Il recupero crediti nei Paesi Arabi

Recuperare un credito in : Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Libia, Kuwait, Qatar

Il 12 ottobre si è tenuto a Milano il 1º Business Forum Italo-arabo, organizzato dalla joint italian arab Chamber (Jiac), in collaborazione con Promos, Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Unione delle Camere di Commercio Arabe e il contributo di Banca Intesa.

Il business forum ha coinvolto numerosi esponenti delle istituzioni, della finanza e dell’imprenditoria italiana e araba. Un’occasione importante per riaffermare l’importanza strategica che l’Italia attribuisce ai Paesi Arabi, come affermato dal ministro degli esteri, Angelino Alfano.

Nel primo semestre 2017  il nostro export verso l’ Arabia Saudita  è aumentato del 17%. Le principali voci di esportazioni sono: 1. macchinari: 738 milioni di Euro (36% del totale); 2. derivati del petrolio: 170 milioni (8%); 3. materiale elettrico: 142 milioni (7%).

Nello stesso semestre è stato confermato il trend positivo circa i dati dell’interscambio tra Italia e gli  EAU. Nel periodo in questione l’export italiano ha, infatti, totalizzato 2.66 mld di euro: +1,2% rispetto all’analogo periodo del 2016.

Tendenza analoga per le esportazioni italiane in Marocco, aumentate del (+9,1%) tra gennaio e aprile. Secondo i dati ISTAT, nei primi 4 mesi del 2017 il flusso di scambi e’ incrementato del 15,1% rispetto all’anno precedente.

Seguendo la scia dell’andamento dei vari interscambi, entro il 2020 saranno necessari ulteriori 3mila Mw di interconnessioni solo nel bacino del Mediterraneo, per investimenti nell’ordine dei 20 miliardi di euro.

Numeri favorevoli anche per l’interscambio bilaterale tra Italia e Tunisia, che ha raggiunto nel 2016 circa 5 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, esse hanno mantenuto le loro posizioni, spesso incrementandole.

Contano oltre 300 gli imprenditori a caccia di business, per aumentare ancora più l’interscambio tra Italia e Paesi dell’area Mena ( Medio Oriente e Nord Africa), che nei primi 6 mesi di quest’anno si è attestato a quota 25 miliardi di euro e che per un quinto, parte e arriva dalla Lombardia.

Il 34% delle imprese lombarde è, infatti,  in affari da più di dieci anni con il mondo arabo, a cui va sommato un ulteriore 33% di quelle “new entry”.

Nonostante le difficoltà politiche ed economiche, i Paesi arabi rappresentano un importante mercato di sbocco delle esportazioni italiane. L’Italia detiene ancora una posizione preminente tra i principali partner dell’Algeria, dell’Egitto, del Libano, Kuwait, Qatar e Libia. Gode, infatti, di un’ottima immagine come partner commerciale e la qualità dei prodotti pone il nostro paese ad alti livelli di simpatia e preferenze da parte dei consumatori arabi.

Tuttavia, da un’indagine di Promos su 200 aziende italiane che operano nell’area Mena, sono stati messi in evidenza diversi ostacoli: la scarsa conoscenza dei mercati (26%), ricerca e rapporto coi partners locali (23%), burocrazia (20%), e credito bancario difficile (18%).

Il recupero dei crediti nei Paesi Arabi risulta essere sempre più difficoltoso. Il  ritardo nei pagamenti è divenuto una prassi sempre più comune. I debitori frappongono molti ostacoli pur di non pagare nei tempi concordati.

L’azione legale è nel complesso molto lenta, costosa e incerta, questo poiché i giudici hanno una notevole discrezionalità nell’applicare i principi della legge islamica, la Sharia. Il tutto pone il creditore in una posizione di notevole svantaggio.

Nonostante la complessità, la presenza sul territorio di un professionista legale, aumenta la probabilità di recupero del credito anche in via extragiudiziale poiché è prassi il poter seguire il recupero del credito in-house o in via esattiva presso il domicilio del debitore.

Nei casi più gravi è sempre possibile richiedere l’ausilio di un ufficiale giudiziario nel tentativo di forzare il pagamento al di fuori del tribunale.

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