Recupero crediti PET Market. Le spese per gli animali da compagnia crescono in Italia e in Europa ma anche gli insoluti

 

A quanto pare l’industria europea dell’attenzione e cura per gli animali domestici in Europa e in Italia non conosce crisi. A confermarlo è il X Rapporto Assalco – Zoomark, appena presentato a Bologna.

Il rapporto, curato dall’Associazione nazionale delle imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia (Assalco) e da Zoomark International sottolinea che i trend di crescita per il “pet care”, che include alimenti e accessori per gli animali di affezione, in Italia, Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna e Spagna è nel complesso del +0,9%, con punte in Spagna (+5,5%), Italia (+2,2%) e Germania (+2,1%).

 

Come è cambiato il ruolo degli animali domestici nelle nostre vite lo spiega bene, snocciolando le sue cifre il presidente di  Assalco, Gianmarco Ferrari: «Il trend dei mercati europei, che si riflette nel buon andamento di quello italiano, testimonia quanto l’attenzione e la cura per i nostri animali da affezione – ormai membri a tutti gli effetti delle nostre famiglie e della comunità – siano consolidate e riflettano la fiducia nel nostro settore, che ha saputo crescere ed evolversi per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di pet e proprietari».

 

E’ la fine del rapporto utilitaristico con l’animale domestico e di allevamento – come dimostrano le ricorrenti campagne contro il consumo di agnelli a Pasqua – e l’emergere di un costume, che prima era di élite ed è ormai di massa, quello di considerare gli animali come individui della nostra famiglia, quindi umanizzandoli. Un comportamento tipicamente occidentale ma che si sta diffondendo anche nei Paesi emergenti.

Così aumenta la presenza nelle nostre case di animali per i quali non badiamo a spese e la cui vita non è proprio il massimo della libertà e della naturalità: secondo le ultime stime Fediaf, «gli animali d’affezione nell’Unione europea sono più di 200 milioni, ospitati in 75 milioni di abitazioni. I pet più numerosi sono i gatti: 70 milioni, mentre i cani sono più di 62 milioni».

In Italia ci sono 7,5 milioni di gatti e 7 milioni di cani in tutto, mentre gli animali domestici che vivono nelle famiglie italiane sono più di 60 milioni, uno a testa, e solo per comprare il cibo per cani e gatti spendiamo quasi 2 miliardi di euro, con il reparto animali che si espande negli scaffali dei supermercati.

Il mercato dei prodotti per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia in Italia chiude il 2015 con un giro d’affari indicativo di 1.900 milioni di euro. Il petshop tradizionale subisce ancora gli effetti della crisi dei consumi; queste le cause più evidenti: i cambiamenti strutturali della domanda (crescente diffusione di cani di taglia medio/piccola), le modifiche dei comportamenti d’acquisto e lo sviluppo delle Catene.

 

In Italia Invenium ha mappato e tiene monitorato circa 4800 punti di vendita che rappresentano oltre il 90% del canale al dettaglio del PET e che rappresentano il principale canale del trade non‐grocery in cui sono distribuiti i prodotti per animali da compagnia in Italia.

Purtroppo nonostante il trend di mercato positivo, si registra, anche in questo settore, come per tutto il dettaglio, un incremento della percentuale di insolvenza.

Ma, come afferma il Dr Mombelli – Ceo di Invenium – il presidio forte e rigoroso del credito consente anche di minimizzare i rischi di perdite che possono generare impatti negativi sul capitale circolante. Rigore che si deve tradurre nell’affrontare, anche con qualificati professionisti esterni, i ritardi di pagamento che, rappresentano i primi sintomi di più gravi patologie.

 

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