L’analisi del rischio di credito

Applicata a: clienti, fornitori e competitors in Italia e a livello internazionale

Focalizzando l’attenzione sui mutamenti avvenuti nelle logiche di gestione del rischio credito (derivati anche dai rinnovati processi di revisione e valutazione prudenziale delle Autorità di vigilanza europea– SREP o dal recente Comprenshive Assessment– AQR), è necessario chiarire come oggi il Credit Risk Management costituisca un’attività complessa, che richiede tempo, esperienza e specifiche competenze che abbracciano tutte le fasi del processo del credito.

Fondamentale importanza rivestono le fonti da cui poter attingere dati approfonditi, attendibili e codificabili

Risulta indubbiamente riduttivo associare alla funzione di Credit Risk Management la sola attività di produzione di modelli e di sistemi di misurazione del rischio.

Le nuove modalità di coinvolgimento del Risk Management (tra le quali assumono una certa enfasi le nuove attività di controllo di secondo livello sul monitoraggio andamentale del credito) richiedono alla funzione di acquisire una più completa vision del processo di gestione e controllo del credito: da mero produttore di dati, intento a descrivere l’evoluzione dei fattori di rischio e fornire resoconti sull’affidabilità del sistema, il Risk manager deve calarsi nell’attività corrente per stimolare le unità operative a rafforzare i comportamenti virtuosi e a correggere quelli deficitari, ai fini del miglioramento continuo delle fasi del processo, mantenendo sempre la propria funzione di indipendenza e di controller di secondo livello.

È fondamentale inoltre, che i soggetti facenti parte la funzione di Risk Managerment, siano dotati di particolare sensibilità e capacità anche manageriale di comunicazione, in primis verso gli Organi aziendali e di Direzione generale, attraverso una reportistica chiara, tempestiva, coincisa e costruttiva, e di collaborazione verso le altre funzioni della struttura aziendale.

Tutte le attività relative alla gestione del rischio di credito devono essere viste in maniera integrata e tutti i progetti di intervento devono essere coordinati dal punto di vista operativo e soprattutto strategico: si pensi alla definizione delle policy del credito dell’azienda su logiche commerciali, di diversificazione del portafoglio e di redditività corretta per il rischio, che devono trovare forte interazione e coerenza con gli obiettivi di rischio e soglie di tolleranza definite nell’ambito del Risk Appetite Framework, ovvero con gli obiettivi di allocazione del capitale, calcolato sia in condizioni ordinarie, sia in condizioni di stress e nel rispetto dei livelli di adeguatezza patrimoniale e di riserve di liquidità che l’azienda deve mantenere, anche in ottica previsionale (processo ICAAP – Internal Capital Adequacy Assessment e “prossimamente” processo ILAAP – Liquidity Adequacy Assessment Process).

È possibile per i CFO ed il Credit Manager integrare il ruolo di Invenium nel proprio processo di Credit Management.

Possiamo fungere da consulenti nell’area del credito per la definizione e l’implementazione di una credit policy. Ma anche essere il Servicer per la gestione e il recupero dello scaduto sia in Italia che all’estero o ancora essere utilizzati all’occorrenza su portafogli deteriorati o su single name.

Oggi sempre più spesso siamo chiamati in un’attività di analisi su clienti potenziali o su clienti considerati a rischio. Veniamo interpellati per analisi sul rischio di fornitori o sulla ricerca di asset patrimoniali eventualmente aggredibili (beni mobili, immobili e conti correnti bancari. Gestioni titoli o polizze assicurative dal contenuto finanziario). Ricerche patrimoniali che vengono eseguite in modo maniacale sia in Italia che nei 115 Paesi in cui abbiamo sviluppato una collaborazione.

Le nostre analisi sono eseguite sempre sia in ottica preventiva ma anche e soprattutto con una visione predittiva; ovvero la verifica ex ante dell’asset class eventualmente aggredibili in caso di default o di mancato rispetto delle condizioni di pagamento.

 

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