Il recupero dei crediti in Russia

Le opportunità di business tra i due Paesi si sono intensificate ma persistono le difficoltà nella riscossione dei crediti.

Una vera partnership strategica, di reciproco vantaggio,quella tra Russia e Italia, forte di un intescambio di 27 miliardi di dollari nel 2018 .

Dopo il biennio nero 2015-2016 il valore delle esportazioni ha raggiunto il segno positivo e continua a crescere grazie, soprattutto, alla reazione della diplomazia del business italiano che ha ripreso la rotta verso Mosca nonostante il continuo inasprimento dei toni e della tensione geopolitica.

La Lombardia e la Regione di Mosca, inoltre, sono definiti da sempre “natural partners”. Quello di Mosca è un territorio più grande di quello dei Paesi Bassi, abitato da 20 milioni di persone e responsabile per il 25% del Pil russo, malgrado non possa contare su petrolio e gas, snodo centrale per i trasporti fin dai tempi degli zar.

Relazioni storiche tra i due Paesi che risalgono a molti anni fa. Rapporti stretti sui quali pesano come una spada di Damocle le sanzioni europee.

Mosca si innesca naturalmente sul sistema produttivo lombardo e i suoi punti di forza sono le sue 14 mila imprese interessate per vocazione innata all’internazionalizzazione dei propri prodotti.

Le opportunità di business tra i due Paesi si sono intensificate e le imprese italiane stanno lavorando per riconquistare quote di mercato in questo Paese strategico.

Tuttavia, siamo ancora lontani dal recuperare le perdite accumulate in questi ultimi anni di grave recessione delle relazioni economiche tra i due Paesi per raggiungere il valore massimo pre-sanzioni europee del 2013, arrivato a 10,7miliardi di euro.

Mancano, ad oggi, al nostro export circa 2,7 miliardi.

Secondo i dati Istat elaborati da “Conoscere Eurasia” in occasione del VI seminario italo russo di Milano, la Lombardia guida l’export italiano verso la Russia, confermandosi prima regione italiana per valore assoluto.

Per quanto concerne, invece, i dati dell’export tra Italia e Russia diffusi dall’Istat fanno emergere un quadro positivo.

Nei primi 3 trimestri del 2017, infatti, le vendite hanno superato 1,7 miliardi di euro (+30,4%), con un saldo commerciale positivo di quasi 626 milioni di euro. A trainare la performance lombarda è il settore manifatturiero che complessivamente segna un +30%.

Tra i vari comparti in ripresa spiccano quello della farmaceutica (+34%), dei macchinari (+46%) e del tessile (+16%).

In generale, i dati pubblicati dall’Istat con riferimento all’export 2017 mostrano una crescita delle esportazioni verso i mercati extra Ue per al +8,2%, con una diffusione eterogenea diffusa a tutti i settori, ma particolarmente sostenuta per l’energia (+34,4%) e i beni di consumo non durevoli (+11,8%).

La ripresa economica della Russia, il mercato interno in espansione e il nuovo piano industriale, nonché gli accordi stipulati dai due Paesi nel summit di Sochi, la rendono molto appetibile per le imprese italiane. Ma nonostante questo clima favorevole, persiste il problema e la complessità del recupero dei crediti.

Ma come si gestisce un insoluto con un cliente russo?

Risponde il Dott. Boris Smirnov,  Rrussian credit manager di Invenium : “ Intanto non è assolutamente agevole adire le vie legali,  poiché l’ordinamento giuridico russo non prevede alcun tipo di provvedimento analogo all’ingiunzione di pagamento previsto dalla legge italiana. Il ricorso in caso di controversie, all’Arbitrazh Courts (l’organo competente) è costoso, complicato e dagli esiti non sempre prevedibili.”

Il Codice Civile russo stabilisce, mediante l’art. 196, che il termine ordinario di prescrizione dei diritti è di tre anni. Generalmente il periodo di prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui la parte ha avuto conoscenza dell’inadempimento o dell’illecito, salvo specifiche disposizioni di legge.

La legge concede al debitore sette giorni per adempiere alla sentenza, decorsi i quali il creditore può ricorrere all’ufficiale giudiziario per dare avvio alla fase esecutiva.

E’ bene ponderare attentamente se intraprendere o meno una causa in Russia, considerando la complessità dei costi elevati ed il fatto che, la federazione Russa esclude la validità del patto di quota lite.

Afferma poi il Dott. Smirnov : “In ogni caso, è preferibile ricorrere ad un consulente legale in loco che, con pazienza incontri il debitore e negozi un paino di rientro od un accordo transattivo. Insomma il detto “meglio un cattivo accordo subito che una buona sentenza fra 5 anni” vale anche in Russia….e non solo in Italia!”

Invenium ha maturato una significativa esperienza nell’ambito della gestione di contenziosi verso la Russia principalmente nei seguenti settori: Food & wine, Meccanotessile, Arredamento, Fashion, Rubinetteria, Casalinghi, Chimica e Farmaceutico.  In giugno 2017 è stata chiusa una transazione con un debitore russo – nel settore delle Macchine Utensili – per un valore di 430.000€. Purtroppo con uno sconto sostanzioso sull’importo originale pari a 530.000€ ma con un notevole risparmio di tempo e di oneri legali!

Per maggiori informazioni guarda il nostro video sul recupero crediti in Russia