Il recupero crediti in Thailandia

Cresce l’export in Thailandia e crescono gli insoluti: L’intervista al corrispondente legale di Invenium Avv. Chupong a Bangkok

Il Presidente della Camera di Commercio Italo Thailandese Dr. Cardini ha recentemente sottolineato l’aumento dell’interesse da parte delle Imprese italiane verso il mercato Thailandese per diverse ragioni tra le quali gli investimenti pubblici nei grandi piani infrastrutturali, le forti prospettive di crescita del Paese ma anche il ruolo di HUB da parte della Thailandia per l’intero sud est asiatico.

Da segnalare tra l’altro la ripresa dell’interscambio tra i due Paesi piuttosto sostenuto nell’ultimo biennio.

L’export Italiano verso Bangkok , secondo le statistiche della banca di Thailiandia è passato d 1,72 miliardi di euro del 2016 ai 1,82 miliardi di euro del 2017.

Il corrispondente legale di Invenium Avv. Chupong da Bangkok sostiene tra l’altro che nel 2018 il sostegno al flusso di import-export tra i due Paesi sarà ulteriormente cementato dalle numerose manifestazioni programmate per celebrare i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

“Sono previsti sessantanove eventi per un totale di 299 giorni. Mentre agli inizi di giugno presso il mega complesso commerciale Central World di Bangkok si terrà una Italian week. Un’intensa e ricca kermesse dedicata al Made in Italy” tiene a sottolineare il Dott Chupong.

Dott. Chupong cosa si importa in Thailandia?

Dott. Chupong : Si importano soprattutto macchinari, prodotti chimici e sempre di più, beni di consumo, grazie a un’espansione della classe media urbana che offre prospettive interessanti al Made in Italy.

Tra questi, vini e agroalimentare trovano ottimi spazi, seppur con il limite di alti dazi. Molto bene anche l’arredamento, design e moda. Interessanti anche i settori ad alto contenuto tecnologico, le macchine utensili, packaging, automotive, industria agroalimentare.

Dott. Chupong a fronte di questi segnali positivi per entrambi i Paesi, quali sono, viceversa le criticità?

Dott. Chupong: La percentuale dei pagamenti in ritardo supera la media e si attesta sul 56%. Purtroppo il pagamento con un ritardo di 30 giorni è una consuetudine. Il sistema di Giustizia ha ampi margini di miglioramento e c’è scarsa trasparenza sul fronte delle procedure doganali, nella registrazione dei prodotti e più in generale nell’applicazione delle leggi.

Quindi Dott. Chupong cosa fare per recuperare un credito?

Dott. Chupong : I tribunali generalmente incoraggiano le controparti a raggiungere un accordo e nella maggioranza dei casi si risolve in un negoziato.

La tendenza diffusa è quindi di procedere sempre dapprima in via extragiudiziale. Solo in caso di insuccesso, Il creditore può presentare un reclamo presso il tribunale che, se ritenuto ammissibile, verrà direttamente trasmesso al debitore.

Quest’ultimo ha un tempo di 15 giorni per fare opposizione e, nel caso venga fatta, alla prima udienza, il tribunale definirà le questioni da provare e ordinare quale parte abbia l’onere della prova.  Anche a questo stadio, tuttavia, il Giudice solleciterà ulteriormente le parti alla mediazione della loro controversia.

 

Per maggiori informazioni e per parlare con un esperto contattaci.