Il Recupero crediti in Portogallo: Roadshow 26-27 settembre 2018

Invenium, grazie alla sua intensa esperienza, vanta una percentuale di successo, in Portogallo, pari al 64,8%

Nuova tappa per il Roadshow di Invenium che questa volta punta al Portogallo, nei giorni 26 – 27 Settembre 2018. 

Il 2017 è stato per il Portogallo un anno decisivo per il consolidamento della crescita economica, segnato dall’uscita ufficiale dalla procedura di deficit eccessivo.

In molti hanno presidiato all’evento e diverse sono state le tematiche discusse.

In primis ci si è soffermati sull’inversione di tendenza avutasi nel 2014, anno in cui l’economia portoghese si è lasciata alle spalle il periodo di recessione e durante il quale ha dovuto ricorrere ad aiuti finanziari.

Negli ultimi 2 anni, ha mantenuto i livelli di crescita ed è arrivata, nel 2017, a far registrare la miglior variazione omologa del PIL degli ultimi 18 anni, con un +2,7%.

Alcune aziende  portoghesi presenti hanno testimoniato che uno dei fattori fondamentali che ha spinto il Portogallo verso questo recupero, è stata l’evoluzione positiva delle esportazioni.

Con un aumento del 11,2 % l’export lusitano ha registrato il miglior risultato dal 2011. Esportazioni ed importazioni hanno fornito un contributo rilevante, con un aumento rispettivamente dell’11,2% e del 10,9%.

L’Unione Europea si conferma il maggiore mercato per l’interscambio commerciale con una quota sull’import del 76,2%, e del 74,1% sull’export.

L’Italia ѐ , invece, stabile al quarto posto tra i maggiori esportatori verso il Portogallo, con un incremento su base annuale dell’11,9%, preceduta da Spagna, Germania e Francia, mentre rappresenta il settimo partner come mercato di sbocco , con un aumento, sempre su base annuale, del 12,7%.

Si sono analizzati, da un punto di vista commerciale, i rapporti di interscambio esistenti, testimoniati dalla presenza di diversi clienti di Invenium, interessati allo sviluppo del proprio business in Portogallo e degli aspetti di rischio crediti correlati.

Le migliori opportunità di business si trovano nei settori concernenti la vendita di:

– Macchinari e apparecchiature:, macchine enologiche per la lavorazione del legno, calzature e pelletteria;

– Prodotti tessili: l’Italia figura come secondo paese fornitore, con un tasso di crescita che doppia quello del Paese iberico;

– Prodotti farmaceutici: negli ultimi anni la quota complessiva di prodotti della farmaceutica italiana nell’import portoghese è andata costantemente crescendo.

Il Dr. Mombelli, ideatore dell’evento e profondo conoscitore dei mercati internazionali ha poi condotto l’evento sulla tematica principale, nucleo della convention:  la problematica dei mancati pagamenti da parte delle Aziende portoghesi nei confronti delle controparti italiane.

Infatti, nonostante l’economia portoghese sia notevolmente migliorata, permangono ancora i danni della crisi. Numerose sono le aziende fallite negli ultimi anni e significativo lo stock dei debiti che le aziende portoghesi hanno verso gli esportatori italiani.

In merito a tale argomento sono intervenuti alcuni legali, rappresentanti Studi Italo-lusitani , che hanno declinato le diverse procedure per recuperare un credito in Portogallo.

In Portogallo esiste una procedura denominata “Injunção” , molto simile al nostro Decreto Ingiuntivo.

Si tratta di una modalità rapida ed economica per ottenere la certificazione giudiziale del credito e consiste nell’intimare giudizialmente al debitore il pagamento del saldo scaduto. Si tratta di una procedura che viene attuata quando non sussiste alcuna contestazione.

Il Decreto Ingiuntivo, una volta notificato a controparte, prevede un termine di 15 giorni per l’opposizione, dopodiché viene dichiarato esecutivo. Nel caso invece vi sia opposizione il procedimento transita a giudiziale, seguendo la procedura sommaria.

Dopo il giudizio e se il pagamento non è volontariamente effettuato dal debitore, esiste la possibilità in cinque giorni e con un costo di 51,00 Euro (più IVA), di determinare se sia possibile o meno recuperare il credito.

In via facoltativa, tale procedura consente a qualsiasi creditore di consultare, tramite l’agente di esecuzione, i vari database disponibili, in termini identici a quelli esistenti nel contesto dell’azione di controllo, che gli consente di sapere se vi sono attività applicabili prima dell’inizio dell’azione esecutiva.

Con questa procedura stragiudiziale, ai creditori vengono fornite le informazioni essenziali che consentono loro di valutare meglio il costo / beneficio derivante da un possibile ricorso al processo esecutivo, evitando così situazioni in cui esso è reso inutile dall’inesistenza di proprietà del debitore.

Poiché si tratta di una procedura semplice e molto rapida, risulta di grande utilità per i vari agenti economici che hanno dei dubbi a riguardo all’efficacia risultante dall’uso del procedimento esecutivo.

Dopo aver consultato i database e aver cercato tutte le informazioni pertinenti, l’agente di esecuzione è in grado di preparare un rapporto che elenca gli asset identificati durante le indagini o, se del caso, menzionare la circostanza che non è stata identificata alcuna proprietà attaccabile.

Notificato tale rapporto, il richiedente creditore avrà quindi 30 giorni per richiedere:

  1. a) La tradizione di PEPEX in processo di esecuzione;
  2. b) Se non è stato identificato alcun bene attaccabile, la notifica al debitore, da effettuarsi per contatto personale delle seguenti opzioni:
  • Pagamento dell’importo dovuto, in un’unica soluzione o a rate,
  • Stipula di un accordo di pagamento,
  • Indicazione delle attività attaccabili o
  • Opposizione alla procedura.

Se entro il periodo di riferimento di 30 giorni il richiedente non fa nulla, la procedura verrà automaticamente chiusa. A sua volta, se dopo la notifica sopra esplicata anche il debitore non fa nulla, la sua identificazione sarà inclusa nella lista pubblica dei debitori, dopo di che il richiedente potrà ottenere un certificato elettronico di inesigibilità del debito ai fini fiscali, da rilasciare dall’agente e che deve essere comunicato alle autorità fiscali anche per via elettronica, ai fini del successivo rimborso dell’imposta sul credito irrecuperabile.”

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