Focus settore: Il packaging e i rischi insolvenza

Il packaging italiano supera la sfida oltreconfine e sbarca negli USA con 472 milioni di export.I ritardi nei pagamenti rappresentano però una criticità da tenere in evidenza

Nel 2016 I costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio hanno rafforzato la loro leadership su scala mondiale, registrando una crescita del 6,6%, nel giro totale d’affari.

Secondo i dati raccolti dal Centro Studi Ucima (l’Associazione nazionale di categoria), il fatturato di settore ha superato i 6.600 milioni di euro, contro i 6.197 milioni di fine 2015.

Si tratta di una crescita a doppia cifra, pari al +10%, volta a raggiungere i 1.311 milioni di euro. Determinanti per il conseguimento di questo importante risultato le ottime performance sul mercato italiano. 

Molto positivo anche l’andamento delle vendite oltreconfine che  sono il preludio di una crescita del +5,8%, volta a raggiungere i 5,3 miliardi di Euro, e che assorbono l’80% del fatturato totale. Nello specifico, le performance migliori sono state registrate in Unione Europea  che,  attualmente, assorbe il 38%dell’export.

L’industria Italiana del settore packaging gioca la sfida da anni con i competitor tedeschi, per la leadership mondiale. 

La gara con i tedeschi avviene, in particolar modo, nel luogo della tecnologia e dell’innovazione, dove gareggiano con un 18% ognuna della produzione complessiva e un quarto dell’export mondiale.

Sia il made in Italy che il made in Germany valgono, infatti, poco più di 6 miliardi di euro in termini di fatturato e poco più di 5 miliardi di export.

Durante la fiera triennale dell’Interpack,  di maggio 2017, a Dusseldford, i costruttori meccanici delle Alpi sono riusciti a collaborare. Il vantaggio reciproco consiste nell’abbinare la dimensione monopolistica tedesca alla capillarità e flessibilità degli operatori italiani. L’alleanza su scala globale è partita dalla cooperazione tra le due fiere di riferimento del settore: Ipack-Ima e Interpack.

Secono una stima, gli Stati Uniti, con 472 milioni di export, sono in assoluto il primo paese di sbocco per i nostri macchinari di packaging. Questo spiega la presenza ingombrante delle aziende italiane di macchine per confezionamento ed imballaggio a Pack Expo, la più importante rassegna internazionale del settore in America.

Fondamentale, però, è non trascurare il tema dei ritardi nei pagamenti.  Le incertezze che i mercati esteri stanno vivendo, infatti, non sono d’aiuto e i ritardi nei pagamenti potrebbero sfociare in rischi di insolvenza.

Come recuperare negli Stati Uniti somme di denaro derivanti dalla vendita di beni o dall’inadempimento di un’obbligazione contrattuale?

Negli U.S.A. è prassi attivare l’azione extra-giudiziale per il recupero del credito anche in considerazione delle tariffe forensi straordinariamente elevate e per il fatto che le spese legali e gli interessi di mora non sono quasi mai recuperabili nei confronti del debitore inadempiente.

Anche in caso di azione giudiziale negli Stati Uniti, un’altissima percentuale di azioni non arriva fino al processo ma viene conclusa prima mediante una transazione.

I creditori in possesso di un credito certo, esigibile e non contestato, di fronte alla certezza di anticipare costi legali senza alcuna possibilità di poterli recuperare, preferisce chiudere la controversia in tempi rapidi nonostante ciò comporti la rinuncia di una quota del proprio credito.

Non esiste negli Stati Uniti il ricorso per decreto ingiuntivo ma è necessario proporre una causa ordinaria introdotta con il deposito e la notifica al convenuto la quale prosegue nella fase di discovery, di mediazione obbligatoria e si conclude poi con il processo.

Invenium, da diversi anni annovera tra i propri clienti  diverse realtà del packaging che supporta nel recupero del credito esclusivamente in via extragiudiziale. In particolare, per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’approccio amichevole consente di risolvere, in tempi contenuti, situazioni conflittuali. E’ necessario stimare, in questi casi una percentuale a successo che varia tra il 20% ed il 25% a seconda della vetustà del credito, dell’importo e della complessità del caso.

Per qualsiasi informazione contattare info@invenium.it