Il recupero crediti in Albania

Nonostante l’Albania miri a diventare un Paese economicamente stabile, permane un’inefficienza sul fronte dei pagamenti ai fornitori, soprattutto italiani

L’Albania –  uno Stato precedentemente chiuso e centralmente pianificato – è ora un Paese in via di sviluppo con una moderna economia di mercato aperto.

Il piccolo Paese balcanico, con una crescita costante negli ultimi 4 anni, non è più il Paese dell’immigrazione ma è il paese delle opportunità, come ha affermato il ministro delle finanze, Arben Ahmetaj.

A rendere l’Albania un paese attrattivo per gli investimenti esteri è la sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo e il basso costo della manodopera.

Ad oggi, però, l’Albania rischia di ripiombare nel caos quando sembrava ormai alle spalle la fase più convulsa della sua difficile transizione dalla dittatura alla democrazia.

Nonostante i grandi progressi compiuti, l’adesione all’Unione europea potrebbe sfumare e con essa anche parte delle speranze di sviluppo di una popolazione che continua a guardare a Bruxelles come a un obiettivo necessario.

L’Economia albanese crescerà nel 2018 ma sarà comunque una crescita inferiore rispetto al 2017. La crescita stimata sarà del 3,7%. Questo è quanto emerge dal rapporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI) sull’andamento dell’economia globale dell’aprile 2018.

Il rapporto ha evidenziato che, nonostante la crescita stimata per il 2017 fosse del 3,7% l’economia  albanese ha registrato un aumento del 3,8%, dato confermato anche dall’INSTAT – l’istituto delle statistiche albanesi.

Per quanto riguarda il 2018, tutte le istituzioni internazionali, si aspettano un ritmo di crescita più lento rispetto all’anno precedente a causa della realizzazione di 2 grandi progetti energetici.

Le esportazioni– secondo i dati risalenti a maggio 2018 – sono state guidate dalla vendita di tessuti e calzature (+ 11,7%); minerali, combustibili ed elettricità (+ 90,3%); materiali da costruzione e metalli ( + 27,5% ) e alimentari tra cui bevande e tabacco (+ 6,9%).

Il principale partner commerciale del Paese delle Aquile è l’Italia sia per la vicinanza geografica e sia per motivi socio-culturali. All’Italia è destinato più del 50% delle esportazioni complessive. Seguono Grecia, Spagna, Germania, Macedonia, Svizzera, Cina e Bulgaria.

Progressi sono stati fatti anche nel campo della giustizia: Kuvendi i Shqipërisë (il Parlamento albanese) ha approvato il 24.04.2014 la legge 48/2014 “Per i pagamenti delle obbligazioni contrattuali e commerciali”, che è stata parzialmente allineata con la direttiva 2011/7 / UE del Parlamento europeo “Sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”. Successivamente, il 27.10.2016 il Parlamento ha approvato anche la legge 110/2016 sulla Bancarotta che è entrata in vigore il 22.05.2017.

Nonostante i numerosi progressi raggiunti in campo economico e della giustizia, permangono ancora numerose difficoltà nel Paese come l’alto tasso di disoccupazione (14%),  Il debito pubblico (71.3% del PIL), la corruzione.

Diversamente da quanto avviene in altri paesi, in Albania l’attività di recupero crediti è svolta prevalentemente da avvocati e non da agenzie. Di conseguenza gli avvocati si sono specializzati in questo ambito.

Pertanto, se ritenuto necessario, gli avvocati possono ricorrere agli ufficiali giudiziari per inviare una intimazione di pagamento al debitore, in modo da aumentare la pressione su di esso.

Il recupero crediti in via giudiziale inizia con il presentare ricorso al tribunale competente – attraverso un’ingiunzione di pagamento (se non vi è contestazione) o in alternativa attivando una causa ordinaria.

Come noto i tempi per adire un processo sono parecchi lunghi, perciò l’unica alternativa consiste nel raggirare la durata dei processi civili mediante vie stragiudiziali.

PARTNER IN LOCO: STUDIO LEGALE EXPERTA

Invenium si avvale in Albania di una importante partnership con lo studio legale EXPERTA, un gruppo di professionisti  specializzati nel settore Corporate.

 La mission dello studio legale EXPERTA è quella di fornire un’assistenza professionale, competente ed efficiente, attenta alle esigenze reali del Cliente.

Abbiamo intervistato l’Avv. Franz  Gjeluci per capire quali sono i rischi di potenziali insolvenze e come risolvere le contraddizioni tra creditore e debitore.

Avv. Franz  Gjeluci:  In Albania le contraddizioni tra creditore e debitore si risolvono tramite l’ausilio di un avvocato che agisce in via stragiudiziale a favore della parte creditrice, utilizzando tutta la documentazione che attesta  il credito. 

La fase di recupero ha inizio con l’invio di un sollecito di pagamento inviato al debitore tramite cui si stabilisce una data di pagamento volontario (di solito 30 giorni dalla notifica del sollecito). 

 Le tempistiche per recuperare il credito variano in base alle possibilità economiche del debitore, che può saldare il debito in toto oppure, previa accordo tra le parti, scegliere di rateizzare il pagamento del debito.

 Nel caso in cui non si riesca a recuperare in via stragiudiziale, si può  passare ad un’azione legale al tribunale competente secondo quanto stabilito nel contratto tra le parti.

  1. Decreto ingiuntivo, di solito si ottiene in 2 – 3 mesi dalla presentazione in tribunale (varia secondo l’agenda del giudice perché non ha un termine entro il quale il giudice deve pronunciarsi), una volta ottenuto il decreto ingiuntivo (in questa fase il debitore non ha diritto di opporsi),  si procederà all’esecuzione forzata tramite un Esecutore del Credito , il compito del quale è di bloccare i conti correnti del debitore ed eseguire il decreto ingiuntivo, nel caso in cui il debitore non pagasse il debito in modo volontario.I costi dell’esecutore variano secondo il credito da recuperare e sono una tariffa fissa e una a percentuale, (questi costi alla fine vengono pagati dal debitore, cioè prepagati dal creditore ed restituiti infine insieme al credito recuperato).
  2. In alcuni casi, quando il giudice non accetta il decreto ingiuntivo, si ha il diritto di iniziare un’ Azione civile contro il debitore, per il riconoscimento del credito ed ottenere la sentenza di obbligo di pagamento.

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