Il recupero crediti nel settore della chimica

Sulla scia della chiusura del 2018, il 2019 non sembra partire con il piede giusto,anche sul fronte della gestione e del recupero dei crediti

Se la stagnazione è un fattore comune a tutta la chimica europea, in Italia, alcuni fattori critici aggravano la situazione.

Le imprese chimiche italiane sono alle prese con un andamento della produzione debole e altalenante: nel 2019, secondo i dati di Federchimica, la produzione si fermerà a un +0,3% e nel 2020 a un + 0,5%.

Stime che oggi fanno parlare di vera e propria stagnazione, sempre che il contesto macroeconomico non si deteriori.

Il traino dell’export è venuto meno: si è passati dal +2,8% in valore del 2018 al +0,1% nella prima parte del 2019 (gennaio-maggio).

Le vendite sono in leggero calo sul mercato extra-europeo e poco più che stabili su quello intra-europeo.

In un contesto europeo che è ancora più debole e che ha addirittura il segno negativo -0,1%.

In un contesto europeo che è ancora più debole e che ha addirittura il segno negativo -0,1%.

Se nel 2017 le esportazioni erano arrivate a crescere quasi a due cifre (+9%), nel 2018 si fermano al +2% in valore.

Con il segno negativo proprio nel principale mercato di destinazione, la Germania, dove le vendite hanno registrato il -3%.

Sulla scia della chiusura del 2018, il 2019 non sembra partire con il piede giusto, al punto che Federchimica prevede una crescita della produzione in Italia ancora più bassa, pari allo 0,7%.

Il contesto internazionale non aiuta. L’industria chimica vive in modo molto concreto gli effetti dell’incertezza derivanti dal contesto politico, nazionale ed internazionale.

Esistono, quindi, ancora delle problematiche che limitano l’espansione del settore:

  • La prima è rappresentata dall’Europa che dovrebbe conformare maggiormente le direttive presenti negli stati membri in modo da creare un mercato unico;
  • La seconda risiede nei vincoli imposti dal sistema Paese-Italia, in particolare sul fronte autorizzativo.

Le imprese chimiche devono anche far fronte al tema della gestione e del recupero dei crediti, specie in nei paesi extra UE come la Cina e la Russia (Paesi in cui l’export chimico italiano ha raggiunto livelli molto alti)

Ma come recuperare un credito in Cina e in Russia?

  • Cina: il rischio Paese in Cina è  elevato e i tribunali popolari rendono la causa in Cina oltremodo complicata. Spesso infatti non è tanto un problema di affidabilità del cliente cinese quanto di equità ed affidabilità del sistema giudiziale locale.

L’azione extragiudiziale inizia con l’invio di una “diffida”, cui segue una visita diretta da parte del legale presso il debitore che cercherà di incrementare via via la pressione facendo sentire il debitore responsabile; la minaccia di avvio della procedura spesso è sufficiente per ottenere il pagamento dato che una causa contro la propria azienda può a volte essere percepita come un oltraggio all’onore di una persona.

  • Russia: Anche questo è uno dei principali mercati di sbocco della chimica italiana e, la tematica dei crediti e dei pagamenti, non va assolutamente sottovalutata. Per quanto concerne il recupero dei crediti in Russia è quasi sempre consigliabile un tentativo in viaextragiudiziale per mezzo di un legale in loco ciò anche in base al fatto che l’ordinamento giuridico Russo non prevede alcun tipo di provvedimento analogo all’ ingiunzione di pagamento previsto dalla legge italiana.

In caso di controversie, l’organo competente è l’Arbitrazh Courts. Si procede depositando un atto di citazione comprensivo di tutti i documenti prodotti in originale o in copie autentiche tradotte in russo e certificati da un Notaio.

La vasta esperienza di Invenium e l’organizzazione di professionisti in oltre 100 Paesi ci rendono il Partner privilegiato per il recupero dei crediti stragiudiziali e giudiziali a livello internazionale.

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