Il recupero crediti in Germania: Roadshow 6/7 Settembre 2018

Invenium, grazie alla sua intensa esperienza, vanta una percentuale di successo, in Polonia, pari al 68,3%

Prosegue a gonfie vele il Roadshow di Invenium, approdato in Germania i primi giorni di settembre, 6 e 7.

L’Obiettivo dell’iniziativa è quello di affiancare le aziende sui temi dell’insolvenza per sostenere quelle realtà che esportano verso il mercato tedesco.

Durante le due giornate si sono succeduti diversi relatori, ed in particolare il Dr. Claudio Mombelli, Ceo e founder di Invenium, che ha assunto il complesso ruolo di moderatore della Convention.

Tema all’ordine del giorno è stata la continua crescita dell’economia tedesca, che ad oggi risulta in solida forma, il che è confermato dalla crescita del PIL pari al 2,2% giungendo ad una quota di 3.263.350 mld/€ nel 2017.

L’espansione economica continua a poggiare su ampie fondamenta, trainata dai consumi privati e dagli investimenti delle imprese, mentre la crescita delle esportazioni è sostenuta dalla domanda dell’area dell’euro.

Per le aziende italiane, Berlino è il partner commerciale per eccellenza, di fatti, Il commercio tra l’Italia e la Germania ha segnato un nuovo record nel 2017, in crescita per il terzo anno consecutivo a 121,2 miliardi di euro. Le imprese vedono in miglioramento le prospettive di business anche nel 2018.

Si sono analizzati, da un punto di vista commerciale, i rapporti di interscambio esistenti, testimoniati dalla presenza di diversi clienti di Invenium, interessati allo sviluppo del proprio business in Germania e degli aspetti di rischio crediti correlati.

Nel 2017 la Germania ha consolidato la posizione di primo partner commerciale per l’Italia, in termini sia di export sia di import mentre l’Italia si conferma, per la Germania, sesto mercato di sbocco e quinto Paese per importazioni, mantenendo anche la posizione di sesto partner commerciale.

Le vendite riguardano i beni di consumo, tra cui prodotti flagship del Made in Italy, come abbigliamento, stile, design e alimentari.

Altro settore importante è la componentistica legata all’auto: la Germania, infatti, acquista presso le nostre aziende ogni anno oltre 4 miliardi di controvalore, prodotti che finiscono nelle vetture dei grandi brand tedeschi ed evidentemente considerati di alta qualità, considerando che spesso servono per equipaggiare modelli della fascia alta di gamma.

Il nucleo della Convention ha, però, riguardato prevalentemente la problematica dei mancati pagamenti da parte delle Aziende tedesche, nei confronti delle controparti italiane.

La costante performance economica della Germania dal 2010 in avanti ha determinato un’ulteriore diminuzione dei fallimenti aziendali.

Nel 2017 i fallimenti delle aziende hanno registrato un calo del 6,6%, attestandosi a 20.000 casi circa.

Allo stesso tempo, nel 2017 i crediti insoluti dei creditori sono saliti a 29,7 miliardi di euro rispetto ai 27,4 miliardi nel 2016, a seguito del fallimento di società più grandi ed economicamente rilevanti nel 2017.

La convention si è poi conclusa con un intervento del Dott. Mombelli che ha spiegato le modalità con cui affrontare situazioni di insolvenza in Germania.

“Rispetto a molte nazioni, in Germania esiste la possibilità di ottenere informazioni aggiornate ed approfondite attraverso le quali poter decidere l’azione più opportuna da intraprendere per il recupero del credito o se addirittura desistere da ogni tentativo.

Per costituire formalmente il debitore in mora è necessaria un’ intimazione dopo il termine di adempimento.

A ciò segue un procedimento ingiuntivo che in Germania rappresenta la via più semplice veloce ed economica per arrivare ad un titolo esecutivo.

Tale procedimento è sempre da preferire nel caso in cui non ci sia un rischio di opposizione.

Il vantaggio di questo procedimento ingiuntivo inoltre, consiste nel fatto che non si deve presentare alcun documento ne produrre mezzi di prova; è semplicemente l’invio alla Pretura di un modulo prestampato.

Nel caso in cui invece ci sia opposizione, conviene intentare da subito l’azione civile ordinaria.

Ottenuta la notifica del decreto di esecutorietà al debito tramite la Pretura si può decidere di affidare l’incarico direttamente ad un ufficiale giudiziario per l’esecuzione forzata.

Sempre più frequentemente, in caso di insolvenze, si ricorre a tecniche alternative di risoluzione delle controversie come per esempio l’ADR (Alternative Dispute Resolution).”

Negli ultimi anni, infatti, rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria, si preferisce optare per l’ADR, sia per la sua velocità ed efficacia sia per i costi inferiori.

Negli ultimi tempi, tuttavia per fare fronte all’aumento nei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e nelle situazioni di maggior incaglio, si preferisce abbinare all’ADR, un’ingiunzione di pagamento.

La procedura opera in caso di controversie transfrontaliere e consente al creditore, in via facoltativa, di ricorrere al procedimento europeo in alternativa alle procedure nazionali.

Tale procedura, aumenta in modo significativo la probabilità di successo ma deve essere esercitata immediatamente al verificarsi del mancato pagamento.

L’attesa, in questi casi, potrebbe rivelarsi fatale e un cliente “insolvente” potrebbe trasformarsi in cliente “fallito” e, il rischio di perdita definitiva potrebbe diventare molto concreto.

 

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