Il recupero crediti a Dubai

Dubai,  motore economico degli Emirati Arabi Uniti, presenta un’economia in forte espansione ma anche numerose difficoltà nella tutela del credito.

La posizione strategica e le abbondanti riserve di combustibili fossili hanno trainato la crescita economica di Dubai facendola diventare in pochi anni uno Stato fortemente sviluppato con un elevato tenore di vita.

Nel 2018 gli Emirati Arabi – in particolare l’emirato di Dubai –  sono stati la settima economia più competitiva al mondo, secondo il recente rapporto dell‘IMD Business School, superando in termini di competitività paesi come Norvegia, Svezia e Canada.

Dubai è il capoluogo dell’area Me.Na.Sa ed assieme all’intera area del Medio Oriente pesa 20 miliardi di euro nella nostra bilancia commerciale.

I mercati dell’area medio-orientale e del Golfo, infatti, sono di grande importanza per l’Italia che ha una quota di mercato a livello globale tra il 3 e il 4 %.

Qualche anno fa Dubai basava la sua economia quasi esclusivamente sul petrolio. Oggi, invece, dopo azioni atte a diversificare la propria economia, Dubai dipende direttamente dai profitti del petrolio solo per il 4% del suo PIL.

A parte questa grande spinta infrastrutturale – e la preparazione a Expo 2020 – il Paese trarrà beneficio da una nuova legge sugli investimenti che autorizza la completa proprietà straniera di imprese in settori selezionati.

L’Expo  2020 di Dubai sarà la prima Esposizione Universale che si svolgerà in Medio Oriente, in programma dal 20 ottobre al 10 aprile 2021, in occasione del 50esimo anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti.

Si preannuncia come un evento unico, per proporzioni, numero di paesi coinvolti e per gli ambiziosi obiettivi legati al tema scelto .” Connecting minds, creating the future”.

L’organizzazione stima un afflusso di 25 milioni di visitatori, il 70% proveniente dall’estero. Ad oggi sono 160 i paesi confermati e un esercito di imprese di cui ben 870 sono italiane, registrate al sito delle gare d’appalto.

Un programma in linea con la visione strategica degli Emirati di diversificare la propria economia, oggi troppo dipendente dal petrolio, per orientarsi su energie rinnovabili, alta tecnologia e infrastrutture moderne.

Dunque, l’economia è aperta e dinamica, soprattutto per merito di politiche di diversificazione che hanno ridotto l’incidenza delle rendite petrolifere sulla quota del PIL dal 60% all’attuale 30%.

Tale incidenza è inoltre destinata ad assottigliarsi ulteriormente nei prossimi anni, secondo quanto deliberato dal Governo federale.

I Mercati del Medio Oriente sono però complessi e non facilmente penetrabili, soprattutto dalle PMI che costituiscono la maggior parte del tessuto produttivo italiano.

Il tema del recupero crediti resta sempre spinoso. Recentemente, alla sede centrale dell’OCSE a Parigi, anche gli Emirati arabi uniti hanno firmato la Convenzione multilaterale sull’assistenza amministrativa reciproca  in materia fiscale, il cosiddetto MAAT (Multilateral convention on mutual Administrative Assistance in Tax matters).

L’auspicio, afferma il Dott. Mombelli, è che MAAT possa fungere da apripista anche sul fronte della tutela dei crediti da parte delle aziende esportatrici – oggi fortemente esposte al rischio di insolvenza e con una scarsa tutela sotto l’aspetto giudiziale – verso la regione e in particolare Dubai.

Ad una nuova era di trasparenza fiscale dovrebbe corrispondere anche una nuova stagione in ambito di rispetto contrattuale e dei termini di pagamento. Questa realtà però non esiste ancora o esiste solo parzialmente.

Anche a seguito della firma del MAAT, ciò che bisogna ricordare è che quando ci si rapporta con il sistema giudiziario di questo Paese è necessario comprenderne prima le dinamiche culturali e comportamentali, per poter mettere in atto la propria strategia e cercare di far valere le proprie ragioni.

Il Mise, l’ICE e Confindustria hanno individuato diverse azioni per preparare le aziende ad esportare prodotti e servizi al meglio verso gli Emirati Arabi Uniti, e un aspetto fondamentale che spesso non si prende in considerazione, è la tutela dei crediti.

Al problema di trovare un partner affidabile per il recupero dei propri crediti a Dubai, si aggiungono le complicazioni di natura legale che vedono due tipi di procedimenti sommari: Il decreto ingiuntivo e l’ordine di consegna. Se il giudice non ritiene fondata la richiesta di emissione del decreto richiede un’udienza in contraddittorio, esclusivamente in lingua araba, ma dato che il decreto normalmente viene opposto, l’esecuzione sarà impedita.

Invenium comunque consiglia sempre di esperire le attività di recupero stragiudiziale anche per via dei costi, piuttosto sostenuti, per una causa negli EAU. Secondo i legali emiratini di Invenium, infatti, non esistendo una convenzione bilaterale tra Italia ed Emirati Arabi, al fine di vedere riconosciute le proprie ragioni in diritto diviene necessario adire una corte locale direttamente dal primo grado.

Per qualsiasi controversia relativa al credito, Invenium è in grado di assistere le aziende che intrattengono relazioni commerciali negli Emirati Arabie dunque a Dubai – grazie all’esperienza maturata proprio in questo Paese negli ultimi 20 anni.

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