Da gennaio 2017 per il recupero dei crediti commerciali UE è previsto il sequestro dei Conti Correnti bancari

Ogni anno sono circa 600 milioni di euro di fatture incagliate nell’ambito dell’Unione Europea che penalizzano oltre 1.000.000 di piccole Imprese. È noto infatti che, ogni anno, le imprese registrano perdite ingenti del loro fatturato: tra le primarie cause vi è proprio la difficoltà nel recupero dei crediti nei confronti di società estere.

 

Dati alla mano, invero, si registra che meno del 10% delle imprese cerca di recuperare oltre frontiera i rispettivi crediti attraverso sequestri conservativi nazionali, stante la complessità e l’onerosità della stessa procedura. Tale problematicità è influenzata, in particolar modo, dalla diversità delle legislazioni nazionali e dalla eterogeneità dei requisiti per ottenere misure cautelari nei vari Stati membri.

 

Proprio in virtù di tale (condivisa) esigenza, le istituzioni europee si sono messe a lavoro per introdurre una procedura che possa permettere ai giudici di uno Stato membro, di emettere un’unica ordinanza, ossia l’OESC, in grado di congelare qualunque conto bancario di un debitore in qualsiasi Stato membro.

Finalmente da quest’anno sarà possibile l’applicazione del nuovo meccanismo previsto dal Regolamento 655/2014 che istituisce una procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo sui conti correnti bancari per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti.

La novità consiste nel fatto che il creditore potrà procedere, con un “effetto sorpresa”, al sequestro delle somme presenti su un conto bancario del debitore, che, invece, ne avrà conoscenza soltanto dopo l’attuazione del provvedimento. Tale procedura, permetterà di evitare, in attesa di una decisione sul merito, che il patrimonio del debitore svanisca nel nulla.

L’Ordinanza Europea di Sequestro Conservativo, in via generale, rafforza la cooperazione giudiziaria e processuale-civile tra gli Stati membri dell’UE, mentre, nello specifico, è volta al preciso obiettivo di evitare che il debitore dissolva il proprio patrimonio durante il tempo necessario al creditore per l’esecuzione del proprio credito.

È molto avvertito, nella prassi, che il debitore, informato dell’avvio del recupero del credito, si adoperi tempestivamente per sottrarre i propri beni a eventuali azioni esecutive. Tanto avviene, soprattutto, con riguardo ai depositi bancari, dove il debitore può facilmente compiere atti di disposizione non soggetti ad alcuna forma di pubblicità.

Questa misura cautelare fa parte del pacchetto di misure “giustizia per la crescita” e il requisito per l’adozione è che sia il creditore che il debitore appartengano ad uno Stato membro.

La nuova procedura, però, non trova applicazione per il Regno Unito e la Danimarca. Un’altra importante novità è che per ottenere l’ordinanza di sequestro conservativo non è richiesta la rappresentanza di un avvocato o di un consulente legale.

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