Il recupero crediti nel settore della Moda nel 2021

Quello della moda è uno dei settori più colpiti dalla crisi economica sia in termini di volume d’affari sia in termini di tempi di pagamento più lunghi o insolvenze sistemiche.

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Dopo l’incremento nel primo trimestre 2021 (+2,6%), nel periodo gennaio-giugno le vendite oltreconfine salgono in doppia cifra (+27,6%) a 4,3 miliardi di euro sul primo semestre 2020, ma rimangono sotto i livelli pre-covid (-2,7%), nonostante il recupero di oltre 900 milioni del miliardo e più perso da gennaio a giugno 2020.

 

Tutte le categorie del comparto sono in forte ripresa: +22,9% per la confezione, +16,9% per la camiceria e +31,7% per l’abbigliamento in pelle e +38,1% per la maglieria esterna. Quest’ultima è l’unica ad aver superato il risultato pre-pandemia con un incremento del 9,4%.

In riferimento al primo semestre 2020, tra i 15 mercati di sbocco (che coprono oltre l’80% dell’export totale), solo Uk e Austria riportano il segno meno, rispettivamente -2% e -6,5%.

In testa la Francia che cresce del +37,2%, con un’incidenza pari al 13%, seguita da Svizzera (+27,3%) e Germania (+18,7%). Boom della Cina (+98,2%), che balza dall’ottava alla quarta posizione, e della Corea del Sud (+71,5%). Bene anche Hong Kong (+35,4%) e Usa (+11,9%) e Russia (+30%).

Seppur complesso, in questo scenario emergono diverse opportunità che permetterebbero al settore di tornare a crescere:

    1. Il primo passo è quello della digitalizzazione fondamentale nell’era post Covid-19. La pandemia ha difatti accelerato una tendenza già in atto, portando le vendite online ad un salto in avanti di svariati anni.
    2. Un’altra importante opportunità per la moda italiana è rappresentata dal mercato cinese che si posiziona come primo mercato per crescita nel 2020. Un mercato iperdigitalizzato.
    3. Altre due direttrici di sviluppo per il settore moda italiano sono qualità e sostenibilità. Il consumatore post Covid-19, infatti, sembra essere più orientato all’acquisto di prodotti di fascia premium o alta, spinto dall’idea di fare meno acquisti ma più durevoli.

Basta fare un passo indietro, guardando ai risultati 2019 che tracciavano uno stato di salute ancora “molto buono”: il fatturato, sempre secondo Confindustria Moda, in crescita a 97,9 miliardi di euro, l’export pari a 67,8 miliardi di euro ed un saldo commerciale pari a 32 miliardi di euro.

Le famiglie continuano a tagliare i loro acquisti con la conseguenza che sono sempre più numerosi i negozi del fashion e della moda che hanno dovuto chiudere i battenti.

La crisi dei retailer si ripercuote su tutta la filiera dell’abbigliamento e del tessile, sia in termini di volume d’affari (minore fatturato) sia in termini di tempi di pagamento più lunghi o insolvenze sistemiche, che vanno a intaccare la solidità finanziaria delle aziende produttrici, che in un periodo di credit crunch come il presente, può mettere in crisi il comparto.

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Invenium, dalla fine degli anni ’90 rappresenta una delle maggiori organizzazioni specializzate nel recupero e nella gestione dei crediti, sia in ambito nazionale che in ambito internazionale.

Grazie ad una rete di oltre 100 corrispondenti esteri, presenti in 105 Paesi, Invenium è in grado di offrire una consulenza internazionale e di sivulppare un approccio mirato e su misura per ogni cliente nell’ambito del deconsolidamento dei crediti.

L’ADR (Alternative Dispute Resolution) è l’approccio prediletto rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria, per la sua velocitàefficacia e per i costi inferiori.

Il ricorso alle tecniche alternative di risoluzione delle controversie, per le imprese può anche costituire uno strumento per mantenere la reputazione commerciale e la fiducia dei clienti, oltre a offrire il vantaggio di un approccio mirato su misura delle singole controversie.

A livello internazionale si sottolinea che tale sistema va gestito solo da legali specializzati e in grado di offrire un presidio diretto alla controversia.

Negli ultimi anni inoltre, per fare fronte all’aumento nei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali in Europa, è stato istituito il Procedimento Europeo di ingiunzione di pagamento, al fine di consentire una più agevole procedura di recupero dei crediti all’estero non contestati, in caso di controversie transfrontaliere di natura civile e commerciale.

In Italia edin altri Paesi europei, come la Francia, viene proposta una metodologia di recupero dei crediti particolarmente efficace (Cash Marathon) che in 14 settimane grazie a un team di Professionisti dedicati in esclusiva è in grado di gestire e risolvere in modo proattivo un portafoglio di crediti deteriorati.

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