Calano le vendite verso i mercati internazionali.

Invenium è in grado di recuperare i crediti incagliati in tutto il mondo

I ricavi rilevati dall’Istat si allineano al mood complessivo, presentando un calo del 3% in termini congiunturali rispetto a novembre, dell’1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Basta guardare alla media annua per capirlo.  Per il fatturato, al netto degli effetti di calendario, l’Istat segnala infatti il primo calo in termini annui dal 2015, una frenata dello 0,3%, identica nelle sue dimensioni sia in Italia che all’estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore farmaceutico conferma anche a dicembre il prioprio trend positivo, registrando la crescita tendenziale più rilevante (+15,4%), mentre l’industria dei computer e dell’elettronica mostra il calo maggiore (-7,7%).

A crescere sono comunque solo farmaci, cibo e tessile-abbigliamento, mentre tutti gli altri comparti sono in rosso, a partire dall’area allargata della meccanica e della componentistica.

La nota positiva, inattesa, arriva invece dagli ordini, che crescono sia rispetto al mese precedente che in rapporto a dicembre 2018, aumentando in questo caso del 6%. Bene in particolare farmaceutica e tessile-abbigliamento, anche se la spinta decisiva arriva dagli altri mezzi di trasporto legati al mercato interno (non le auto), che balzano in avanti del 55%. 

Nubi all’orizzonte a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina, che si ripercuotono con effetti a cascata sulle altre economie emergenti e una Brexit che potrebbe portare con sé numerosi contraccolpi  su diverse geografie europee.

A preoccupare maggiormente è la visibilità dei ricavi futuri. Anche se nel confronto con luglio si registra un minimo avanzamento, la caduta degli ordini su base annua è a doppia cifra (-10%), generata in particolare dal crollo del 16,3% sui mercati esteri, il peggior risultato registrato da ottobre 2009.

Un quadro poco rassicurante. Ad agosto sono state fortemente negative le commesse di settori chiave dell’economia, come ad esempio chimica (-10,9%) o metallurgia/prodotti in metallo (-11,7%).

Nell’intero 2019, mese dopo mese, la variazione degli ordini su base annua è sempre stata negativa, calo che ormai è ininterrotto da novembre 2018.

L’export italiano tiene, ma il passo rallenta.

Nei primi 9 mesi dell’anno, solo la Francia(+4,6%) è cresciuta più dell’Italia.

Siamo davanti alla Spagna, a una Germania sostanzialmente immobile (+0,3%) e a un Regno Unito addirittura negativo (-0,2%).

Dato quello tedesco che spiega anche il nostro rallentamento, dovuto alla frenata sui beni di investimento, in particolare macchinari e mezzi di trasporto.

Oltre ogni aspettativa, invece, le vendite dei prodotti nei settori della farmaceutica e alimentari.

Sempre nei primi 10 mesi dell’anno, abbiamo aumentato l’export di 8,6 miliardi (rispetto allo stesso periodo del 2018), proprio grazie ai 5,3 miliardi in più di vendita all’estero di farmaci, ai 2,4 miliardi del tessile e a 1,8 miliardi di food & beverage.

L’incertezza Brexit ha prodotto un “effetto scorte” con acquisti del Made in Italy sovradimensionati da parte di Londra.

In linea con i dati Istat di ottobre e una crescita dell’export italiano su base annua pari a +4,3% trainata dal forte aumento dell’area extra Ue (+8,3%) e molto meno dai paesi europei (+1,2%)..

A fare la differenza è stato soprattutto l’andamento deludente del commercio globale.

Scenari da non sottovalutare che però non cancellano la forza dell’export del Made in Italy.

In caso di insolvenze, Invenium è in grado di recuperare i crediti incagliati in tutto il mondo.

Come recuperare crediti internazionali?

Invenium, da circa 20 anni rappresenta un valido aiuto per le Imprese Italiane ed estere che vantano crediti incagliati in qualsiasi parte del mondo.

Utilizza, da anni con successo la tecnica ADR che viene “customizzata” in relazione alle più disparate situazioni.

Per ogni posizione di credito internazionale, Invenium effettua una vera e propria due diligence e redige un parere di recuperabilità. Viene anche redatta un’analisi sull’opportunità o meno di agire in giudizio.

Tale analisi, viene espressa da un coefficiente “oggettivo” e da uno “soggettivo” – Invenium Index – che  tiene conto di una ventina di  fattori tra i quali si evidenziano, in particolare i seguenti:

  • Importo del credito;
  • Solvibilità del debitore;
  • Capacità patrimoniale del debitore;
  • Status del debitore/ rischio di default;
  • Strategicità/ fidelizzazione del debitore;
  • Scadenza del pagamento;
  • Eventuale contestazione;
  • Eventuale riconoscimento del debito;
  • Termini di prescrizione;
  • Tribunale competente;
  • Affidabilità Tribunale;
  • Tempistica Tribunale;
  • Court Fees.

Con Invenium usufruisci in ogni momento di una prestazione professionale di alto livello, di un bagaglio di competenze, conoscenze legali e tecniche evolute per la gestione e il recupero stragiudiziale internazionale.

Tra i punti forza: la presenza in 105 Paesi di Legals, abili negoziatori e oltre 30.000 casi nel mondo conclusi positivamente.

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