Il recupero crediti nel settore della chimica

Gli investimenti in R&D fanno decollare l’Export della Chimica italiana + 9,5%, nel primo quadrimestre, ma rimane aperta la questione del recupero dei crediti

L’Industria Chimica italiana, che conta oggi circa 2.810 imprese con 108.000 addetti e un fatturato di 51,6 miliardi di euro, rappresenta un vero e proprio punto di riferimento nel settore della chimica mondiale.

La ragione di questo successo risiede principalmente negli investimenti effettuati nella ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti.  Questi fattori sono oggi, più che mai, determinanti per la competitività e il successo di una Società.

Interessante la prospettiva del neo Presidente  Paolo Lamberti di Federchimica che, ravvisa nelle informazioni e nella formazione la chiave per la trasformazione e lo sviluppo. Per rimanere al passo con i tempi ed essere competitivi sui mercati globali occorre essere efficienti e lavorare sia sul fronte  dell’innovazione di prodotto sia dell’innovazione di processo. La continua ricerca & sviluppo rappresenta per le industrie chimiche italiane una vera e propria costante. La cosiddetta industria 4.0 ha tra le sue componenti principali il capitale umano. Nel comparto chimico infatti il 19% degli addetti possiede una laurea e il 5% degli stessi si occupa di ricerca & sviluppo. Questa politica di investimenti portata avanti  dalle aziende chimiche italiane  ha permesso al comparto di raggiungere non solo una crescita della produzione del 3% in un anno, ma anche un aumento dell’esportazioni  dal 2010 al 2016 del +22%, con uno slancio superiore a quello dei concorrenti europei.

Per quanto concerne l’Export chimico italiano nel primo quadrimestre ha registrato un incremento del +9,5% con picchi in Cina del 34% e in Russia del 20,1%.

Esistono però ancora dei  problematiche  che limitano l’espansione del settore:

la prima è rappresentata dall’Europa che dovrebbe conformare maggiormente le direttive presenti negli stati membri in modo da creare un mercato unico,  la seconda risiede nei vincoli imposti dal sistema Paese -Italia, in particolare sul fronte autorizzativo.   Un’ altra importantissima problematica è rappresentata dalla difficoltà del recupero dei crediti nei paesi extra UE come la Cina e la Russia (Paesi in cui l’export chimico italiano ha raggiunto livelli molto alti)

Ma come recuperare un credito in Cina e in Russia?

Cina: il rischio Paese in Cina è  elevato e i tribunali popolari rendono la causa in Cina oltremodo complicata. Spesso infatti non è tanto un problema di affidabilità del cliente cinese quanto di equità ed affidabilità del sistema giudiziale locale.

In  Cina, il pagamento di un credito è più una questione di onore che rispetto delle disposizioni contrattuali e per via della complessità del sistema giuridico, è particolarmente indicato seguire una procedura di tipo Extragiudiziale.

L’azione inizia con l’invio di una “diffida”, cui segue una visita diretta da parte del legale presso il debitore che cercherà di incrementare via via la pressione facendo sentire il debitore responsabile; la minaccia di avvio della procedura spesso è sufficiente per ottenere il pagamento dato che una causa contro la propria azienda può a volte essere percepita come un oltraggio all’onore di una persona.

Russia: Anche questo è uno dei principali mercati di sbocco della chimica italiana e, la tematica dei crediti e dei pagamenti, non va assolutamente sottovalutata. Per quanto concerne il recupero dei crediti in Russia è quasi sempre consigliabile un tentativo in via extragiudiziale per mezzo di un legale in loco ciò anche in base al fatto che l’ordinamento giuridico Russo non prevede alcun tipo di provvedimento analogo all’ ingiunzione di pagamento previsto dalla legge italiana.

Una causa in Russia va ponderata molto attentamente e va intrapresa solamente per importi rilevanti ciò in considerazione della complessità, dei costi elevati e del fatto che la federazione Russa esclude la validità del patto di quota lite.

In caso di controversie, l’organo competente è l’Arbitrazh Courts. Si procede depositando un atto di citazione comprensivo di tutti i documenti prodotti in originale o in copie autentiche tradotte in russo e certificati da un Notaio.

La procedura ordinaria si articola in una fase istruttoria e in una fase dibattimentale. La procedura si conclude con l’emissione di una sentenza che diviene esecutiva dopo 30 giorni dalla sua pronuncia. La legge concede al debitore sette giorni per adempiere alla sentenza decorsi i quali il creditore può ricorrere all’ufficiale giudiziario per dare avvio alla fase esecutiva.

La vasta esperienza di Invenium e l’organizzazione di professionisti in oltre 100 Paesi ci rendono il

Partner privilegiato per il recupero dei crediti stragiudiziali e giudiziali a livello internazionale.

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