Il recupero crediti in Francia

Dopo l’uscita dalla crisi, il tasso di imprese «zombi» in Francia, mantenuto artificialmente in vita da finanziamenti a basso costo non diminuisce …

Il rapporto di Business France 2017 ha evidenziato una forte accelerazione delle esportazioni italiane verso la Francia. In aumento domanda di beni e servizi italiani, pari al 7,9%.

In particolare, la Francia ha importato dal nostro Paese per 41,4 miliardi di euro, qualificando l’Italia come terzo fornitore estero dell’Esagono.

I rapporti economici italo-francesi presentano caratteristiche peculiari in Europa in ragione dell’elevato grado di interdipendenza delle due economie, della prossimità geografica e culturale.

Per la Francia il 2018 si è rivelato un anno all’insegna del calo delle insolvenze, diminuite dell’8,3%, con 53.414 casi, il livello più basso da ottobre 2008.

Il consolidamento della crescita (2% nel 2017) ha favorito tutte le tipologie di imprese, tutte le regioni e la maggior parte dei settori di attività.

Mentre le insolvenze delle piccole imprese con fatturato inferiore a 250.000 euro registrano un calo inferiore alla media nazionale (-5,2% vs -8,3%), le imprese con fatturato superiore a 1 mln di euro risentono di un calo del 24,2%, principalmente a causa della ripresa del commercio mondiale;

Dopo quattro anni consecutivi di crescita, l’Ile-de-France (che registra più del 20% di insolvenze) beneficia finalmente del miglioramento generale:

Le costruzioni (-13% annuo) contribuiscono per circa metà al calo delle insolvenze in un contesto di tasso di interesse fortemente basso e fiducia delle famiglie ai massimi livelli dopo la crisi.

Questo è il caso anche di altri settori sostenuti dai consumi dinamici delle famiglie, come abbigliamento (-13%), servizi ai privati (-6,4%, grazie alla ristorazione) e auto (-5,4%).

Nel settore alimentare la situazione è più contrastata (solamente -0,9%) a causa dei cattivi raccolti di cereali nel 2016, che hanno generato un’ondata di insolvenze tra produttori di cereali, panettieri e pasticceri.

Tuttavia, il quadro d’insieme è lontano dall’essere idilliaco perché risultano ancora numerose le imprese “zombie” attive ma insolventi e non redditizie, sintomo di disequilibrio persistente dell’economia.

La situazione delle imprese francesi è contrastata, tanto da non lasciare intravedere una diminuzione del numero delle insolvenze.

Se al tasso di insolvenza si aggiunge quello delle imprese «zombi» (4,6% del numero totale, secondo le stime di Coface), poco redditizie e insolventi, la quota di imprese in difficoltà si attesta al 5,7% del totale (a fine 2016).

Dopo l’uscita dalla crisi, il tasso di imprese «zombi» in Francia, mantenuto artificialmente in vita da finanziamenti a basso costo in un contesto di politica monetaria espansiva, non diminuisce.

Il moltiplicarsi delle imprese «zombi», che rischiano di fallire da un momento all’altro, è pericoloso per l’economia dal momento che ostacola il processo di distruzione creativa e spinge al ribasso la produttività di un paese.

La situazione francese ci offre una doppia chiave di lettura, molto interessante nel contesto europeo: da un lato, infatti, le imprese d’oltralpe dimostrano una buona tenuta, con minori tassi di insolvenza e prospettive di sviluppo positive.

Dall’altro, allo stesso tempo, le cosiddette aziende “zombi” rischiano di acuire in maniera ancora più significativa i disequilibri macroeconomici del Paese, rappresentando – di conseguenza – un indicatore sensibile e da mantenere costantemente monitorato.

Come recuperare un credito in Francia?

E’ fondamentale intervenire con tempestività per evitare di sollecitare la “partita” quando ormai la situazione economico-finanziaria del debitore è fortemente pregiudicata.

Recuperare un credito in Francia, può essere molto semplice e veloce in quanto la legge francese autorizza il creditore ad intraprendere alcune misure cautelative che spesso possono costringere il debitore a trattare o a pagare.

Tali autorizzazioni vengono rilasciate a condizione che il credito sia fondato e che le circostanze siano suscettibili di facilitare  il recupero stesso.

Come è risaputo anche in Francia come per quasi tutti i Paese della UE, è consentito emettere un’ingiunzione di pagamento.  Deve essere notificata al debitore il quale ha un mese di tempo per pagare o per fare opposizione. I termini di prescrizione sono di 5 anni

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Il tribunale convoca le parti per tentare la conciliazione; in difetto, si procede con un’azione ordinaria ovvero con un atto di citazione notificato per mezzo di ufficiale giudiziario. Le parti cristallizzano le proprie posizioni in un memorandum.

Ottenuta una sentenza a favore, il creditore ha poi dieci anni di tempo per avviare la fase esecutiva, mentre il debitore ha due mesi per adempiere spontaneamente all’obbligo imposto dalla sentenza.

In ogni caso l’attività cosiddetta extragiudiziale è sempre opportuno espletarla considerando l’azione giudiziale come ipotesi estrema.

 

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