Un’ innovativa soluzione per la filiera distributiva

La Pubblica Amministrazione nel 2016 è riuscita a pagare solo il 59% dei debiti contratti e nell’ultima relazione della Banca d’Italia si calcola in 64 miliardi i debiti inevasi, insomma un macigno che vale più o meno il 3,8% del nostro PIL.

La macchina Pubblica avrebbe dovuto adeguarsi alle regole della UE pagando in 30 giorni ed il decreto sblocca-debiti che ha accompagnato la PA nell’ultimo triennio ha dato solo una piccola boccata d’ossigeno al prezzo di un complicato meccanismo di anticipazioni da parte della Cassa Deposito e Prestiti.

La sfida è piuttosto complessa anche perché nel 2016 era ormai uscito di scena il Patto di stabilità, da sempre considerato come l’ostacolo principale ad un sistema di pagamenti regolari ma il risultato oggi è piuttosto allarmante. I Comuni a fine anno avevano ancora da pagare fatture per 33,7 miliardi; altri 5,9 miliardi bloccati nelle Regioni ed 1,6 miliardi nelle Province ed il resto in altri enti territoriali.

Tra l’altro pochi sanno che ogni Ente dovrebbe pubblicare sul proprio sito istituzionale una sorta di indicatore di tempestività o, meglio, di ritardo dei propri pagamenti. Una sorta di autodenuncia. Ed allora emerge che il Comune di Milano paga con una media di 14,6 giorni, quello di Roma in 55 giorni mentre a Napoli si superano i 220 giorni. Invece ASL1 di Napoli non paga prima dei 257 giorni in media. Ma ci sono Enti virtuosi? Pochi ma qualcuno c’è: La Regione Umbria paga 25 giorni prima della scadenza , seguita dalla Regione Lombardia che anticipa i pagamenti in media di 22 giorni.

Lasciando da parte questi rari esempi di virtuosismo, quale tipi di interventi si posso introdurre per ridare un po’ di fiato al sistema ed in particolare ad una filiera distributiva?

Un’idea può essere applicata alla relazione Distributore-Rivenditore-Pubblica Amministrazione.

Spesso il Rivenditore viene schiacciato tra le esigenze del Distributore/Grossista o del Produttore che “affida” il proprio Cliente-Rivenditore indicando tassativamente un termine di pagamento. È certo che quest’ultimo, operando con la PA difficilmente riuscirà a mantenere fede ai tempi di pagamento indicati dal proprio fornitore, ma andrà ad occupare interamente le linee di credito stabilite. Rischiando tra l’altro di non poter più comprare alcunché avendo esaurito l’intero plafond di affidamento.

La soluzione? 

Il Rivenditore potrebbe promettere e successivamente cedere le fatture verso la PA ad una terza parte in grado di garantire dapprima il buon fine del pagamento al Distributore a monte e chiudere poi entro i tempi concordati la partita debitoria. E’ questo un meccanismo per azzerare qualsiasi rischio di pagamento e soprattutto per consentire a piccole realtà – scarsamente patrimonializzate e con “poco” fido – di affrontare grandi operazioni con la Pubblica Amministrazione.

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