Il recupero crediti in Turchia

La Turchia ha il più alto tasso di default dei pagamenti in Europa orientale con il 61,1 % delle fatture B2B pagate in ritardo.

 

La Turchia è un’economia dinamica del gruppo dei G20, in forte crescita e situata geograficamente in un’area privilegiata: a metà strada fra oriente e occidente.

L’Italia è oggi il terzo partner commerciale della Turchia con circa 18 miliardi di dollari di interscambio e 560 aziende italiane attualmente operanti in Turchia nei settori dell’edilizia e della meccanica.

Dopo un periodo di decrescita nei mutui rapporti import/export, i rapporti tra Italia e Turchia si preparano al rilancio in diverse aree, da quella agroalimentare alla moda, dalla meccanica alle energie rinnovabili, dai settori di edilizia alla logistica.

Lo scorso 22 febbraio Istanbul ha ospitato la prima riunione Jetco (Joint Economic and Trade Commission) tra i due Paesi, con la partecipazione del ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e il ministro turco dell’Economia, Nihat Zeybekci, in un’ottica di rafforzamento della partnership strategica.

In Turchia sono, tuttavia, presenti molti settori in difficoltà. Si tratta dei settori dell’edilizia e dei materiali da costruzione, afflitti da una crisi che porta a dilatare in media a 120-180 giorni le tempistiche di pagamento delle fatture. Stessa situazione nel comparto tessile, che presenta un’impennata di casi d’insolvenza e ritardi di pagamento, e nei comparti industriali della carta, dei servizi, dell’elettronica e dell’ICT.  Fanalino di coda l’industria dei metalli, che presenta un’impennata dei casi di insolvenza dovuti al forte indebitamento delle imprese a causa della crescente concorrenza della Cina e dell’elevata dipendenza dal sistema bancario.

Situazioni che potrebbero contaminare altri settori e comportare, gradatamente, un deterioramento dei livelli di rischio di credito commerciale nel Paese. La Turchia ha attualmente il più alto tasso di default dei pagamenti in Europa orientale con il 61,1 % delle fatture B2B pagate in ritardo.

Le tempistiche di saldo delle fatture da parte delle aziende sono rallentate in modo significativo, e ciò ha portato ad un incremento dell’80% dei fallimenti delle nuove imprese nei primi tre anni di attività.

Ma in caso di mancato pagamento quali azioni sono consigliate?

In Turchia le Imprese hanno l’obbligo di contestare le fatture o la corrispondenza commerciale entro 8 giorni dalla notifica. In difetto, si presume che il destinatario abbia accettato il contenuto della fattura. Lo stesso principio si applica alle lettere di conferma di trattative commerciali avvenute per telefono o via email.

Seppur negli ultimi anni alcuni fondamentali cambiamenti sono stati fatti in relazione al sistema giudiziario Turco, ci vorrà ancora molto tempo per rendere più tutelante il sistema legale. In accordo con queste modifiche sono stati fatti diversi accordi per risolvere le controversie attraverso la conciliazione e l’arbitrato, oltre ai tribunali ordinari.

Invenium negli ultimi due anni ha gestito recuperi crediti verso la Turchia per forniture di impianti (oil & gas), alluminio, piastrelle e prodotti per la casa per oltre 6 milioni di euro. Solo in casi eccezionali e solo dopo aver ottenuto un riconoscimento di debito, si è reso necessario ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo a seguito del quale il debitore ha pagato con un piano di rientro.

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