La Spending Review non rallenta la spesa pubblica, la capacità di pagamento della PA segna un calo del 58%

 

 

La ripresa dell’economia stenta a decollare rispetto agli altri paesi principali europei, inoltre la spending review non ha prodotto i risultati sperati, dimostrandosi insufficiente a contenere il livello complessivo della spesa.

Nel rendiconto generale del bilancio 2016 dello Stato, la Corte dei Conti delinea un quadro dell’anno appena trascorso con ancora troppe problematiche relative alla gestione della pubblica amministrazione.

Sul versante degli investimenti lo Stato ha stanziato 4 miliardi tra impegni e pagamenti totali, meno che nel 2015, le uniche due aree dove si è registrata una crescita sono l’informatizzazione e le spese per lo sviluppo e le infrastrutture. Per quanto riguarda invece la ricerca: gli investimenti risultano in linea con il 2015 ma attestandosi sempre a livelli nettamente inferiori rispetto agli anni passati. Ma quello su cui l’Ente punta il dito maggiormente e che desta più preoccupazione è rappresentato dai debiti fuori bilancio delle amministrazioni dello Stato che sono passati da 930 mln nel 2012 a più di 2mld nel 2016, incentrandosi in 3 categorie extra- budget ministeriali specifiche: i consumi intermedi, i trasferimenti correlati alle famiglie e gli investimenti fissi lordi, che pesano circa l’80% del totale. Di contro la capacità di pagamento dei debiti contratti dalla PA è calata del 58% , tutto a discapito delle imprese fornitrici. A completare questo scenario si aggiunge l’allarme sulla corruzione che resta elevata raggiungendo quota 10 mld di euro, di cui un terzo deriva proprio dagli illeciti in materia di appalti pubblici, e la presa di coscienza che le misure finora adottate e i sistemi di controllo non risultano sufficienti ed efficaci ad arginare questa piaga che non fa altro che impattare negativamente sulle risorse pubbliche.

Sul versante degli appalti i dati diffusi dall’osservatorio Cresme Europa Servizi hanno rilevato un ribasso sia nel numero dei bandi – 12,3% sia negli importi –29,3%.

Nel dettaglio le amministrazioni comunali si mantengono al primo posto come enti appaltanti con 9.954 gare (-14%) per un valore di 4,485 miliardi, seguite dalle aziende speciali con 1.282 bandi (-6,6%) per 2,99 miliardi (-9%): l’Anas aumenta gli importi del 60% e lascia invariata la numerica dei bandi, mentre Le Ferrovie dello Stato diminuisce sostanzialmente sia il numero di opere 144 (-34,8%) sia il valore 1,556 mld (-57,7%). Tra gli altri enti a ribasso troviamo anche l’edilizia sanitaria e residenziale.

Dal lato delle regioni, la Lombardia si attesta come da sempre al primo posto registrando livelli di crescita con 3.100 gare (+18,8%) con un valore di 2,996 mld (+25,2%). Segue il trend positivo anche l’Emilia Romagna con un numero di bandi pari a 1.1016  (+5,2%) per 2 mld (+16,4%), si posiziona al terzo posto la Campania che però registra una diminuzione sia nella numerica ( -39%) sia nel valore degli importi (-23%), prosegue la Sicilia che ha rallenta gli appalti del (-35%) aumentandone di contro il valore del (+22%) , mentre il Lazio sostanzialmente lascia invariato il numero delle opere dimezzandone però gli importi del (-53%).

Il 2017 sarà l’anno decisivo per capire se la spinta agli investimenti pubblici messa in campo dai governi Renzi-Gentiloni possa produrre i risultati auspicati, soprattutto in luce alla recentissima elezione del nuovo consiglio di amministrazione di Consip. Alla guida della società di acquisti pubblici, con la carica di amministratore delegato è stato eletto Cristiano Cannarasa, ex Sogei, completano il quadro Roberto Basso, in qualità di presidente e Ivana Guerra.

Intervista al Dr Mombelli, CEO di Invenium.

Quali sono le criticità e quali sono gli impatti sulle Aziende fornitrici?

La difficile ripresa economica, la frenata degli appalti unite alla diminuzione della capacità di pagamento della PA, si ripercuotono negativamente sul capitale circolante delle Aziende fornitrici

Che alternative proporre alle Aziende che operano con la PA?

Senza dubbio smobilizzare crediti verso la PA attraverso un’operazione di fattorizzazione rappresenta la scelta più corretta

La Cessione del Credito rappresenta una soluzione che consente di rendere immediatamente liquidi ed esigibili i crediti “performing” senza sopportare ingenti investimenti finanziari inoltre comporta sempre una prima fase di valutazioni dei crediti (due diligence) in cui Invenium effettua un’analisi dettagliata e propedeutica alla cessione, volta ad effettuare accertamenti e previsioni sulla recuperabilità di importanti singole posizioni, o su interi portafogli

E per quanto concerne i crediti “non performing” verso la PA

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