Il recupero crediti nei Paesi dell’Est Europa

L’Outlook delle insolvenze nei Paesi dell’Europa dell’Est

Nel corso del  2016, i paesi dell’Europa Centrale ed orientale hanno beneficiato di condizioni economiche favorevoli, contribuendo così al miglioramento della situazione delle imprese. Una crescita indicativa e generalizzata dell’1,1% del 2016 non ha però generato un’altrettanta omogeneità nella diminuzione delle insolvenze.

L’outlook delle insolvenze, secondo Invenium, resta piuttosto irregolare: la dinamica delle insolvenze varia da un paese all’altro. Nel 2015, il calo più forte, del 50% circa, è stato registrato in Romania, favorita da agevolazioni fiscali importanti; l’aumento più forte, del 20,8% in Ucraina, è dovuto ad un altro anno di recessione come risultato del conflitto con la Russia. Anche in Lituania la situazione è piuttosto critica; in miglioramento la situazione in Ungheria Complessivamente, si prevede un calo delle insolvenze del 5,3% nel 2016.

Anche il clima di fiducia crescente e l’incremento dell’occupazione rafforzeranno i consumi delle famiglie rappresentando, in tal modo, il volano principale di crescita per le economie dell’Europa centrale e orientale.

easterneuropemapIl 20% degli intervistati dal sondaggio “Atradius”, che ha coinvolto 1.100 imprese di 5 paesi (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Turchia) – prevede, nonostante la situazione economica favorevole, possibili crisi di liquidità dovute principalmente al rallentamento dei tempi di incasso delle fatture, in particolare di quelle emesse verso l’estero.

Cresce, infatti, del 19% il valore totale medio delle fatture commerciali all’export non pagate dai clienti esteri alla scadenza (passando dal 34,2% dello scorso anno all’attuale 40,8%).

Ne esce, paradossalmente, un quadro di indebolimento della liquidità delle imprese nell’area in esame, causato da un rallentamento dei tempi medi d’incasso delle fatture commerciali, piuttosto che da una reale crisi economica.

La maggiore esposizione delle imprese dell’Est Europa al rischio di credito commerciale, in particolare su fatture estere, ha già avuto conseguenze anche sui rapporti con i propri fornitori: circa il 30% degli intervistati ha pagato i fornitori in ritardo a causa del rallentamento nei pagamenti da parte dei propri clienti; l’11% degli intervistati ha affermato che i ritardi di pagamento su fatture ha interrotto la crescita della propria attività. Il 20 % degli intervistati ha poi dichiarato che la media dei pagamenti si attesta sui 90 giorni data fattura.

Il  potenziale indebolimento di liquidità atteso dalle imprese dell’Est Europa, a causa dei ritardi di pagamento dei clienti esteri, potrebbe ripercuotersi in un peggioramento dei loro comportamenti di pagamento, soprattutto a livello transnazionale.

Si sente, quindi, ora più che mai l’importanza, per i nostri esportatori, di avere al proprio fianco Partner come Invenium in grado di intervenire con competenza nei diversi Paesi, attraverso soluzioni di recupero crediti prevalentemente in via extragiudiziale. Rapporti di collaborazione consolidati da molti anni in Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Ucraina e Serbia e più recentemente in Turchia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria ci consentono di essere tempestivi e risolutivi nell’incasso dei crediti. Spesso poi Invenium, nell’interesse della propria clientela, affianca i debitori con processi complessi di ristrutturazione del debito.

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