Il Recupero crediti nel settore dell’occhialeria

L’occhialeria si conferma uno dei settori più resilienti, dinamici e votati all’export dell’industria italiana, ma persiste il problema insolvenze.

I dati del 2017 indicano una crescita del 3,6% rispetto al primo semestre del 2016.

Sono 900 le imprese italiane nella fabbricazione di lenti ed occhiali nel 2017, +5,3% rispetto alle 855 dell’anno precedente, secondo un’elaborazione della Camera di commercio sui dati del registro delle imprese.

Le montature da vista e da sole sono diventate un vero e proprio accessorio moda, forse il più importante, e l’Italia nel segmento è leader mondiale, con il 70% del mercato dell’alto di gamma.

Anfao (Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici)  ha sottolineato che la maggior crescita dell’export è stata quella delle montature da vista (+4,3%), che hanno superato quelle da sole (+3,2%).

ll fatturato delle aziende della filiera, che danno lavoro a oltre 17mila persone, hanno portato la produzione  a 3,7 miliardi di euro, ma il dato eccezionale è l’export, di poco inferiore al 90% e pari a 3,57 miliardi.

Il made in Italy ha esportato occhiali da sole per 2,4 miliardi di euro in un anno, +6,4% tra 2015 e 2016, contro un import di 391 milioni.

I sunglasses italiani finiscono soprattutto negli Stati Uniti che assorbono il 28,1% dell’export (+6,3%) per oltre 669 milioni di euro.

La Francia è il secondo mercato con 256 milioni di euro di export (11%, +3,9%), terzo il Regno Unito per un totale di 163 milioni di euro (6,9%, +5%).

Gli occhiali da sole “made in Italy” piacciono anche in Spagna per un valore di 157 milioni (+11,2%)Germania per 128 milioni (+9,5%).

Tra i principali Paesi, cresce l’export verso Israele (+61,1%) e la Svizzera(+29,4%) mentre la Cina, che importa made in Italy per 119 milioni (+21,4%) contribuendo al 5% dell’export italiano, è il principale mercato da cui importiamo, 52,8% dell’import totale, +8,7%.

Un po’ di preoccupazione per le esportazioni persiste: problematica da non trascurare riguarda un tema molto ricorrente, il ritardo nei pagamenti.

Come recuperare un credito all’estero?

Negli Usa: Negli USA, la prescrizione varia da Stato a Stato, ma è quasi ovunque molto più breve del termine di 10 anni definito dall’ordinamento italiano: spesso il termine è di 4, 5 o 6 anni con la sola differenza della Louisiana che, avendo una legislazione di stampo europeo, prevede il termine decennale.

A differenza di quanto accade in Italia, la semplice messa in mora del debitore non è sufficiente a interrompere la prescrizione, che può essere interrotta solo dall’instaurazione di un’azione giudiziaria.

In Francia: In Francia la prescrizione è di 5 anni e quindi esiste la possibilità di emettere un’ingiunzione di pagamento.

Le procedure cautelative a disposizione del creditore sono ad esempio il pignoramento dei conti correnti bancari, il pignoramento dei crediti presso terzi e l’ipoteca sull’immobile; il creditore può procedere immediatamente con queste procedure senza previa autorizzazione del giudice se si trova in possesso di un titolo come un assegno o una cambiale.

Nel Regno Unito: In Inghilterra, invece, ciascuna delle parti è sempre invitata a difendere la propria posizione.

Se il pagamento non avviene nei termini concordati, occorre scrivere una lettera da protocollo pre-processuale “Woolf”, indicando come sia sorto il debito con il dettaglio del numero fattura, la data e l’ammontare, e dichiarando che il creditore è pronto a incontrarsi con il debitore nel tentativo di risolvere la questione.

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