Il rischio di perdita del credito per mancanza del DDT

Con CreditExportCare  puoi avere una valutazione coordinata e globale del profilo di rischio complessivo

Il documento di trasporto ha sostituito a partire dal1996la vecchia bolla di accompagnamento e si tratta di un documento che segue una partita di merce spedita da un luogo all’altro, indipendentemente dalla causale di tale spostamento.

Il Ddt deve essere redatto anche in caso di operazioni effettuate con l’estero, per cui funziona sia come mezzo di prova dell’avvenuta operazione che per effettuare la fatturazione differita.

In esso, redatto in duplice copia, una inviata al destinatario e un’altra conservata dal mittente, compaiono i dati del mittente, i dati del destinatario, il numero progressivo del documento, la data di emissione del documento, la data di spedizione, l’indicazione delle quantità spedite e numero dei colli, la descrizione qualitativa dei beni spediti, i dati del vettore, il luogo e la data della consegna e la causale.

La mancata redazione del documento è sempre oggetto di sanzioni.

I DDT vengono spesso considerati solo noiosa burocrazia o documenti che attengono solamente al rapporto tra colui che spedisce ed il trasportatore.

Per questo motivo vengono raramente raccolti e conservati dalle società con le necessarie e dovute attenzioni.

Accade spesso che quando il venditore concorda il ritiro della merce “franco fabbrica” o più propriamente “EXW” o anche “FCA” (terminologia degli Incoterms 2010) perde, di fatto, il controllo del trasporto della propria merce e non riesce quindi ad ottenere facilmente la prova di consegna della merce al proprio compratore.

Tale situazione fa sì che la società che ha spedito i beni e che è divenuta creditrice nei confronti dei propri clienti, proprio per aver loro consegnato i beni, non è in grado di provare documentalmente la consegna della merce, rischiando, così di perdere il credito.

La sola emissione e invio della fattura da parte del creditore (TU)  non può essere considerata una prova del credito. Infatti è possibile che il debitore ponga in essere una contestazione.
Questa mancanza di elementi documentali mette a rischio il successivo recupero del credito.

Se il creditore possiede unicamente la fattura emessa nei confronti del debitore, può richiedere un decreto ingiuntivo al Tribunale competente per il recupero del proprio credito.

Tuttavia, se il debitore si oppone a tale decreto ingiuntivo, la fattura non vale più come prova e quindi, se il creditore non dimostra il proprio credito con altro materiale documentale, il decreto ingiuntivo viene revocato e il debitore vince la causa.

La necessità dell’esportatore  è, quindi, quella di avere sempre un riscontro unitario su clienti e mercati non adeguatamente conosciuti, in merito a tematiche di contrattualistica legale complesse.

Invenium – coerentemente con la proposta di servizi di servicing integrato, dedicato alla tutela dell’intero ciclo di vita del credito Export – offre alle Aziende esportatrici un servizio nuovo, CreditExportCare.

Un servizio fortemente innovativo a tutela dell’elevato numero di Imprese italiane esportatrici che riunisce ed integra una componente informativo-valutativa (fondamentale, per valutare il rischio della specifica operazione commerciale) ed una garanzia operativa  (un’assistenza gratuita nell’ipotesi di inadempimento del cliente estero, inclusiva di attività di recupero stragiudiziale e giudiziale) che solo un gestore autorizzato e specializzato può offrire.

Grazie a  CreditExportCare Invenium fornisce all’esportatore una valutazione coordinata e globale del profilo di rischio complessivo. 

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