Commercio extra UE: balzo dell’export a gennaio. Premiate le aziende che vendono su scala globale ma che mantengono il focus sui crediti

Intervista al Dott. Claudio Marco Mombelli, CEO di Invenium

 

Come è andato il mese di gennaio per il nostro export?

I dati Istat segnalano un balzo in avanti dell’export italiano verso i Paesi extra Ue. Su base mensile le esportazioni sono cresciute del 2,8% mentre su base annuale sono cresciute del 19,7% rispetto a gennaio 2016. Il contesto resta quello di un recupero di quote sull’export mondiale

Sta cambiando il modo di approcciare l’export da parte delle nostre Imprese?

Anche l’Istat segnala uno spostamento verso forme più complesse di attività all’estero. In sintesi solo le aziende che vendono davvero su scala mondiale hanno aumentato l’occupazione e la redditività. Al contrario gli esportatori verso i Paesi Ue o che vendono al massimo in quattro Paesi hanno subito riduzioni su entrambe le variabili. Solo quindi le aziende “Global” riescono a fare leva sulla domanda estera ed una sua due ricava almeno il 45% del proprio fatturato dalle vendite oltreconfine.

Quali sono i settori in cui si trova maggiormente la tipologia di Aziende da lei evidenziate?

La propensione all’esportazione come Top Performer si distingue in modo particolare in aree specifiche: l’abbigliamento e la moda in particolare, la pelle, il mobile e tutto il mondo del design, la farmaceutica, le apparecchiature elettriche, macchinari industriali e, non poteva certo mancare l’agroalimentare.

Ma non esiste maggior tutela sul fronte dei pagamenti esteri rispetto a quelli italiani?

Il fenomeno esiste sia in Italia che sui mercati esteri. I maggiori rischi di mancato pagamento sono soprattutto evidenti nei cosiddetti mercati emergenti o in Paesi, i cui sistemi giudiziali, sono poco “evoluti”. Nella prima categoria si trovano Paesi come il Brasile, il Venezuela ed il Messico (per il sud America) ma anche la Russia India e la Cina per non parlare della Corea e di tutta l’Area del sud est asiatico. Nella seconda categoria rientrano l’Egitto e tutti i Paesi del Maghreb, gli Emirati Arabi Uniti, e generalmente tutti i Paesi del centro Africa.

Ma dove si concentrano i maggiori rischi di perdite su crediti?

In base alla nostra ventennale esperienza e, ad una recente rilevazione ISTAT, i rischi di default più consistenti si trovano proprio nei mercati emergenti dove si sono accumulate oltre 103 miliardi di euro di transazioni realizzate con dilazioni nel 2016.

Si può’ quindi dire che il recupero dei crediti all’estero sia diventato per le imprese italiane un fabbisogno particolarmente sentito?

A causa delle difficoltà economiche a livello globale il tema del recupero crediti internazionale è divenuto cruciale. Per un’Azienda export tentare di recuperare un credito, in un Paese extra Ue, senza avere un interlocutore legale in loco rappresenta un’impresa veramente ardua. E’ quindi opportuno avvalersi di un operatore professionale, con una presenza capillare a livello internazionale e soprattutto con un track record di successi dimostrabile meglio se, nel medesimo settore.

 

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