Recupero crediti verso le farmacie: aumentano le insolvenze ed i fallimenti. La colpa è della crisi e dei farmaci generici

Le farmacie si stanno progressivamente impoverendo. Non sono più negozi che procurano guadagni assicurati: in Tribunale, infatti, figurano sempre di più nell’elenco delle piccole aziende fallite. Le farmacie “in bonis”, invece, faticano a pagare puntualmente le fatture di fornitura.

In questi giorni, a Milano, sono quasi la metà del totale, ma nei mesi scorsi la situazione non è stata migliore: venticinque farmacie, nella città più ricca d’Italia, una dopo l’altra hanno portato i libri in Tribunale, chiedendo il concordato preventivo per evitare la bancarotta.

Cosa sta succedendo a questo settore, un tempo considerato un business senza rischi?

Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, afferma: “Ci sono diversi motivi per i quali le farmacie falliscono, primo tra tutti l’introduzione dei farmaci generici. Il cliente risparmia, ma soprattutto risparmia lo Stato. I prezzi, però, sono molto più bassi e noi farmacisti siamo pagati a percentuale, cioè abbiamo diritto al 25% del prezzo al pubblico, che non è poco ma non basta certo a coprire i costi fissi.

Inoltre, ormai la povertà sanitaria è una realtà cronica: 4,6 milioni di italiani hanno difficoltà a pagare il ticket. La mancanza di risorse penalizza la salute, a cui si dedica in media solo il 4,4% del reddito. E tra la gente meno abbiente la percentuale si riduce al 2,6%.

Anche le parafarmacie sono un’ulteriore spina nel fianco, soprattutto perché vendono anche farmaci.

Oggi le farmacie offrono diversi servizi, dal fisioterapista all’infermiere, ma soprattutto esami del sangue immediati. Inoltre, si potrebbe fare un salto di qualità ottimizzando le cure dei pazienti: secondo uno studio internazionale, infatti, oltre il 50% dei clienti non assume correttamente i farmaci. Il farmacista potrebbe controllare l’adesione alla terapia e questo servizio sarebbe molto utile. Per esempio, è stato provato che l’intervento del farmacista sui soggetti asmatici può generare un risparmio da 87 a 297 euro all’anno.”

Per il futuro, la situazione che si prospetta non è per niente rassicurante; ai motivi esposti dal Dott. Mandelli, infatti, si aggiunge un decreto del governo Monti, che ha abbassato il quorum di una farmacia da 5000 a 3300 abitanti. Questo significa che ci saranno nuove rivendite sempre più vicine una all’altra, fenomeno totalmente in controtendenza rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei.

Il Dottor Mombelli, CEO di Invenium, sostiene che l’attività di recupero del credito verso il comparto vada gestita in modo specifico e rispettando le caratteristiche dei soggetti debitori. 

Quando la situazione finanziaria della farmacia-cliente risulta critica, è controproducente un’esazione di tipo coercitivo. Meglio affiancare il farmacista attraverso un programma di Ristrutturazione del debito e, l’assistenza quindi, si traduce in un servizio di:

– rinegoziazione del debito

– pianificazione di scadenze assistite da garanzie

– pianificazione di nuovi tassi di interesse

– consolidamento e rifinanziamento

In sintesi i nostri specialisti seguono dall’interno la situazione debitoria applicando le procedure più opportune e le soluzioni più indicate – quasi sempre in via extragiudiziale – per ottenere il risanamento definitivo, nell’interesse delle parti coinvolte.”

Contattaci per maggiori informazioni e per parlare con un esperto, o visita il sito www.invenium.it