Recupero crediti settore della ceramica. In aumento sia l’export che i consumi domestici, ma contestualmente crescono gli insoluti in zona Extra UE

Occorrerebbe tornare indietro di quasi 10 anni per riscontrare i livelli produttivi registrati lo scorso anno dall’industria ceramica italiana.

Il settore conta 228 imprese con 225 mila dipendenti per un valore totale dell’intero comparto di oltre 5,8 miliardi di fatturato di cui l’85% è realizzato con le vendite fuori dai confini nazionali.

Il balzo in avanti ha interessato sia l’export, che continua a crescere segnando un +4,4%, sia il mercato interno con un aumento del 5,5%. Queste sono solo alcune delle cifre rivelate da Vittorio Borelli presidente di Confindustria Ceramica in occasione del convegno di fine anno per fare il punto sul settore e sul distretto di Sassuolo.

L’industria italiana delle Piastrelle detiene il terzo posto nella classifica mondiale dei Paesi esportatori in questo settore, dietro la Cina e la Spagna. Principalmente le vendite maggiori si registrano nei Paesi NAFTA (+5%), nei Paesi del Golfo e dei Balcani (+4,7%), mentre si registra un calo delle vendite in Russia (-10%).

Secondo Borelli il comparto Italiano sta raccogliendo i frutti degli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo effettuati negli ultimi anni. Egli prevede inoltre degli andamenti positivi anche per l’anno corrente dovuti: al rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro, che potrebbe agevolare le esportazioni, al prolungamento del quantitative easing e al piano Industria 4.0.

Persistono però numerose problematiche causate dall’ incertezza del contesto geopolitico internazionale, dalla mancanza di coesione in Europa unitamente al problema del sistema Paese Italia;  l’anello più debole è rappresentato dall’ Europa stessa  che non riesce a tutelare in modo concreto la manifattura comunitaria. La recente decisione di Bruxelles di proporre un nuovo regolamento per la definizione dei dazi antidumping meno restrittivo rispetto al precedente ha destabilizzato le aziende del comparto della ceramica.

Tutto questo però è accomunato anche dal possibile rischio di insolvenza dei crediti

Fattore da non trascurare soprattutto quando si hanno dei rapporti commerciali con Paesi extra-UE.

Ma come vengono recuperati i crediti nei Paesi NAFTA (North American Free Trade Agreement)?

USA:

È prassi attivare l’azione extra-giudiziale per il recupero del credito anche in considerazione delle tariffe forensi straordinariamente elevate e per il fatto che le spese legali e gli interessi di mora non sono quasi mai recuperabili nei confronti del debitore inadempiente.

Anche in caso di azione giudiziale negli Stati Uniti, un’altissima percentuale di azioni non arriva fino al processo ma viene conclusa in tempi celeri mediante una transazione.

I creditori in possesso di un credito certo, esigibile e non contestato, di fronte alla certezza di anticipare costi legali senza alcuna possibilità di poterli recuperare, preferiscono chiudere la controversia in tempi rapidi nonostante ciò comporti la rinuncia di una quota del proprio credito.

Non esiste negli Stati Uniti il ricorso per decreto ingiuntivo ma è necessario proporre una causa ordinaria introdotta con il deposito e la notifica al convenuto. L’iter prevede poi una fase di discovery, di successiva mediazione obbligatoria e, solo come in caso di fallimento di quest’ultima azione si procede con il processo civile.

MESSICO:

A differenze di quanto accade in Italia, in Messico non esistono misure cautelari come il decreto ingiuntivo, né vi è l’obbligo per le aziende locali di costituirsi con un capitale rilevante. Le stesse inoltre sono per legge ad autonomia patrimoniale perfetta, ossia con una netta distinzione tra il loro patrimonio e quello dei soci, ed i loro bilanci (salvo il caso delle società quotate in borsa) non sono pubblici.

Le attività di recupero di un credito in Messico tengono conto in particolare della mancanza di informazioni certe sulla situazione patrimoniale dei debitori e della inesistenza di misure cautelari quali il decreto ingiuntivo, rendono preferibile iniziare da un tentativo di recupero stragiudiziale del credito.

Questo tipo di attività ha generalmente una durata massima di 60 giorni, e consiste nell’invio di un sollecito scritto ed in uno scambio di corrispondenza e di telefonate con il debitore, al fine di verificarne la disponibilità ad una soluzione amichevole della controversia.

Qualora il tentativo non andasse a buon fine, insieme al cliente si valuteranno opportunità, tempi e costi di un’azione legale, che in base alla legge messicana potrà essere di 2 tipi:

  • Ordinaria (“Juicio Ordinario Mercantil”), quando gli strumenti a supporto del credito sono rappresentati esclusivamente da fatture o da un contratto di compravendita
  • Esecutiva (“Juicio Ejecutivo Mercantil”), quando il credito è stato documentato da titoli esecutivi (cambiali od assegni).

Tra le due azioni legali sopra descritte, si preferisce quella esecutiva, in quanto ha generalmente una durata inferiore (in media 12/18 mesi contro i 24/30 dell’ azione ordinaria), e consente un sequestro immediato dei beni del debitore, ove ve ne fossero.

Va inoltre segnalato che è perfettamente valida la soggezione dei contratti ai tribunali italiani, ed il riconoscimento in Messico di sentenze emesse in Italia, mediante un’ apposita procedura di delibazione.”

CANADA:

Tra Italia e Canada non esiste una convenzione sul riconoscimento delle sentenze civili e commerciali, ciò significa che per la maggior parte dei casi sarà più conveniente iniziare una controversia legale direttamente in Canada.

Il Canada rappresenta un paese di spicco nelle relazioni commerciali internazionali. Una particolare attenzione deve essere posta nella corretta produzione e conservazione della documentazione ai fini di un’efficace azione di recupero stragiudiziale e giudiziale.

L’azione legale viene svolta mediante procedimento ordinario ed i documenti minimi richiesti per instaurarlo sono:  estratto conto, fatture,  bolle di consegna e ordini. Suddetti documenti sono richiesti in copia conforme all’originale (timbrati e firmati dal legale rappresentante). di  viene richiesto un deposito cauzionale ai creditori stranieri al fine di far desistere azioni pretestuose. In caso di mancata opposizione entro 30 giorni o di contumacia, verrà emesso un provvedimento sommario dalla Corte.

Ci sono 3 tipi di procedura concorsuale:

CCAA (Canadian Creditors Arragement Act), Assignment in Bankruptcy e Receivership.

Per qualsiasi controversia relativa al credito, Invenium è in grado di assistere le aziende che hanno relazioni commerciali anche  con i Paesi del Maghreb (Marocco, Tunisia, Algeria) e degli Emirati Arabi Uniti (Dubai, Abu Dhabi, etc) , grazie all’esperienza maturata proprio in questi territori negli ultimi 20 anni.

 

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