Insolvenza ai minimi, aumenta la richiesta di finanziamenti. Cessione crediti incagliati

Continua la corsa ai finanziamenti per Il popolo italiano e per le PMI.

L’affare è così promettente per banche e finanziarie, al punto che Poste Italiane ha dichiarato di voler raddoppiare l’erogazione di prestiti in due anni e Carrefour, il gruppo della grande distribuzione, ha costituito una banca con il solo intento di concedere finanziamenti.

L’aumento della concorrenza ha inoltre, favorito una notevole fluttuazione dei tassi.

In generale, il credito a consumo continua a marciare, anche se dopo un 2017 chiuso con l’impennata a 65,8 miliardi, il 2018 è partito più lento: + 7,4% in febbraio (sul febbraio dell’anno precedente) sempre secondo l’associazione di settore.

Mentre la Banca Centrale Europea stringe sui crediti deteriorati, per l’Italia arriva una buona notizia: il tasso di insolvenza delle imprese italiane è sceso nel dicembre 2017 al 3,9%, mentre il tasso di default delle famiglie è calato all’1,7% dal 2,3% del 2015.

Livelli inferiori di quelli registrati prima della crisi. Si prospetta una situazione stabile per i prossimi anni: il rischio insolvenza delle imprese, dovrebbe stabilizzarsi intorno al 4% e quello delle famiglie all’1,6%, almeno fino alla fine del 2019.

Il calcolo sul passato e la stima sul futuro arrivano da Crif, la Centrale Rischi Finanziaria che censisce oltre 85 milioni di posizioni creditizie di famiglie e imprese italiane.

Ci saranno minori insolvenze tra imprese e famiglie che porteranno ad un maggior benessere nella società civile, assieme ad un numero minore di crediti deteriorati nei bilanci delle banche e delle finanziarie. Un maggiore potenziale per l’economia reale.

I motivi per cui oggi la situazione è migliorata, rispetto agli anni passati, sono molteplici. Il primo è legato alla violenta crisi che ha colpito l’Italia nel 2009 e poi a partire dal 2011 ha infatti causato un forte aumento delle insolvenze, che hanno selezionato le aziende.

Le più deboli sono scomparse dal mercato mentre quelle più forti oggi hanno uno stato di salute sufficientemente buono.

Il secondo motivo è legato al miglioramento dell’economia: Crif si aspetta una crescita annua del valore della produzione superiore al 3%.

Le previsioni di crescita dei ricavi e profittabilità su tutti i tassi di default, innestando un circolo virtuoso di cui potrà beneficiare in primis il sistema bancario.

Ricadute positive su una rinnovata espansione creditizia e su un possibile effetto moltiplicatore sull’economia reale.

Per questo Crif ha provato ad aggiustare le sue previsioni future sulla base di un ipotetico scenario fortemente sfavorevole, che prevede per la fine del 2019 una crescita della disoccupazione all’1,9% e una contrazione del Pil pari all’1,5%.

Ebbene: qualora si materializzasse proprio questo scenario sfavorevole, allora il tasso di default delle imprese e delle famiglie potrebbe tornare al 5,8% (cioè su livelli conosciuti durante la crisi).

Invenium ha recentemente creato una BU focalizzata sul settore del deconsolidamento dei crediti da finanziamenti e, siamo i referenti, per il mercato italiano, di un investitore istituzionale interessato all’acquisto dei crediti (bollette morose)

Nella fattispecie Invenium è divenuto il referente, per il mercato italiano di un Investitore istituzionale interessato a valutare/acquisire portafogli crediti delle seguenti categorie:

  • Crediti scaduti verso persone fisiche;
  • Crediti scaduti verso persone giuridiche;
  • Crediti deteriorati verso persone fisiche;
  • Crediti deteriorati verso persone giuridiche;
  • Crediti verso procedure concorsuali/fallimenti;
  • Crediti verso le Pubbliche Amministrazioni;

Con alcune Società del comparto finanziario abbiamo, inoltre messo a punto un contratto denominato “Forward Flow” che prevede la cessione crediti in via continuativa, senza la necessità di gestione e ad un elevato valore di mercato.

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