I ritardi nei pagamenti in Italia impattano sulla crescita economica delle aziende

Ritardi nei pagamenti? Ripercussioni sulla crescita economica e sul sistema occupazionale

I ritardi dei pagamenti in Italia si ripercuotono negativamente non solo sul capitale circolante netto ma, secondo un recente studio e rispetto ad una visione, più di lungo periodo, anche sulla crescita economica delle aziende e, di conseguenza sulla creazione di nuovi posti di lavoro.

Quasi un terzo delle PMI afferma, infatti, che potrebbe assumere più dipendenti se fosse pagata più velocemente e in tempi brevi.

Nonostante il ritardo nei pagamenti sia ormai divenuto “virale”, i malati, ormai considerati cronici stentano ad assumere “farmaci” in grado di mitigare i sintomi. La patologia (i ritardi dei pagamenti) può presentare alternativamente periodi di remissione o periodi di acutizzazione e, in questa ultima situazione, prima che la malattia degeneri è necessario un intervento “urgente”.

Allo stesso modo, le aziende italiane aspettano ancora troppo tempo prima di esternalizzare il recupero crediti a specialisti, soprattutto le piccole.

Le PMI europee al contrario di quelle italiane, da un lato hanno un sistema di pagamento maggiormente virtuoso ma, dall’altro fanno maggiormente ricorso all’outsourcing di fronte a particolari situazioni critiche.

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Il 48% delle piccole imprese europee affida a società di recupero crediti le fatture insolute dopo circa 59 giorni dalla scadenza. In Italia, invece, solo il 34% delle PMI si rivolge a una società specializzata e, prima di farlo, aspetta circa 125 giorni dopo la scadenza della fattura.

A livello europeo, l’Italia ancora oggi detiene il primato negativo dei tempi di pagamento più lunghi. Inoltre, le imprese europee in generale non sono soddisfatte dei risultati generati dall’applicazione della direttiva europea sui ritardi di pagamento.

Il problema è che, nonostante i manager abbiano strumenti a disposizione per contrastare il fenomeno, non li usano, perché non li conoscono o perché ritengono che non servano particolarmente.

Per inquadrare meglio l’entità del fenomeno, è interessante notare come le PMI si comportano quando un cliente chiede uno slittamento dei termini di pagamento: il 18% degli imprenditori offre uno sconto come alternativa, il 34% propone un nuovo piano di pagamento dilazionato nel tempo, e tutto rimane come prima.

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