemente accresciuto e consolidato la leadership sui mercati esteri soprattutto nella fascia alta dei consumi.

Ha mantenuto la caratteristica di filiera produttiva che, grazie al know how dei distretti industriali, ha calamitato in Italia anche insediamenti produttivi stranieri. Seppur complesso, in questo scenario emergono diverse opportunità che permetterebbero al settore di tornare a crescere:

  1. Il primo passo è quello della digitalizzazione fondamentale nell’era post Covid-19. La pandemia ha difatti accelerato una tendenza già in atto, portando le vendite online ad un salto in avanti di svariati anni.
  2. Un’altra importante opportunità per la moda italiana è rappresentata dal mercato cinese che si posiziona come primo mercato per crescita nel 2020. Un mercato iperdigiatalizzato.
  3. Altre due direttrici di sviluppo per il settore moda italiano sono qualità e sostenibilità. Il consumatore post Covid, infatti, sembra essere più orientato all’acquisto di prodotti di fascia premium o alta, spinto dall’idea di fare meno acquisti ma più durevoli.

Basta fare un passo indietro, guardando ai risultati 2019 che tracciavano uno stato di salute ancora “molto buono”: il fatturato, sempre secondo Confindustria Moda, in crescita a 97,9 miliardi di euro, l’export pari a 67,8 miliardi di euro ed un saldo commerciale pari a 32 miliardi di euro.

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Le famiglie continuano a tagliare i loro acquisti con la conseguenza che sono sempre più numerosi i negozi del fashion e della moda   che hanno dovuto chiudere i battenti.

La crisi dei retailer si ripercuote su tutta la filiera dell’abbigliamento e del tessile, sia in termini di volume d’affari (minore fatturato) sia in termini di tempi di pagamento più lunghi o insolvenze sistemiche, che vanno a intaccare la solidità finanziaria delle aziende produttrici, che in un periodo di credit crunch come il presente, può mettere in crisi il comparto.

Invenium, dalla fine degli anni ’90 rappresenta una delle maggiori organizzazioni specializzate nel recupero e nella gestione dei crediti, sia in ambito nazionale che internazionale.

Grazie ad una rete di oltre 100 corrispondenti esteri, presenti in 105 Paesi, siamo in grado di offrire una consulenza internazionale e sviluppiamo un approccio mirato e su misura per ogni cliente nell’ambito del deconsolidamento dei crediti.

L’ADR (Alternative Dispute Resolution) è l’approccio che prediligiamo rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria, per la sua velocitàefficacia e per i costi inferiori.

Il ricorso alle tecniche alternative di risoluzione delle controversie, per le imprese può anche costituire uno strumento per mantenere la reputazione commerciale e la fiducia dei clienti, oltre a offrire il vantaggio di un approccio mirato su misura delle singole controversie.

A livello internazionale si sottolinea che tale sistema va gestito solo da legali specializzati ed in grado di offrire un presidio diretto alla controversia.

Negli ultimi anni inoltre, per fare fronte all’aumento nei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali in Europa, è stato istituito il Procedimento Europeo di ingiunzione di pagamento, al fine di consentire una più agevole procedura di recupero dei crediti all’estero non contestati, in caso di controversie transfrontaliere di natura civile e commerciale.

In Italia ed in altri Paesi europei, come la Francia, viene proposto, una metodologia di recupero dei crediti particolarmente efficacie “ Cash Marathon” che, in 14 settimane , con un team di Professionisti dedicati in esclusiva, è in grado di gestire e risolvere in modo proattivo un portafoglio di crediti deteriorati.

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