La P.A  italiana rimandata all’esame di Oxford mentre le Regioni raggiungono quota 66 miliardi

Aumenta sempre più l’indebitamento a lungo termine delle Regioni, che nel 2015 hanno raggiunto quota pari a 66,13 miliardi , una cifra che rappresenta il 5 % in più dell’anno precedente.

Un macigno che per 55,4 miliardi è a carico delle regioni a statuto ordinario e solo per 10,7 miliardi pesa sulle regioni a statuto speciale.

Il risultato non è altro che un indebitamento medio pro-capite pari a 1.086 euro per ciascun cittadino italiano. Ben 313 euro in più (+30%) rispetto a tre anni prima.

 

Tale indebitamento sta gravando pesantemente anche sui fornitori, verso i quali il debito è recentemente lievitato del 47% dal 2013 al 2015 nell’ambito di un’insolvenza che al termine del 2015 valeva 28,3 miliardi.

Il tutto escludendo i debiti del settore sanitario  che nel 2015 avevano raggiunto complessivamente i 56,6 miliardi, con crediti da parte dei fornitori pari a poco più di 20 miliardi.

In relazione alle entrate tributarie, si è riscontrato un aumento pari al 3,5% per le regioni ordinarie, rispetto al 2014 e, il 10,6% in quelle speciali.

Il tutto si inserisce in un quadro in cui la Corte dei conti ha permesso agli enti territoriali, grazie a numerose forme agevolative ricevute, di rispettare il Patto di stabilità del 2015 e del 2016.

L’InCiSE, International Civil Service Effectiveness, Index della scuola di amministrazione pubblica dell’Università di Oxford, compara l’amministrazione pubblica statale di 31 Paesi, di cui 22 europei, utilizzando diversi indicatori e sintetizzando i risultati in un indice di efficacia amministrativa.

L’Italia si posiziona al 27esimo posto, precedendo solo Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria e Slovacchia.

L’indebitamento regionale rappresenta un vero handicap per gli enti territoriali e conferma la criticità del sistema nel suo complesso.

 

La bassa efficacia della P.A pesa in termini di costi sulle aziende private .

Il cattivo management della Pubblica Amministrazione italiana incide direttamente sulla posizione fiscale del paese ed opera da freno sull’economia privata.

Esiste una soluzione per rimettere in moto il circuito del credito ed è quello di rivolgersi ad operatori specializzati nella gestione di crediti verso la P.A.

Tali operatori specializzati hanno un’esperienza di gestione correlata al comportamento dei diversi debitori pubblici (Comuni, Province, Regioni ed altri Enti locali) ed alcune società come Invenium operano in qualità di advisor per alcuni fondi in grado di anticipare crediti verso la Pubblica Amministrazione. In taluni casi è possibile, perfino, cedere crediti “in contenzioso” verso la P.A.

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