Il recupero crediti nel settore della ceramica

Le vendite oltre confine crescono del +9,1%, ma aumenta anche il rischio di insolvenza commerciale.

L’industria italiana delle macchine per ceramica nell’ ultimo anno ha raggiunto la quota dei 2 miliardi di euro di ricavi con una crescita trimestrale del + 60% a inizio 2017, è quanto afferma Paolo Sassi, presidente di Acimac. Tale incremento è stato trainato da una netta ripresa della domanda estera che vale circa il 77% del fatturato pari a 1’6 miliardi euro. Secondo Sassi “stiamo assistendo ad un’esplosione dell’interesse delle ultime ed innovative tecnologie sviluppate dal distretto italiano, in particolare si fa riferimento alla nuova industria 4.0 intesa come la digitalizzazione dei processi connessa all’automazione che consente da un lato, di abbattere i consumi  del 30% e dall’altro, di migliorare l’efficienza di circa il 25%. In questo modo sarà più agevole soddisfare la sempre crescente domanda delle imprese di riduzione dell’impatto ambientale.

La capillare presenza globale rimane in ogni caso il vantaggio dell’industria italiana dei costruttori di macchine per ceramica che si confermano i più importanti  a livello internazionale. Tra le destinazioni dell’Export il primo mercato è rappresentato dall’Asia con una quota del 18,3%, seguito dall’UE con il 18%, successivamente l’Africa con il 13,4%, sia in Medio Oriente che in Sud America con l’12% e per finire Nord America ed Est Europa con rispettivamente con il 10%.

Ma come gestire le insolvenze sul fronte internazionale?

A causa delle difficoltà economiche a livello globale il tema del recupero crediti estero è divenuto cruciale. Per un’Azienda export tentare di recuperare un credito, in un Paese extra Ue, senza avere un interlocutore legale in loco rappresenta spesso un’impresa veramente ardua. Oltre al rischio di carattere commerciale che, in qualche modo può essere mitigato da un’analisi preventiva sulla capacità esdebitativa del Cliente, le Aziende, spesso devono affrontare le problematiche connesse con i diversi sistemi giudiziali.

Se nell’ambito dell’UE recuperare un credito, grazie anche all’entrata in vigore di un sistema omogeneo di ingiunzione di pagamento: il c.d. EPO (European Payment Order), può risultare agevole, al di fuori del perimetro europeo, le differenze tra i Paesi sono sostanziali.

Nella fattispecie uno dei maggiori mercati di sbocco è rappresentato dal Sudest Asiatico. Questi Paesi definiti nel loro complesso ASEAN rappresentano la sesta Economia più grande a livello mondiale, e si prevede che diventeranno la quarta Economia più grande entro il 2050. Tra l’altro rappresentano la porta d’ingresso per tutti i mercati del Far East, in cui l’area di libero scambio ASEAN, che comprende Birmania, Cambogia, Brunei, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia e Vietnam, gioca un ruolo cruciale.

Da diverso tempo anche Invenium ha sviluppato una rete di corrispondenti legali in grado di assistere in loco i nostri esportatori e risolvere le controversie legate alle forniture…spesso anche pretestuose. L’obiettivo è, in ogni caso, di gestire e recuperare i crediti in via esclusivamente extragiudiziale.

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