#focuspaese – Il recupero crediti in Francia

Industria dei mobili: Francia prima per l’import dall’Italia ma anche per numero di insolvenze ed  imprese fallite

Il design-arredo italiano continua a crescere sui mercati internazionali. Forse il 2016 non riuscirà a replicare gli ottimi risultati dell’anno scorso, quando le esportazioni aumentarono del 6%, ma i dati del primo semestre elaborati dal centro studi di Federlegno Arredo fotografano un trend ancora molto dinamico per l’export del settore.

Due sono gli aspetti importanti che emergono da questi dati. Innanzitutto, la ritrovata dinamicità dei mercati europei, particolarmente importante perché il vecchio Continente assorbe da solo circa metà dell’export del settore. La sola Francia in questi sei mesi ha acquistato dalle aziende italiane prodotti di arredamento per un valore di 1,1 miliardi, il 9% in più dello stesso periodo 2015.

L’altro aspetto interessante è la conferma della corsa ai mercati extra-Ue, a cominciare da Cina (+23%), Emirati Arabi (+23,4%) e Stati Uniti (+9,1%).

2Per quanto riguarda l’export nel settore, quindi, il Paese più importante è la Francia. Tuttavia, è proprio in Francia che nel 2015 si è registrato un significativo incremento delle sofferenze e anche  il maggior numero di imprese fallite, ovvero 45.000. Come tutelarsi?

E’ fondamentale intervenire con tempestività per evitare di sollecitare la “partita” quando ormai la situazione economico-finanziaria del debitore è fortemente pregiudicata.

Recuperare un credito in Francia, può essere molto semplice e veloce in quanto la legge francese autorizza il creditore ad intraprendere alcune misure cautelative che spesso possono costringere il debitore a trattare o a pagare.

Tali autorizzazioni vengono rilasciate a condizione che il credito sia fondato e che le circostanze siano suscettibili di facilitare  il recupero stesso.

Come è risaputo anche in Francia come per quasi tutti i Paese della UE, è consentito emettere un’ingiunzione di pagamento.  Deve essere notificata al debitore il quale ha un mese di tempo per pagare o per fare opposizione. I termini di prescrizione sono di 5 anni

Il tribunale convoca le parti per tentare la conciliazione; in difetto, si procede con un’azione ordinaria ovvero con un atto di citazione notificato per mezzo di ufficiale giudiziario. Le parti cristallizzano le proprie posizioni in un memorandum.

Ottenuta una sentenza a favore, il creditore ha poi dieci anni di tempo per avviare la fase esecutiva, mentre il debitore ha due mesi per adempiere spontaneamente all’obbligo imposto dalla sentenza.

In ogni caso l’attività cosiddetta extragiudiziale è sempre opportuno espletarla considerando l’azione giudiziale come ipotesi estrema.

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