Le imprese in Piemonte ed il recupero crediti internazionale

Aumenta del 9% la quota di export ed aumentano i rischi di insolvenza sui mercati esteri. Il nuovo approccio al recupero crediti nei mercati UE che assorbono il 58% dei flussi.

Il Piemonte si presenta come  una regione  con un tessuto di 10 mila società con 286 mila addetti,  e un giro d’affari di 62 miliardi.

Dopo sei lunghi anni di crisi, che ha portato via il 13,2% del prodotto interno lordo in termini reali, l’indicatore sta risalendo, con un recupero dello 0,7%.

Le imprese piemontesi hanno perso, in media, il 15,9% del valore prodotto, toccando punte del 20 % in alcuni settori.

La meccanica strumentale ha perso il 25%, l’auto il 20%, la gomma plastica il 20%, il tessile- abbigliamento il 24%.

Il Piemonte ha quindi dovuto pagare a caro prezzo la crisi iniziata nel 2008.

Un andamento di forte ripresa riguarda l’export. Il Piemonte si conferma quarta regione esportatrice, con una quota del 10,8% delle esportazioni nazionali e registra la performance migliore tra le principali regioni esportatrici.

Secondo i dati Unioncamere l’export piemontese si attesta a 35,6 miliardi di euro, in crescita dell’8,9% rispetto allo stesso periodo 2016, a fronte del +7,3% a livello nazionale.

A trainare la crescita i mezzi di trasporto, che generano poco meno di un quarto delle esportazioni regionali e registrano un +8,9%. Bene anche industria alimentare (+9,4%), metalli (+9%) e chimica (+14,4%).  L’Ue ha attratto il 57,7% dell’export.

Contributo importante dalla Francia, primo partner commerciale della regione (+9,1%).

La vera sfida per il Piemonte, attualmente, consiste però nel riaccendere i motori dell’innovazione, rimettersi in pista e sostenere quel salto industriale verso una manifattura a crescente valore aggiunto.

Il 2018 ha assistito, in questi primi mesi, ad un calo dei fallimenti. Nello specifico, nel 2017 sono stati registrati 723 fallimenti, in forte diminuzione rispetto agli 863 del 2016.

Il 2017, infatti, ha assistito ad un forte consolidamento di alcune tendenze favorevoli in atto e sono previsti ulteriori margini di miglioramento per il 2018 grazie al rafforzamento dei profili di rischio delle imprese e alla congiuntura macroeconomica positiva.

Va da sé, però, che le aziende devono tutelarsi attraverso una corretta gestione del portafoglio crediti, un  fattore di fondamentale importanza per assicurare all’imprenditoria una crescita solida e sostenibile.

Invenium ha creato una metodologia finalizzata al recupero dei crediti in ambito UE particolarmente efficacie. Un collaboratore locale in ognuno dei 28 Paesi comprese le recenti 6 nuove coperture in Slovenia, Croazia, Estonia, Bulgaria, Grecia e Cipro che garantisce un duplice presidio sia in termini extragiudiziali che giudiziali.

Per crediti superiori ai 30.000 euro per aumentare significativamente la garanzia di successo e quindi di recupero viene affiancata, alla classica pressione sul debitore  di natura bonaria (diffide, telefonate e visite esattoriali), una pressione di tipo para-legale con l’emissione di un’ingiunzione di pagamento che viene gestita e seguita in loco.

Il problema infatti non è tanto la richiesta di emissione del Decreto Ingiuntivo quanto la garanzia che venga emesso e che venga correttamente notificato al debitore.

La presenza di un titolo con una efficacia anche esecutiva rappresenta una leva negoziale di forte impatto e nel 90% dei casi costringe il debitore ad accettare un confronto costruttivo con noi.

Oltre 300 recuperi crediti misti “stragiudiziali-giudiziali” sono stati gestiti nel 2017 nei seguenti Paesi: Francia, Germania, Belgio, Austria, Bulgaria, Croazia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Slovacchia e sorprendentemente una trentina solo in Romania.

Con diverse metodologie Invenium è in grado di recuperare i crediti in USA, Sud America, in nord Africa, in Cina, India, Thailandia, Vietnam, in Arabia Saudita, in Iran e nei Paesi del Golfo Persico compresi gli Emirati Arabi Uniti.

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