#focuspaese: Il recupero crediti in Turchia

Dopo il fallito golpe del 15 luglio scorso e l’impostazione autoritaria del nuovo Governo contro le opposizioni, la lira si è indebolita, il PIL ha iniziato a frenare e l’inflazione si sta affacciando. Con questi presupposti molti investitori hanno perso fiducia verso un Paese che rappresenta pur sempre il decimo mercato di sbocco dell’Export italiano per un valore di circa 10 miliardi di euro.

Il boom della Turchia dopo anni di crescita si sta contraendo così come si sta indebolendo la democrazia nell’era Erdogan mentre aumentano l’instabilità e l’incertezza di un Paese che un tempo era un pilastro della Nato. Dal 2009, per la prima volta il PIL (nel terzo trimestre del 2016) è calato di quasi il 2% annuo.

Persino il Fondo Monetario Internazionale nella consueta revisione del Paese secondo le Procedure di Washington appare preoccupato per il deficit delle partite correnti e per lo spetto di un’imminente crisi.

Le condizioni esterne hanno, sinora, aiutato la Turchia ma, il fabbisogno di finanziamenti rimane un elemento preoccupante così come il rischio di cambio ed il contenimento dell’inflazione.

Per le Imprese del nostro Paese che abitualmente esportano in Turchia si profila il rischio diffuso di insolvenza commerciale. Da settembre 2016 in numero dei fallimenti in Turchia è in costante aumento. A Dicembre 2016 sono fallite 1896 Imprese. La Turchia ha il più alto tasso di default dei pagamenti in Europa orientale con il 61,1 % delle fatture B2B pagate in ritardo.

Ma in caso di mancato pagamento quali azioni sono consigliate?

In Turchia le Imprese hanno l’obbligo di contestare le fatture o la corrispondenza commerciale entro 8 giorni dalla notifica. In difetto, si presume che il destinatario abbia accettato il contenuto della fattura. Lo stesso principio si applica alle lettere di conferma di trattative commerciali avvenute per telefono o via email.

Seppur negli ultimi anni alcuni fondamentali cambiamenti sono stati fatti in relazione al sistema giudiziario Turco, ci vorrà ancora molto tempo per rendere più tutelante il sistema legale.

In accordo con queste modifiche sono stati fatti diversi accordi per risolvere le controversie attraverso la conciliazione e l’arbitrato, oltre ai tribunali ordinari.

Invenium negli ultimi due anni ha gestito recuperi crediti verso la Turchia per forniture di impianti  (oil & gas), alluminio, piastrelle e prodotti per la casa per oltre 6 milioni di euro. Solo in casi eccezionali e solo dopo aver ottenuto un riconoscimento di debito, si è reso necessario ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo a seguito del quale il debitore ha pagato con un piano di rientro.

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