Il recupero crediti ad Hong Kong

L’interscambio commerciale è una componente fondamentale nelle relazioni economiche tra Italia ed Hong Kong. Come recuperare i crediti ad Hong Kong?

Hong Kong gode del maggior grado di apertura economica al mondo, combinato con un basso livello di tassazione.

Tra le maggiori piazze finanziarie del globo, Hong Kong ospita la piu’ grande comunita’ bancaria dell’Asia e il suo listino di borsa si posiziona all’ottavo posto al mondo per capitalizzazione.

Hong Kong è da considerarsi la principale piattaforma operativa per le aziende straniere e italiane che operano in Asia.

L’interscambio commerciale è una componente fondamentale nelle relazioni economiche tra Italia e Hong Kong.

La popolazione ammonta a poco più di 7 milioni di persone, questa Regione Amministrativa Speciale costituisce il terzo mercato di destinazione delle nostre forniture in Asia, successivamente a Cina e Giappone, in virtù della ben nota apertura agli scambi multilaterali della sua economia e dei forti legami commerciali con la Repubblica Popolare.

Le esportazioni italiane, sono guidate dagli articoli di abbigliamento e in pelle. Altri comparti di rilievo, invece, sono rappresentati da gioielleria, prodotti alimentari, chimica-farmaceutica, macchine utensili, autoveicoli, apparecchiature elettriche e mobili.

Export abbigliamento: Circa la metà del nostro export verso la Regione Amministrativa Speciale viene, infatti, riesportato nei mercati limitrofi, a cominciare dalla RPC (dove si concentra quasi il 60% delle esportazioni italiane), seguita da Macao, Corea del Sud, Taiwan, Singapore e Giappone.

Hong Kong continua a rappresentare una “vetrina” e un mercato di importanza strategica per la moda italiana, che e’ qui presente con tutti i suoi famosi brand.

Export prodotti alimentari: I consumatori locali sono curiosi e disponibili a provare prodotti alimentari che non appartengano alla tradizione gastronomica cinese.

L’Italia e’ ai primi posti fra i Paesi fornitori per quanto riguarda numerose tipologie di prodotto, fra cui olio di oliva, cioccolato, prosciutti e aceto.

Sul fronte delle produzioni vitivinicole, il Governo di Hong Kong ha varato negli ultimi anni misure volte a liberalizzare il mercato, con l’obiettivo di affermarsi come centro di riferimento per la commercializzazione e la distribuzione di vino in tutta l’area Asiatica-Pacifico.

Export prodotti in metallo-macchinari e attrezzature: L’Italia, detiene una quota di mercato del 5,2%, per un valore complessivo esportato pari a 659 milioni di dollari.

La prima e di gran lunga preminente voce del nostro export in questo settore e’ l’oro. Nella categoria “gioielleria realizzata in oro senza diamanti”, infatti, l’Italia si colloca al primo posto fra i Paesi fornitori.

Hong Kong e’ il principale centro finanziario asiatico e uno dei più importanti a livello globale, anche grazie al solido contesto regolamentare.

E’ da un po’ di tempo, tuttavia, che aziende e professionisti vanno incontro a difficoltà e a tempi di attesa di pagamento inusualmente lunghi.

Per intraprendere un’azione di recupero crediti a Hong Kong bisogna innanzitutto considerare che la media dei termini di pagamento oscilla tra i 30 ed i 60 giorni, anche se i ritardi sono frequenti.

Il sistema giuridico di Hong Kong si basa sulla Common Law britannica e pertanto l’azione di recupero crediti può essere gestita normalmente, come se ci si trovasse in Inghilterra: l’unica differenza è che bisogna presentare un ricorso a un tribunale di modesta entità nel caso di importi poco elevati, a un tribunale distrettuale per importi più significativi, fino alle Alti Corti di giustizia per importi molto importanti.

L’attività sia stragiudiziale che giudiziale del recupero del credito inizia con l’invio di un sollecito legale prodotto da un avvocato di Hong Kong, a cui fa seguito l’atto di citazione. Il debitore potrà saldare il debito o decidere di presentare una difesa entro 28 giorni.

Il processo è basato sullo scambio di una serie di reclami scritti e riconvenzionali tra le parti; spesso tale attività processuale può portare a un compromesso. In caso negativo il ricorrente può chiedere al giudice di emettere una sentenza definitiva.

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