Scenario macroeconomico
Principale economia dell’America Latina in termini di prodotto interno lordo misurato a parità di potere d’acquisto, il Messico è destinato a diventare entro il 2050 una delle cinque maggiori economie del pianeta, insieme a Cina, Stati Uniti, India e Brasile.
La crescita media annua del Pil si è attestata intorno al 5% nel periodo 1995-2002 e stabilmente intorno al 2% negli anni successivi (con l’eccezione del -6% nel 2009 a causa della recessione negli USA, destinatari di circa il 79% delle esportazioni messicane). Nel 2020 vi è stata una forte contrazione del Pil a causa della pandemia (-8,1%), solo parzialmente recuperata nel 2021 (+4,8%).
La sottoscrizione nel 2020 dei nuovi accordi commerciali con USA e Canada (USMCA, che sostituisce il NAFTA ed intensifica ulteriormente l’integrazione del Messico nel tessuto produttivo nordamericano), e con l’UE (Free Trade Agreement) hanno l’obiettivo di preservare i benefici del libero scambio, garantendo e sostenendo la crescita economica nei prossimi anni.
Interscambio commerciale con l’Italia
L’Italia è il 13° fornitore del Messico a livello globale e suo 2° partner commerciale europeo dopo la Germania. Nel 2021 l’interscambio commerciale ha superato i 5 miliardi di euro, con un saldo netto favorevole al nostro paese per circa 2,7 miliardi.
Nel 2021 più del 30% del nostro export (3,86 miliardi) è stato costituito da macchinari e apparecchiature industriali. La domanda nei settori automotive, aerospaziale, elettrodomestici ed energia è in costante crescita, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie per la lavorazione dei metalli. Inoltre, l’Italia copre circa il 28% dell’import messicano di macchinari per packaging e imbottigliamento. Un’altra fetta importante del nostro export riguarda metalli di base, prodotti in metallo e prodotti chimici.
Il miglioramento costante delle condizioni economiche della classe media ha fatto impennare i consumi, creando nuova domanda per le imprese italiane specializzate in arredamento, abbigliamento, calzature, gioielleria, alimentari e bevande.
Le imprese italiane operanti in Messico sono stimate ad oggi in circa 1600, le aziende presenti in modo strutturato sono circa 350, tra cui grandi gruppi industriali quali Enel, Ferrero, Pirelli, FCA, Brembo e Saipem.
Di grande interesse per il nostro export è inoltre la clausola contenuta nel Free Trade Agreement (di cui si è accennato in precedenza) che prevede la liberalizzazione del settore agroalimentare, con rimozione di numerosi vincoli agli scambi ed il riconoscimento di 340 denominazioni di origine europee.

La gestione dei crediti commerciali
Le ultime indagini di Invenium rilevano sul mercato messicano ( a luglio 2022) un incremento su base annua superiore al 10% nei livelli di insolvenza nei rapporti b2b, congiuntamente ad un proporzionale incremento dei crediti deteriorati portati a perdita.
Le cause sono da ricercare sia negli strascichi della pandemia con i recenti blocchi della supply chain sia nello scoppio della guerra in Ucraina, che ha fatto schizzare alle stelle i costi delle materie prime energetiche, portando l’inflazione su base annua all’8%, fenomeno comune a tutto il continente nordamericano.
Grazie alla partnership strategica con l’Italian Chamber of Commerce in Canada – West, ente di riferimento per le imprese italiane nel Nord America e con Associazione Italiana Commercio Estero (AICE), ente di riferimento per l’intero sistema export, Invenium consolida la sua presenza nell’area USMCA, riuscendo a supportare ancora più efficacemente piccoli e grandi esportatori nelle loro necessità di gestione e recupero dei crediti commerciali deteriorati.
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