Il recupero crediti in Turchia

La Turchia ha il più alto tasso di default dei pagamenti in Europa orientale con il 61,1 % delle fatture B2B pagate in ritardo.

La Turchia è un’economia dinamica del gruppo dei G20, situata geograficamente in un’area privilegiata.

L’Italia è oggi il terzo partner commerciale della Turchia con circa 18 miliardi di dollari di interscambio.

Dopo un periodo di decrescita nei mutui rapporti import/export, i rapporti tra Italia e Turchia si preparano al rilancio in diverse aree, da quella agroalimentare alla moda, dalla meccanica alle energie rinnovabili, dal settore edile, alla logistica.

Secondo l’analista dell’agenzia Moody’s Kristin Lindow, il governo del presidente Erdogam sta compromettendo la credibilità della Turchia, minando le basi di una efficace politica monetaria e mettendo in dubbio le riforme economiche.

La persistente inflazione e lo stato di emergenza introdotto dopo il tentato golpe del 2016, stanno pesando fortemente sul Paese.

Nonostante la crescita sostenuta dell’economia, il debito e il fabbisogno finanziario della Turchia sono peggiorati.

Secondo la visione di Erdogan, invece, il downgrade sarebbe solo il risultato di condizionamenti politici e non riflette quella che è la realtà economica turca. Il 2017 è stato, infatti, un anno record per l’economia turca con un espansione stimata quasi al 7%.

Secondo molti analisti,però, l’attuale boom economico è dovuto solo dagli aiuti pubblici concessi alle piccole e medie imprese, già fortemente indebitate.

È tornata, la paura dell’inflazione dovuta ad un aumento dei prezzi del 13%.

Più ancora che dalle misure economiche, la credibilità della Turchia è messa a rischio dalle tensioni con l’Unione europea e ancora di più con gli Stati Uniti.

Il deteriorarsi del contesto geopolitico ha avuto un impatto negativo sulle esportazioni, provocando anche instabilità finanziaria.

La Turchia ha un alto tasso di default dei pagamenti in Europa orientale con il 61,1 % delle fatture B2B pagate in ritardo.

Le tempistiche di saldo delle fatture da parte delle aziende sono rallentate in modo significativo, e ciò ha portato ad un incremento dell’80% dei fallimenti delle nuove imprese nei primi tre anni di attività.

 

Ma in caso di mancato pagamento quali azioni sono consigliate?

In Turchia le Imprese hanno l’obbligo di contestare le fatture o la corrispondenza commerciale entro 8 giorni dalla notifica. In difetto, si presume che il destinatario abbia accettato il contenuto della fattura. Lo stesso principio si applica alle lettere di conferma di trattative commerciali avvenute per telefono o via email.

Seppur negli ultimi anni alcuni fondamentali cambiamenti sono stati fatti in relazione al sistema giudiziario Turco, ci vorrà ancora molto tempo per rendere più tutelante il sistema legale. In accordo con queste modifiche sono stati fatti diversi accordi per risolvere le controversie attraverso la conciliazione e l’arbitrato, oltre ai tribunali ordinari.

Invenium negli ultimi due anni ha gestito recuperi crediti verso la Turchia per forniture di impianti (oil & gas), alluminio, piastrelle e prodotti per la casa per oltre 6 milioni di euro.

Solo in casi eccezionali e solo dopo aver ottenuto un riconoscimento di debito, si è reso necessario ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo a seguito del quale il debitore ha pagato con un piano di rientro.

 

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