Il recupero crediti nei Paesi Emergenti

Il 90% dei fornitori in Far East ha lamentato ritardi di pagamento. Il  34% di essi ha adottato specifiche misure di correzione del cash flow e il 33% ha pagato in ritardo i propri fornitori

Le incertezze e le perturbazioni sul commercio internazionale, senza contare le problematiche fisiologiche connesse alle forniture oltre confine, hanno effetti anche sulle fatture, o meglio sui ritardi con cui vengono liquidate.

La diminuzione dei prezzi delle materie prime ad esempio avrà, molto probabilmente come ripercussione, un incremento delle insolvenze del 3% negli Stati Uniti e del 4% in Canada. Più in generale peggiorerà l’indicatore delle insolvenze nei Paesi Nafta ed anche in Brasile

Prezzi bassi del petrolio, rallentamento della crescita economica statunitense e crescita lenta della produttività in Messico, recessione in Brasile (Pil -3,4%) sono le ragioni principali dell’aumento dei fallimenti d’impresa in questi Paesi.

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Con il rallentamento dei flussi di cassa viene a limitarsi la capacità di investimento e crescita delle imprese, con la conseguenza che circa il 30% dei fornitori in Nafta e Brasile ha dovuto adottare specifiche misure per correggere i flussi di cassa e circa il 20% è dovuto ricorrere a finanziamenti esterni per compensare le perdite.

Nel corso dei prossimi 12 mesi, per tutelare la corretta liquidazione delle proprie fatture, il 40% dei fornitori, tra cui la maggior parte appartenenti all’EU, chiederà alle imprese clienti forme di pagamento con maggiori  garanzie, intensificando, al contempo,  le attività di controllo del merito di credito delle controparti commerciali, rinunciando anche in alcuni casi alle transazioni più rischiose.

Non si esclude quindi un impatto sul fatturato delle Aziende italiane più esposte sui mercati sopra citati, che a catena potrà generare ripercussioni sulla filiera dei fornitori di queste ultime

Accade a ovest come a est: il 90% dei fornitori in Far East ha lamentato ritardi di pagamento su fatture. Per questo motivo, il 34% di essi ha adottato specifiche misure di correzione del cash flow e il 33% ha pagato in ritardo i propri fornitori. Per il 25% è stato necessario richiedere un finanziamento aggiuntivo in Banca, o ricorrere a factoring o altre misure per pagare i propri creditori, mentre il 22% ha dovuto chiedere un aumento del proprio scoperto bancario.

Ciò spiegherebbe perché il 20% delle aziende ritenga il contenimento dei costi e mantenimento di un adeguato flusso di cassa le sfide principali per la redditività del proprio business quest’anno.

In un contesto di insolvenza di  natura sistemica, cresce l’interesse delle imprese verso strumenti di gestione e recupero dei crediti più sofisticati. Non basta la capacità negoziale, è necessario garantire una presenza in loco. La presenza deve essere professionale ed autorevole; in grado di relazionarsi con i CEO e i CFO delle Aziende debitrici, gli Stakeholders e, in taluni casi con le competenti autorità giudiziarie. A ciò si deve aggiungere l’esigenza, sempre più sentita di rintracciare Asset attraverso l’ausilio di Forensic Accounting: Manager a metà tra un Accounting ed un Investigatore.

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