Il recupero crediti in Croazia: Roadshow   25 -26 Ottobre 2018

Invenium, grazie alla sua intensa esperienza, vanta una percentuale di successo, in Croazia, pari al 53,7%

 

Giunge quasi al termine l’appuntamento dei Roadshow di Invenium, momento di vicinanza  tra aziende e culture.

Penultima tappa è stata la Croazia che nelle giornate del 25 e 26 ottobre ha accolto i credit manager di Invenium ed il suo CEO, sempre in prima linea, Dr. Claudio Marco Mombelli.

Esperti finanziari ed imprenditoriali hanno analizzato gli attuali rapporti  tra Italia e Croazia, tracciando le aree più favorevoli dell’interscambio commerciale.

Nel 2000 l’Italia aveva raggiunto la prima posizione quale primo partner commerciale della Croazia, che ha conservato fino al 2014, per cedere successivamente tale posizione alla Germania, arretrando al secondo posto

Nel 2017, il valore dell’interscambio bilaterale ha superato i 4,7 miliardi di € (il 13% del totale dell’interscambio commerciale croato, con un incremento del 13%).

L’Italia rimane tuttora il principale mercato di sbocco dell’export croato (con un valore delle esportazioni croate verso l’Italia di 1,9 miliardi di €) ma resta il secondo fornitore, anche se nel 2017 le importazioni dall’Italia hanno avuto un aumento di oltre il 13,2%, raggiungendo i 2,8 miliardi di €.

 

I  settori maggiormente importati dal nostro Paese sono:

  • Macchine ed attrezzature agricole: Il valore complessivo dell’import croato di tutti i gruppi di macchine ed attrezzature per l’agricoltura nel 2017 ha superato gli 85 milioni di € (+18% rispetto al 2016), avvicinandosi cosi’ ai livelli di pre-crisi del 2008 (90,5 milioni di euro).

Anche se la Germania e’ tradizionalmente il principale fornitore, negli ultimi anni sta perdendo la quota nelle importazioni croate (dal 34,5% del 2018 al 24% nel 2017) e l’Italia occupa una posizione importante.

Infatti, oltre un quinto del valore complessivo dell’import croato (17 milioni di euro nel 2017, il 20% del totale delle importazioni) in questo comparto si riferisce ai prodotti italiani.

 

  • Prodotti metallurgici: In questo segmento si colloca circa il 7,3% del valore totale delle importazioni croate dall’Italia.

 

  • Prodotti alimentari : L’Italia, anche per affinità gastronomica e culturale, detiene una posizione di leadership nelle importazioni croate di una vasta gamma di prodotti agro-alimentari (con una quota che si aggira tra il 12 e il 13%)

 

Negli ultimi anni, l’insolvenza in Croazia continua ad aumentare costantemente, ed è per questo che Invenium ha deciso di incontrare alcuni legali, rappresentanti Studi Italo-croati , che hanno declinato le diverse modalità con le quali affrontare il tema del recupero dei crediti in Croazia.

Il recupero crediti può essere eseguito in due modi, a seconda del titolo che possiede il creditore.

I documenti adatti per l’esecuzione sono sia quelli probatori che quelli esecutivi. Pertanto, ad esempio, fatture, cambiali e assegni sono documenti probatori ovvero che provano il diritto a chiedere il pagamento, mentre la sentenza esecutiva, verbali di conciliazione e altre decisioni di enti pubblici, rientrano nella categoria dei documenti esecutivi.

Il recupero crediti basato sui documenti probatori è condotto dal notaio che emette il mandato di esecuzione.

Lo svantaggio principale di questa procedura è che il debitore può effettuare l’opposizione contro tale mandato di esecuzione entro otto giorni. Tale controversia può richiedere un periodo di tempo prolungato e la velocità dell’incasso diventa incerta.

Il recupero crediti che si svolge secondo il documento esecutivo è condotto dal giudice competente.

L’unico rimedio legale disponibile in questo caso è il reclamo, che di solito non rinvia l’esecuzione di tale atto.

Quindi normalmente, per il recupero crediti in Croazia, si predilige l’approccio extragiudiziale.

Dal momento che la Croazia è parte dell’Unione Europa dal 2013 – nei casi più ostili – si suggerisce l’emissione di un Decreto ingiuntivo europeo per avere una maggiore possibilità di recupero e per i brevi tempi di attuazione (solitamente 28 giorni).

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